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(Italiano) La cultura? In Italia non è più un affare di Stato!

24 July 2009
Published in Attualità, Opinioni
by Anita Galvano


One Response to “(Italiano) La cultura? In Italia non è più un affare di Stato!”

  1. michelangela says:

    un commento trasversale.
    perchè sono pienamente d’accordo con anita e perchè, lungi dal voler gridare all’apocalisse, trovo sconcertante il fatto che tutto in Italia sembra remare contro una formazione plurale dell’individuo in quanto espressione di una cultura – nazionale? europea? come sia…

    mi spiego – e spiego l’elemento di trasversalità.

    come possiamo noi piccoli tamarindi tentare di produrci in qualcosa meritorio se di fronte a noi si dispiega una platea di ragazzi sempre più diseducati all’educazione? non lo dico per snobismo, nè per autocommiserazione.

    però: la scuola ha un posto così infimo nella scala dei “valori” riconosciuti dalle istituzioni che si arriva al punto di dover far comprare i gessetti ai genitori per porre rimedio ai tagli inflitti al bilancio scolastico.
    chi vorrà, a costo zero, proporre programmi che integrino nella didattica teatro, cinema, visite a musei ecc ecc, laboratori di creatività, letture di libri e quant’altro? servirebbero da un lato professori disposti al sacrificio e dall’altro genitori lungimiranti.

    E come fai ad attrare i ragazzi al teatro o al cinema quando i prezzi dei biglietti, anche per i soliti tagli, aumentano continuamente? piuttosto che dare 7,50 euro a una sala cinematrografica me lo vedo in streaming il film, e già che ci sono ci bevo su qualche birretta (dato che tra l’altro sembra che nel lazio si possano considerare “grandi bevitori” gìà i quindicenni…) – e tra l’altro a teatro non si può manco bere…:D

    bho, è un po’ uno sfogo, rivolto anche alle critiche sul “Male della banalità”…

    bhè, che dire, questo mi è sembrato un articolo intelligente e tamarindico, che pone un problema vero e riflessioni sentite.

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