un commento trasversale.
perchè sono pienamente d’accordo con anita e perchè, lungi dal voler gridare all’apocalisse, trovo sconcertante il fatto che tutto in Italia sembra remare contro una formazione plurale dell’individuo in quanto espressione di una cultura – nazionale? europea? come sia…
mi spiego – e spiego l’elemento di trasversalità.
come possiamo noi piccoli tamarindi tentare di produrci in qualcosa meritorio se di fronte a noi si dispiega una platea di ragazzi sempre più diseducati all’educazione? non lo dico per snobismo, nè per autocommiserazione.
però: la scuola ha un posto così infimo nella scala dei “valori” riconosciuti dalle istituzioni che si arriva al punto di dover far comprare i gessetti ai genitori per porre rimedio ai tagli inflitti al bilancio scolastico.
chi vorrà, a costo zero, proporre programmi che integrino nella didattica teatro, cinema, visite a musei ecc ecc, laboratori di creatività, letture di libri e quant’altro? servirebbero da un lato professori disposti al sacrificio e dall’altro genitori lungimiranti.
E come fai ad attrare i ragazzi al teatro o al cinema quando i prezzi dei biglietti, anche per i soliti tagli, aumentano continuamente? piuttosto che dare 7,50 euro a una sala cinematrografica me lo vedo in streaming il film, e già che ci sono ci bevo su qualche birretta (dato che tra l’altro sembra che nel lazio si possano considerare “grandi bevitori” gìà i quindicenni…) – e tra l’altro a teatro non si può manco bere…:D
bho, è un po’ uno sfogo, rivolto anche alle critiche sul “Male della banalità”…
bhè, che dire, questo mi è sembrato un articolo intelligente e tamarindico, che pone un problema vero e riflessioni sentite.
un commento trasversale.
perchè sono pienamente d’accordo con anita e perchè, lungi dal voler gridare all’apocalisse, trovo sconcertante il fatto che tutto in Italia sembra remare contro una formazione plurale dell’individuo in quanto espressione di una cultura – nazionale? europea? come sia…
mi spiego – e spiego l’elemento di trasversalità.
come possiamo noi piccoli tamarindi tentare di produrci in qualcosa meritorio se di fronte a noi si dispiega una platea di ragazzi sempre più diseducati all’educazione? non lo dico per snobismo, nè per autocommiserazione.
però: la scuola ha un posto così infimo nella scala dei “valori” riconosciuti dalle istituzioni che si arriva al punto di dover far comprare i gessetti ai genitori per porre rimedio ai tagli inflitti al bilancio scolastico.
chi vorrà, a costo zero, proporre programmi che integrino nella didattica teatro, cinema, visite a musei ecc ecc, laboratori di creatività, letture di libri e quant’altro? servirebbero da un lato professori disposti al sacrificio e dall’altro genitori lungimiranti.
E come fai ad attrare i ragazzi al teatro o al cinema quando i prezzi dei biglietti, anche per i soliti tagli, aumentano continuamente? piuttosto che dare 7,50 euro a una sala cinematrografica me lo vedo in streaming il film, e già che ci sono ci bevo su qualche birretta (dato che tra l’altro sembra che nel lazio si possano considerare “grandi bevitori” gìà i quindicenni…) – e tra l’altro a teatro non si può manco bere…:D
bho, è un po’ uno sfogo, rivolto anche alle critiche sul “Male della banalità”…
bhè, che dire, questo mi è sembrato un articolo intelligente e tamarindico, che pone un problema vero e riflessioni sentite.