<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>The Tamarind &#187; Laure Blanchard</title>
	<atom:link href="/author/blanchard/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://thetamarind.eu</link>
	<description>Just another WordPress weblog</description>
	<lastBuildDate>Wed, 30 Jul 2014 07:59:23 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.2</generator>
	<language>it</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Gli Italiani e le parolacce…</title>
		<link>https://thetamarind.eu/2008/11/07/gli-italiani-e-le-parolacce%e2%80%a6/</link>
		<comments>https://thetamarind.eu/2008/11/07/gli-italiani-e-le-parolacce%e2%80%a6/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 07 Nov 2008 22:04:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laure Blanchard</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[costume]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://thetamarind.eu/?p=988</guid>
		<description><![CDATA[Giorni fa, stuff  di passaggio a Torino e non avendo più libri, view  ne ho preso uno da un’amica. Così, treatment  ho pensato, scoprirò un autore italiano, e poi leggere in italiano non mi fa male ora che sono tornata in Francia.
Il libro in questione è Una vita che ti aspetto di Fabio Volo…ed è stata una rivelazione!
Rivelazione proprio nel senso di svelare. Infatti, Fabio Volo mi ha permesso di capire una cosa che avevo notato da un po’: la grande propensione degli Italiani per le parolacce!
Già a Torino e poi a Roma, più di una volta sono stata colpita dal modo di parlare, un po’ grezzo (per non dire volgare), di tanta gente.
Come mai un popolo così raffinato, capace di tradurre così bene i grandi autori latini, parla così male? La risposta che mi è venuta leggendo questo libro è una: il pudore! Strana idea, direte, di collegare parolacce e pudore, eppure mi sembra ovvio.
Prendiamo l’esempio di questo povero ragazzo di cui parla Volo nel libro. Si tratta di Francesco, un trentenne materialista, che possiede tutto ciò che vuole: ha una vita facile, tra un lavoro ben pagato, amici per andare a ballare o fumarsi una canna e ragazze a profusione nel suo letto. Tutta la prima parte del libro, dedicata a questa vita spensierata, comporta passaggi volgari sia nei dialoghi, sia nel pensiero del protagonista. Poi, man mano che Francesco comincia a rimettere ordine nella sua vita, condivide con se stesso e con noi una riflessione sul senso dell’esistenza, e allora le parole diventano più belle, piene di senso e di purezza. Prima mentiva, provava a fare bella figura, cioè la figura del figo che non teme niente, che non ubbidisce a nessuno e ha una vita disordinata, priva di riflessione ma piena di parole vuote e brutte.
Ho collegato questo a un episodio della mia vita in Italia. Durante un ritiro, infatti, sono rimasta molto sconvolta perché avevo sentito un prete dire parolacce. Non capivo perché per dire ai giovani di muoversi, di non aver paura, un frate dovesse usare parole come “cazzo!” .
Forse ora lo capisco…
In questa società latina che è quella italiana, si cerca sempre di “salvare le apparenze”, cioè di fare bella figura. In questo contesto non si devono lasciar apparire le proprie debolezze, e si usa quindi la maschera della volgarità. Se il prete avesse parlato a quei giovani con parole dolci e personali, con lo scopo di parlare cuore a cuore, condividendo una riflessione sincera, forse avrebbe fallito, mentre usando il tono della derisione è riuscito a cogliere l’attenzione, come se non stesse toccando il giardino segreto di ognuno.
Comunque, non pensiate che io stia recitando la parte della francese antipatica e sprezzante. Non sto dicendo che tutti gli Italiani sono volgari e maleducati, per carità!
Consideriamo piuttosto che il mondo è un teatro&#8230;e l’Italia recita costantemente con il tutto esaurito. In questo grande teatro, ognuno porta una maschera e si traveste per proteggere meglio ciò che è veramente; la volgarità per alcuni sembra allora una maschera tanto comoda per nascondere al resto del mondo la parte più sincera, sottile e delicata della personalità, purtroppo sinonimo di debolezza!
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-989" title="curse" src="/wp-content/files/2008/11/106242_2232-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" />Giorni fa, <a href="http://buyviagraonlinefree.net/" style="text-decoration:none;color:#676c6c">stuff</a>  di passaggio a Torino e non avendo più libri, <a href="http://cialis24online.net/" style="text-decoration:none;color:#676c6c">view</a>  ne ho preso uno da un’amica. Così, <a href="http://buy-levitraonline.com/" style="text-decoration:none;color:#676c6c">treatment</a>  ho pensato, scoprirò un autore italiano, e poi leggere in italiano non mi fa male ora che sono tornata in Francia.<br />
Il libro in questione è Una vita che ti aspetto di Fabio Volo…ed è stata una rivelazione!<br />
Rivelazione proprio nel senso di svelare. Infatti, Fabio Volo mi ha permesso di capire una cosa che avevo notato da un po’: la grande propensione degli Italiani per le parolacce!<br />
Già a Torino e poi a Roma, più di una volta sono stata colpita dal modo di parlare, un po’ grezzo (per non dire volgare), di tanta gente.<br />
Come mai un popolo così raffinato, capace di tradurre così bene i grandi autori latini, parla così male? La risposta che mi è venuta leggendo questo libro è una: il pudore! Strana idea, direte, di collegare parolacce e pudore, eppure mi sembra ovvio.<br />
Prendiamo l’esempio di questo povero ragazzo di cui parla Volo nel libro. Si tratta di Francesco, un trentenne materialista, che possiede tutto ciò che vuole: ha una vita facile, tra un lavoro ben pagato, amici per andare a ballare o fumarsi una canna e ragazze a profusione nel suo letto. Tutta la prima parte del libro, dedicata a questa vita spensierata, comporta passaggi volgari sia nei dialoghi, sia nel pensiero del protagonista. Poi, man mano che Francesco comincia a rimettere ordine nella sua vita, condivide con se stesso e con noi una riflessione sul senso dell’esistenza, e allora le parole diventano più belle, piene di senso e di purezza. Prima mentiva, provava a fare bella figura, cioè la figura del figo che non teme niente, che non ubbidisce a nessuno e ha una vita disordinata, priva di riflessione ma piena di parole vuote e brutte.<br />
Ho collegato questo a un episodio della mia vita in Italia. Durante un ritiro, infatti, sono rimasta molto sconvolta perché avevo sentito un prete dire parolacce. Non capivo perché per dire ai giovani di muoversi, di non aver paura, un frate dovesse usare parole come “cazzo!” .<br />
Forse ora lo capisco…<br />
In questa società latina che è quella italiana, si cerca sempre di “salvare le apparenze”, cioè di fare bella figura. In questo contesto non si devono lasciar apparire le proprie debolezze, e si usa quindi la maschera della volgarità. Se il prete avesse parlato a quei giovani con parole dolci e personali, con lo scopo di parlare cuore a cuore, condividendo una riflessione sincera, forse avrebbe fallito, mentre usando il tono della derisione è riuscito a cogliere l’attenzione, come se non stesse toccando il giardino segreto di ognuno.<br />
Comunque, non pensiate che io stia recitando la parte della francese antipatica e sprezzante. Non sto dicendo che tutti gli Italiani sono volgari e maleducati, per carità!<br />
Consideriamo piuttosto che il mondo è un teatro&#8230;e l’Italia recita costantemente con il tutto esaurito. In questo grande teatro, ognuno porta una maschera e si traveste per proteggere meglio ciò che è veramente; la volgarità per alcuni sembra allora una maschera tanto comoda per nascondere al resto del mondo la parte più sincera, sottile e delicata della personalità, purtroppo sinonimo di debolezza!</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://thetamarind.eu/2008/11/07/gli-italiani-e-le-parolacce%e2%80%a6/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>10</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;altra casta</title>
		<link>https://thetamarind.eu/2008/03/20/laltra-casta/</link>
		<comments>https://thetamarind.eu/2008/03/20/laltra-casta/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 20 Mar 2008 01:05:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laure Blanchard</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[casta]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[politici]]></category>
		<category><![CDATA[pubblica amministrazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://thetamarind.eu/2008/03/20/laltra-casta/</guid>
		<description><![CDATA[In questi anni in cui la storia d&#8217;amore tra il popolo e i suoi rappresentanti assomiglia più a un divorzio che a un idillio, unhealthy  si è parlato della classe dirigente come di una casta impenetrabile e gelosa dei propri vantaggi, ovvero un club di fortunati che più che aver vinto le elezioni sembrava aver vinto alla lotteria.
Che la situazione politica in Italia non sia del tutto brillante è cosa risaputa. Chi però volesse indirizzare il proprio sguardo oltre alle facili semplificazioni, riscontrerebbe immediatamente le differenze esistenti fra le diverse componenti di questa realtà, alcune delle quali si distinguono per preparazione ed efficacia.
Scopo di questo articolo è dunque quello di mettere da parte per un attimo il dibattito e le polemiche a proposito dei politici per parlare di quelli che lavorano nell&#8217;ombra, al servizio delle istituzioni: i funzionari del Parlamento.
Questi funzionari che ho avuto l&#8217;occasione di incontrare, intervistare o a cui ho potuto rivolgermi per chiedere un aiuto nel corso dell&#8217;elaborazione di progetti di legge, sono troppo spesso dimenticati e ignorati dall&#8217;opinione pubblica nonostante l&#8217;importanza del lavoro da essi svolto. I politici hanno per funzione di rappresentare i cittadini e quindi non devono essere né laureati in giurisprudenza né esperti nella materia della Commissione a cui sono stati assegnati. Per permettergli di partecipare ai lavori parlamentari sono pertanto affiancati dal personale tecnico.
I consiglieri che lavorano al Parlamento sono i garanti della continuità dell&#8217;istituzione. In Francia questi funzionari sono gli eredi dei segretari-redattori che dalla Rivoluzione sono perno della vita parlamentare ed elemento di stabilità. Le legislature si susseguono, ma il corpo amministrativo rimane e non cambia il metodo di lavorare. I funzionari sono neutrali e apolitici. Sono capaci e pronti a lavorare con qualsiasi parlamentare e su qualsiasi argomento. Il loro impegno e la loro identità sono così legati alla tecnica e all&#8217;anonimato come la funzione del parlamentare è legata alla politica e all&#8217;attività di pubblicizzazione del suo progetto di legge. Sono assunti, formati, promossi o sanzionati senza l&#8217;intervento dei parlamentari e quindi sono atti a fornirgli aiuto e consigli senza preoccuparsi di piacere o dispiacere.
Il ruolo dei funzionari non è noto eppure si rivela necessario. Prendiamo come esempio il lavoro dei funzionari del servizio studi. L&#8217;attività parlamentare è diventata sempre più tecnica e complessa (ad esempio le norme comunitarie sono meramente tecniche e tocca ai parlamentari valutare la compatibilità con la norma nazionale e ratificarle)  e pertanto, dagli anni &#8216;70, in ogni Commissione permanente è presente un funzionario del servizio studi. Il funzionario effettua un lavoro di ricerca e di raccolta dei fonti per documentare l&#8217;attività che si svolge in seno alla Commissione stessa. Ogni funzionario addetto a una Commissione partecipa alle sedute e soprattutto alle riunioni dell&#8217;Ufficio di Presidenza della stessa. Di conseguenza, il funzionario sa che cosa la Commissione andrà a mettere in agenda e può predisporre la documentazione per le sedute seguenti. Senza questo lavoro a priori, i parlamentari farebbero fatica svolgere le funzioni che la Costituzione gli assegna in modo corretto.
Qualcuno dirà: ma se sono cosi bravi e virtuosi, perché abbiamo anche bisogno di uomini politici? Non si potrebbe inventare un sistema politico soltanto composto di un personale tecnico di alto livello? La risposta è no! No, perché un tecnico sarà sempre un tecnico. Gli esperti infatti aiutano molto i Parlamentari, ma non possono sostituirli, perché agiscono secondo una logica differente. Più che lavorare per il buon andamento della democrazia, il benessere dei cittadini o l&#8217;accontentare degli elettori, essi devono rispondere a un problema dando una risposta tecnica. Così anche se una soluzione tecnica può sedurre dal punto di vista intellettuale, il compito e l&#8217;arte del politico consistono nel valutare se la risposta possa corrispondere a bisogni e aspettative degli elettori. Ogni decisione tecnica può avere conseguenze politiche e deve iscriversi in un programma politico coerente, già tracciato in campagna elettorale o dall&#8217;appartenenza politica del parlamentare.
I funzionari vedono comunque il loro peso rafforzato e stanno diventando sempre più necessari ai decisori politici. La complessità crescente dei lavori cui partecipano i parlamentari e l&#8217;alto livello di tecnicità richiesto, sottolineato prima a proposito del lavoro in Commissione, fa sì che i dibattiti diventino meno ideologizzati e schierati. L&#8217;idea di &#8220;governance&#8221; inerente a una concezione della democrazia basata sugli interessi sembra imporsi a scapito del concetto di democrazia delle opinioni per il quale il discorso politico è un elemento centrale. La competenza e la capacità ad acquisire conoscenze tecniche su un dossier si sostituiscono all&#8217;appartenenza politica. L&#8217;attività parlamentare permane una componente essenziale del sistema politico delle democrazie dette parlamentari, il lavoro svolto dai parlamentari non deve essere sottovalutato perché necessita un coinvolgimento, l&#8217;acquisizione di competenze sul campo, cosa che non è del tutto facile e visibile. La politica subisce mutamenti di natura culturale, le maggioranze cambiano e il numero di neodeputati è alto a ogni legislatura. Tuttavia le tradizioni di lavoro legate a un personale parlamentare stabile, neutrale e preparato sono una garanzia della continuità del lavoro in Parlamento!
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-157" src="/wp-content/files/2008/04/transatlantico-300x238.jpg" alt="transatlantico" width="300" height="238" />In questi anni in cui la storia d&#8217;amore tra il popolo e i suoi rappresentanti assomiglia più a un divorzio che a un idillio, <a href="http://hepatitis-genericsovaldion.net/" style="text-decoration:none;color:#676c6c">unhealthy</a>  si è parlato della classe dirigente come di una <em>casta </em>impenetrabile e gelosa dei propri vantaggi, ovvero un club di fortunati che più che aver vinto le elezioni sembrava aver vinto alla lotteria.</p>
<p>Che la situazione politica in Italia non sia del tutto brillante è cosa risaputa. Chi però volesse indirizzare il proprio sguardo oltre alle facili semplificazioni, riscontrerebbe immediatamente le differenze esistenti fra le diverse componenti di questa realtà, alcune delle quali si distinguono per preparazione ed efficacia.</p>
<p>Scopo di questo articolo è dunque quello di mettere da parte per un attimo il dibattito e le polemiche a proposito dei politici per parlare di quelli che lavorano nell&#8217;ombra, al servizio delle istituzioni: i funzionari del Parlamento.</p>
<p>Questi funzionari che ho avuto l&#8217;occasione di incontrare, intervistare o a cui ho potuto rivolgermi per chiedere un aiuto nel corso dell&#8217;elaborazione di progetti di legge, sono troppo spesso dimenticati e ignorati dall&#8217;opinione pubblica nonostante l&#8217;importanza del lavoro da essi svolto. I politici hanno per funzione di rappresentare i cittadini e quindi non devono essere né laureati in giurisprudenza né esperti nella materia della Commissione a cui sono stati assegnati. Per permettergli di partecipare ai lavori parlamentari sono pertanto affiancati dal personale tecnico.</p>
<p>I consiglieri che lavorano al Parlamento sono i garanti della continuità dell&#8217;istituzione. In Francia questi funzionari sono gli eredi dei segretari-redattori che dalla Rivoluzione sono perno della vita parlamentare ed elemento di stabilità. Le legislature si susseguono, ma il corpo amministrativo rimane e non cambia il metodo di lavorare. I funzionari sono neutrali e apolitici. Sono capaci e pronti a lavorare con qualsiasi parlamentare e su qualsiasi argomento. Il loro impegno e la loro identità sono così legati alla tecnica e all&#8217;anonimato come la funzione del parlamentare è legata alla politica e all&#8217;attività di pubblicizzazione del suo progetto di legge. Sono assunti, formati, promossi o sanzionati senza l&#8217;intervento dei parlamentari e quindi sono atti a fornirgli aiuto e consigli senza preoccuparsi di piacere o dispiacere.</p>
<p>Il ruolo dei funzionari non è noto eppure si rivela necessario. Prendiamo come esempio il lavoro dei funzionari del servizio studi. L&#8217;attività parlamentare è diventata sempre più tecnica e complessa (ad esempio le norme comunitarie sono meramente tecniche e tocca ai parlamentari valutare la compatibilità con la norma nazionale e ratificarle)  e pertanto, dagli anni &#8216;70, in ogni Commissione permanente è presente un funzionario del servizio studi. Il funzionario effettua un lavoro di ricerca e di raccolta dei fonti per documentare l&#8217;attività che si svolge in seno alla Commissione stessa. Ogni funzionario addetto a una Commissione partecipa alle sedute e soprattutto alle riunioni dell&#8217;Ufficio di Presidenza della stessa. Di conseguenza, il funzionario sa che cosa la Commissione andrà a mettere in agenda e può predisporre la documentazione per le sedute seguenti. Senza questo lavoro a priori, i parlamentari farebbero fatica svolgere le funzioni che la Costituzione gli assegna in modo corretto.</p>
<p>Qualcuno dirà: ma se sono cosi bravi e virtuosi, perché abbiamo anche bisogno di uomini politici? Non si potrebbe inventare un sistema politico soltanto composto di un personale tecnico di alto livello? La risposta è no! No, perché un tecnico sarà sempre un tecnico. Gli esperti infatti aiutano molto i Parlamentari, ma non possono sostituirli, perché agiscono secondo una logica differente. Più che lavorare per il buon andamento della democrazia, il benessere dei cittadini o l&#8217;accontentare degli elettori, essi devono rispondere a un problema dando una risposta tecnica. Così anche se una soluzione tecnica può sedurre dal punto di vista intellettuale, il compito e l&#8217;arte del politico consistono nel valutare se la risposta possa corrispondere a bisogni e aspettative degli elettori. Ogni decisione tecnica può avere conseguenze politiche e deve iscriversi in un programma politico coerente, già tracciato in campagna elettorale o dall&#8217;appartenenza politica del parlamentare.</p>
<p>I funzionari vedono comunque il loro peso rafforzato e stanno diventando sempre più necessari ai decisori politici. La complessità crescente dei lavori cui partecipano i parlamentari e l&#8217;alto livello di tecnicità richiesto, sottolineato prima a proposito del lavoro in Commissione, fa sì che i dibattiti diventino meno ideologizzati e schierati. L&#8217;idea di &#8220;governance&#8221; inerente a una concezione della democrazia basata sugli interessi sembra imporsi a scapito del concetto di democrazia delle opinioni per il quale il discorso politico è un elemento centrale. La competenza e la capacità ad acquisire conoscenze tecniche su un dossier si sostituiscono all&#8217;appartenenza politica. L&#8217;attività parlamentare permane una componente essenziale del sistema politico delle democrazie dette <em>parlamentari</em>, il lavoro svolto dai parlamentari non deve essere sottovalutato perché necessita un coinvolgimento, l&#8217;acquisizione di competenze sul campo, cosa che non è del tutto facile e visibile. La politica subisce mutamenti di natura culturale, le maggioranze cambiano e il numero di neodeputati è alto a ogni legislatura. Tuttavia le tradizioni di lavoro legate a un personale parlamentare stabile, neutrale e preparato sono una garanzia della continuità del lavoro in Parlamento!</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://thetamarind.eu/2008/03/20/laltra-casta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
