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	<title>Commenti a: Cosa manca al vero dialogo interreligioso</title>
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		<title>Di: Silvia</title>
		<link>https://thetamarind.eu/2008/02/26/dialogo-interreligioso/comment-page-1/#comment-18</link>
		<dc:creator>Silvia</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Feb 2008 16:00:43 +0000</pubDate>
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		<description>Ma brava la mia Marghe! Sono spesso d&#039;accordo con te. Purtroppo la cosa piu&#039; vera e&#039;, come dici tu, che &quot;L’ignoranza è alla base di ogni pregiudizio e il pregiudizio e la paura del diverso sono strumenti di potere dei pochi sui molti&quot;. Non mi riferisco unicamente al dialogo interreligioso ma a tante altre situazioni che necisseterebbero un altro articolo per essere spiegate.. magari il prossimo?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma brava la mia Marghe! Sono spesso d&#8217;accordo con te. Purtroppo la cosa piu&#8217; vera e&#8217;, come dici tu, che &#8220;L’ignoranza è alla base di ogni pregiudizio e il pregiudizio e la paura del diverso sono strumenti di potere dei pochi sui molti&#8221;. Non mi riferisco unicamente al dialogo interreligioso ma a tante altre situazioni che necisseterebbero un altro articolo per essere spiegate.. magari il prossimo?</p>
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		<title>Di: Lorenzo</title>
		<link>https://thetamarind.eu/2008/02/26/dialogo-interreligioso/comment-page-1/#comment-14</link>
		<dc:creator>Lorenzo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Feb 2008 23:45:02 +0000</pubDate>
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		<description>Sono perfettamente d&#039;accordo con le parole di Margherita. Mi sono reso conto nel corso della mia breve esperienza presso la Divisione per il Dialogo Interculturale dell&#039;UNESCO di come sia difficile impostare un dialogo tra differenti religioni in base alle vaghe direttive dei vertici politico-religiosi. La strada che mi è parsa più efficace, ma purtroppo anche la più difficile, è quella del dialogo interculturale diretto e onnicomprensivo -con la sola eccezione dei dogmi religiosi- fra le comunità che condividono spazi di vita e lavoro. Non a caso indicazioni molto sagge su questo tema vengono dal Cardinale Carlo Maria Martini, ex arcivescovo di Milano, ritiratosi a Gerusalemme per dedicarsi agli studi biblici:  &quot;Molte volte ho avuto occasione di ripetere che non basta evitare ogni sentimento antisemita. Bisogna giungere ad amare il popolo ebraico con tutte le espressioni della sua vita e cultura: la sua letteratura, la sua arte, il suo folklore, la sua religiosità. Soltanto allora si può giungere a stabilire quei legami che permettono non solo di superare diffidenza e pregiudizi ma di collaborare per il bene comune dell&#039;umanità&quot;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono perfettamente d&#8217;accordo con le parole di Margherita. Mi sono reso conto nel corso della mia breve esperienza presso la Divisione per il Dialogo Interculturale dell&#8217;UNESCO di come sia difficile impostare un dialogo tra differenti religioni in base alle vaghe direttive dei vertici politico-religiosi. La strada che mi è parsa più efficace, ma purtroppo anche la più difficile, è quella del dialogo interculturale diretto e onnicomprensivo -con la sola eccezione dei dogmi religiosi- fra le comunità che condividono spazi di vita e lavoro. Non a caso indicazioni molto sagge su questo tema vengono dal Cardinale Carlo Maria Martini, ex arcivescovo di Milano, ritiratosi a Gerusalemme per dedicarsi agli studi biblici:  &#8220;Molte volte ho avuto occasione di ripetere che non basta evitare ogni sentimento antisemita. Bisogna giungere ad amare il popolo ebraico con tutte le espressioni della sua vita e cultura: la sua letteratura, la sua arte, il suo folklore, la sua religiosità. Soltanto allora si può giungere a stabilire quei legami che permettono non solo di superare diffidenza e pregiudizi ma di collaborare per il bene comune dell&#8217;umanità&#8221;.</p>
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