L’articolo mi trova d’accordo al 100%. D’altro canto non posso dirmi stupito di quello che sta accadendo nel Paese. Sarà che vivendo in Veneto sono sempre stato a contatto con la realtà delle PMI, ma la percezione che spesso e volentieri la formazione scolastica ed accademica sia più una perdita di tempo che una necessità è tutt’ora largamente diffusa.
L’assurdo è che siamo arrivati ad un’attitudine schizoide della società: ci si vanta d’aver il figlio/nipote/cugino dottore, si vuole il pezzo di carta, ma poi le prospettive per chi ha studiato sono estremamente limitate. Possiamo stupirci che il governo possa tagliare i fondi per l’università senza che la società nel suo insieme faccia nulla, quando alcune offerte di lavoro sono indirizzate a « diplomati/laureati » e pare del tutto normale farlo?!?
Non possiamo stupirci se la società nel suo insieme non reagisce, ma possiamo stupirci del fatto che il governo prenda provvedimenti di questo tipo, in direzione opposta al trend degli altri paesi più sviluppati, ed in un contesto in cui l’università è già sottofinanziata. Che ci sia bisogno di una riforma seria del sistema di distribuzione dei fondi universitari è indubbio, il problema è che un taglio indiscriminato non è una riforma, e l’università non ne trarrà alcun vantaggio.
L’articolo mi trova d’accordo al 100%. D’altro canto non posso dirmi stupito di quello che sta accadendo nel Paese. Sarà che vivendo in Veneto sono sempre stato a contatto con la realtà delle PMI, ma la percezione che spesso e volentieri la formazione scolastica ed accademica sia più una perdita di tempo che una necessità è tutt’ora largamente diffusa.
L’assurdo è che siamo arrivati ad un’attitudine schizoide della società: ci si vanta d’aver il figlio/nipote/cugino dottore, si vuole il pezzo di carta, ma poi le prospettive per chi ha studiato sono estremamente limitate. Possiamo stupirci che il governo possa tagliare i fondi per l’università senza che la società nel suo insieme faccia nulla, quando alcune offerte di lavoro sono indirizzate a « diplomati/laureati » e pare del tutto normale farlo?!?
Non possiamo stupirci se la società nel suo insieme non reagisce, ma possiamo stupirci del fatto che il governo prenda provvedimenti di questo tipo, in direzione opposta al trend degli altri paesi più sviluppati, ed in un contesto in cui l’università è già sottofinanziata. Che ci sia bisogno di una riforma seria del sistema di distribuzione dei fondi universitari è indubbio, il problema è che un taglio indiscriminato non è una riforma, e l’università non ne trarrà alcun vantaggio.