È tutta colpa di Repubblica
settembre 3rd, 2009 by Rocco Polin | 11 Comments
Il Giornale ha dato fuoco alle polveri. La strategia del neodirettore Feltri è chiara: “smascherare i moralisti”. Il direttore di Avvenire ha molestato la moglie di un uomo con cui intratteneva una relazione omosessuale. Il direttore di Repubblica ha comprato una casa parzialmente in nero. Altri attacchi seguiranno. È cominciata la controffensiva d’autunno.
Pensavamo che non fosse possibile assistere ad un ulteriore abbassamento del livello del dibattito pubblico italiano, ad un ulteriore peggioramento della qualità del nostro giornalismo e invece come al solito dobbiamo convincerci che al peggio non c’è mai fine.
La tesi, forse un po’ provocatoria, è che il responsabile primo di questo degrado non sia Il Giornale, bensì La Repubblica. Provate ad esempio a rileggere l’ultima delle famose dieci domande rivolte dal quotidiano di Ezio Mauro al presidente del Consiglio
“Veronica Lario ha detto: «Ho cercato di aiutare mio marito, ho implorato coloro che gli stanno accanto di fare altrettanto, come si farebbe con una persona che non sta bene. E’ stato tutto inutile». Geriatri (come il professor Gianfranco Salvioli, dell’Università di Modena) ritengono che i comportamenti ossessivi nei confronti del sesso, censurati da Veronica Lario, potrebbero essere l’esito di «una degenerazione psicopatologica di tratti narcisistici della personalità». Quali sono le sue condizioni di salute?” (www.repubblica.it)
Un giornale serio non dovrebbe nemmeno pubblicarla una domanda così. Una moglie tradita parla male del marito. Non indica comportamenti o fatti di cui noi si possa valutare la gravità, dice di aver chiesto agli amici di stare vicino al marito come si farebbe con una persona che non sta bene. È uno sfogo generico quello della Lario, non un capo d’accusa preciso. Poi si mette l’opinione di un geriatra (apparentemente uno fra tanti) che dice un’ovvietà: comportamenti ossessivi nei confronti del sesso potrebbero essere l’esito di “una degenerazione psicopatologica di tratti narcisistici della personalità”. Non si dice di preciso che comportamenti e comunque non è chiaro in base a cosa si accusa Berlusconi di comportamenti ossessivi, per un vecchio miliardario voler andare a letto con delle belle donne giovani è un comportamento magari moralmente riprovevole, non certo ossessivo. Dopo una dichiarazione vaga della moglie e una ancor più vaga di un geriatra senza un’evidente connessione fra le due, finalmente arriva la domanda: quali sono le condizioni di salute del presidente del Consiglio?
Berlusconi si è comportato scioccamente. Avrebbe dovuto rispondere subito a questa domanda, come gli chiedevano arrabbiati i lettori di Repubblica. “Sto bene grazie e lei?”. Ma naturalmente quella di Repubblica non era una domanda. Era un’insinuazione. Si insinuava che il Presidente del Consiglio fosse affetto da disturbi della personalità. Lo scopo di Repubblica, ormai da qualche tempo, non è quello di informare i propri lettori, è quello di mettere in difficoltà Silvio Berlusconi. Esattamente come lo scopo de Il Giornale è difendere Silvio Berlusconi e mettere in difficoltà i suoi avversari.
Sia chiaro che Repubblica aveva il diritto e forse anche il dovere di parlare dei festini di Villa Certosa. Un conto però è informare di un fatto, un conto è montare una campagna stampa, con intercettazioni pubblicate un po’ per volta per tenere alta la suspense e facendo capire che altre e più gravi rivelazioni avrebbero dovuto arrivare. Naturalmente anche le campagne stampa sono perfettamente legittime in un paese democratico. È perfettamente legittima l’esistenza di un giornale d’opinione che più che informare ha lo scopo di portare avanti una tesi, di fare una battaglia politica. Però allora vale l’equazione Repubblica=Il Giornale. Giornali che si leggono per indignarsi contro i propri avversari, per essere rafforzati nella propria convinzione di essere dalla parte del giusto.
Repubblica non fa informazione dunque, fa principalmente opposizione. E per di più fa opposizione del peggior tipo. Un’opposizione basata sullo spiare tra le lenzuola del Capo del Governo. E allora non capisco perché adesso dovremmo indignarci se Il Giornale risponde accusando Ezio Mauro di evasione fiscale e Boffo di molestie. E allora non capisco perché non potevano essere pubblicate le foto di Sircana che guardava i transessuali. Ed ecco che il dibattito pubblico italiano si fa sempre più squallido e partigiano.
Io nel dubbio ho cominciato a comprare la Stampa.


