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Infestare una casa fai da te

31 marzo 2008
Pubblicato in Attualità
di Giovanni Cairo

Come nasce una casa infestata dai fantasmi? O all’occorrenza, come si può farne infestare una?

Direi che è piuttosto semplice: Giovannino Guareschi nel racconto “Notte al Kremlino” ci dà ottimi spunti riguardo alle pseudo-case degli spiriti. Facciamo anche noi leva sul fatto che “anche la gente di campagna, quando appena abiti in un ‘agglomerato urbano’ di quattro o cinque catapecchie, diventa stupida come quella di città”.

Anche questo fa parte della dandystica (e un po’ snob) “creazione di se”.

Innanzitutto dovete procurarvi una casa in campagna.

Se anche a voi dà fastidio che rispettate magioni siano infestate da cafoni alla stregua dei vari briatori e ricucci, dovete curare maniacalmente la vostra casa. Dovete essere il non plus ultra del macabro campestre.

La vostra casa non dev’essere troppo isolata: che gusto ci sarebbe a infestare qualcosa senza che nessuno lo sappia?

Ora, sarebbe meglio se vi fosse avvenuta qualche disgrazia come messe nere, sedute spiritiche, un incidente sinistro (ma di cui si parla ancora) a un prozio un po’ strampalato, o un’esterna di Uomini e donne.

La casa dev’essere spaziosa, non troppo vicina al borgo, oppure segregata da alte mura. In ogni caso diroccata, ma con gusto.

Naturalmente una casa infestata che si rispetti non si può trovare in città. Un appartamento infestato sarebbe una vera caduta di stile, un’idea da burini.

Può andar bene anche se la vostra dimora è costruita su una chiesa sconsacrata, meglio ancora su un cimitero (indiano per i nostri lettori d’oltreoceano, etrusco o celtico per gli europei; romano sarebbe banale).

Se questo non è sufficiente a scatenare i pettegolezzi di paese, flagello delle comunità agricole e provinciali , si può infestare “fai da te”.

Se vi va bene, basta un semplice contatto elettrico, luci che si spengono e si accendono (basta una volta sola, poi ci penseranno le chiacchiere), porte che sbattono. Anche cigolii se volete.

Poi dovete fare in modo che una qualche medium o sensitiva passi vicino alla vostra casa (meglio se di sera).

Di solito queste medium sono delle vecchiette strambe, le quali, complice l’aver sentito una volta una scorreggia al cimitero, sono state etichettate come “tramite” tra il mondo dei vivi e quello dei morti. Una risata diabolica in presenza di costei sarà sufficiente a far sì che la voce si sparga come macchia d’olio. A tal proposito esercitatevi a produrre risate diaboliche.

Può essere utile avere anche un cane che ulula. Meglio ancora come nel mio caso: a casa mia si sentono degli ululati strazianti, tuttavia la mia famiglia non possiede un cane. I miei obtretractores potrebbero dire che si tratta del cane di qualche vicino, resta però il fatto che questo cane non l’ho mai visto.

Purtroppo abitando in centro a Milano non posso sfruttare questo fatto a mio vantaggio.

Mia mamma l’ha soprannominato “il mastino dei Cairo”.

Abbondate con i gatti neri e fate in modo che la vostra dimora agreste non abbia a mancare di corvi.

L’arredamento dev’essere sobrio, di legno scuro, ma con qualche accessorio barocco e quadri in stile esageratamente manierista. Marmi e bronzi in quantità. L’ideale sarebbe possedere il Cristo ligneo del Castello Sforzesco.

Anche la vostra apparenza dev’essere un particolare che non sfugge all’occhio delle malevole chiacchiere paesane.

Siate pallidi, se possibile macilenti ed emaciati, con occhiaie e segni di violenza fisica: questo dev’essere il vostro aspetto! Vanno bene anche lividi e segni di catene, anche se il top sono le vessazioni demoniache.

Abbiate un modo di parlare solenne ma al contempo sinistro. Fate oscuri riferimenti a notti passate in bianco (naturalmente a causa di scricchiolii o rumori sinistri). Alludete, alludete.

Con le istruzioni che vi ho dato (collaudate dal sottoscritto) non si vuole irridere né consigliare le pratiche occulte, che da buon cattolico condanno, né fomentare superstizioni rovinose; semmai si vuol sorridere sulla classica cronachella paesana e dare un po’ di lustro a manieri in rovina, senza dover scucire quattrini: sono sempre stato un filantropo.

Complimenti: ora in casa vostra “ci si sente”, come diceva Guareschi.

La gente vi eviterà, si segnerà passando davanti a casa vostra, farà gli scongiuri; ma vi siete assicurati fama e almeno un ventennio di dicerie e di chiacchiere sul vostro conto. Siatene fieri.



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