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(Italiano) I colori di Milano

23 June 2008
Published in Attualità
by Andrea Stringhetti


4 Responses to “(Italiano) I colori di Milano”

  1. B. says:

    Pensavo…se questa esperienza ti ha dato cosi’ tanto da desiderare un chiosco di kebab sotto casa tua…se hai apprezzato cosi’ tanto il “colore” di cui parli e sei rimasto affascinato da quella vita…perchè non ti trasferisci in una di quelle mille case ormai totalmente abitate da soli immigrati per la maggior parte (ahimè…e “ahiloro”) clandestini?
    Troppo facile per uno nato e vissuto in un verde e sicuro sobborgo milanese trovare piacevole osservare quel mondo…peccato che non siamo in uno zoo e che quello in cui tu vedi magia e colore sia solo un dramma a cui questi individui diversi rinuncerebbero volentieri.
    Probabilmente infatti non si tratta globalizzazione ma di necessità, dal momento che con il costo di un kebab ci si comprano 7 hamburger di mc donald’s (50 cent, staz. centrale).
    E portare tre giorni la stessa felpa, anche se dell’italia, non è proprio patriottismo.
    Se devo essere sincera sono anche stupita di come una persona che, a quanto pare, prende tutti i giorni o quasi la metropolitana e vive a milano, possa essere sorpresa dal “colore” e dalla varietà di tali situazioni.
    Se si uscisse un pò più spesso dal proprio giardino incantato forse si riuscirebbe anche a percepire la realtà di quei drammi.

  2. Andrea D. says:

    La mia prima reazione è che in realtà non sia solo una caratteristica della 90/91, ma della maggior parte dei trasporti pubblici milanesi. Trovo che la domanda da porsi sia “perché si vedono per la maggior parte delle volte immigrati e raramenti milanesi sui bus e tram cittadini?”. La ATM funziona tutto sommato bene, costa pochissimo comparata ad altri paesi (in Svezia si paga 3 volte tanto, e non stiamo a menzionare Londra), i mezzi sono frequenti anche se bisogna totalmente ignorare le tabelle degli orari.
    Perché molti milanesi non usano i mezzi?

  3. Andrea says:

    Certamente l’ironia che ho usato per descrivere la situazione è un’ironia molto amara: non è stato affatto piacevole entrare, seppure di striscio, dentro questa realtà che peraltro conosco piuttosto bene, avendo io sempre vissuto a Milano e occupandomi di immigrazione nel mio percorso accademico. Il mio viaggio è stato tutt’altro che una “visita allo zoo”, e non credo ci sia bisogno di specificare quanto mi faccia soffrire vedere queste realtà. Il fatto che io viva in un quartiere tranquillo non significa che non abbia amici stranieri che vivono situazioni di difficoltà e certo non li sto a guardare inerte mentre annaspano nell’indifferenza della mia città. Proprio questo era il mio intento infatti, sottolineare l’indifferenza con cui i milanesi passano attraverso (o magari semplicemente evitano) certe zone, ignorando il problema dell’immigrazione e bollandolo come un crimine, senza chiedersi mai quali pazzesche e dolorose storie ci siano dietro ogni persona.
    Il discorso dell’utilizzo dei mezzi a Milano richiederebbe invece un articolo a parte, che io riassumerei in: “i mezzi a Milano costano troppo in rapporto a quanto male funzionano, per contro i milanesi non accetteranno mai di alzare le loro comode chiappe dalla macchina”.

  4. Anna Gilbert says:

    Caro Andrea, il tuo punto di vista riesce sempre a non scadere nella banalità, lo stupore è nei tuoi occhi, complimenti.

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