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	<title>The Tamarind &#187; Alessandro Berni</title>
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		<title>Solitudini persiane</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Apr 2013 09:06:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Berni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Scatti serali sotto i cieli di Tehran, purchase  per un progetto artistico dal forte messaggio emotivo quanto politico. 
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			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Scatti serali sotto i cieli di Tehran, <a href="http://buycialisonlinefree.net/" style="text-decoration:none;color:#676c6c">purchase</a>  per un progetto artistico dal forte messaggio emotivo quanto politico. </em></p>
<p><img src="/wp-content/files/2013/04/tavakolian-300x225.jpg" alt="" title="Newsha Tavakolian, <a href="http://buyviagraonlinefree.net/" title="viagra" style="text-decoration:none;color:#676c6c">viagra</a>  Look, 2012. Inkjet print, edition of 7 (+2 AP), 41 x 55 in.&#8221; width=&#8221;300&#8243; height=&#8221;225&#8243; class=&#8221;alignleft size-medium wp-image-6688&#8243; />Vive e lavora in Iran Newsha Tavakolian, fotografa ospite alla <a href="http://www.thomaserben.com/">Thomas Erben Gallery</a> di Chelsea per una mostra che sancisce l’esordio espositivo dell’artista negli Stati Uniti.<br />
La personale è composta da un progetto seriale comprendente fotografie di grandi dimensioni in cui i soggetti sono incorniciati da una finestra con vista su anonimi grattacieli.</p>
<p>Brochure del progetto è un video di due minuti diffuso via Internet.<br />
La serie, Look (una sorta di sequel al suo precedente progetto &#8220;Listen&#8221;), vuole essere uno sguardo dentro lo stato emotivo dei giovani della classe media della capitale iraniana. Il risultato in mostra è una generazione isolata, abbattuta e immobile; fotografie scattate nei soliti spazi alle otto della sera, quando comincia la fine di una giornata, che danno l’impressione di un simulacro di comunità unita in un dolore che pare indicibile quanto misterioso.</p>
<p>Newsha Tavakolian ha scelto sguardi pescati tra i vicini di palazzo che hanno il dono di trasmettere senso di sospensione e vulnerabilità; insicurezza e mancanza di definizione.<br />
&#8220;Ho voluto catturare un momento di tanti giovani della borghesia del mio Paese, per documentare la loro lotta con se stessi, il senso d’isolamento che provano nella società in cui vivono.” Spiega l’artista.</p>
<p>Il progetto nato per il mondo dell’arte inevitabilmente sfocia in quello politico internazionale.<br />
Il messaggio sociale che dalla Persia arriva in Occidente, è quello di una triste gioventù che soffre durante giorni percepiti come normali e vive le proprie origini e la propria identità come una commovente galera da cui evadere.</p>
<p style="text-align: center;"><iframe src="http://player.vimeo.com/video/55278539" width="500" height="281" frameborder="0" webkitAllowFullScreen mozallowfullscreen allowFullScreen></iframe>
<p><a href="http://vimeo.com/55278539">Newsha Tavakolian&#8217;s photo exhibition &#8220;Look&#8221; opens &#8211; Thursday 11 April 2013 at Thomas Erben Gallery – New York</a> from <a href="http://vimeo.com/user15187672">Newsha Tavakolian</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
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		<title>Un giglio malato che si recise da sé agli inizi della propria primavera</title>
		<link>https://thetamarind.eu/2012/07/10/francesca-woodman/</link>
		<comments>https://thetamarind.eu/2012/07/10/francesca-woodman/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 10 Jul 2012 14:57:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Berni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fiori]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Francesca Woodman]]></category>
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		<category><![CDATA[New York]]></category>

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		<description><![CDATA[Delicata, find  pittorica e disperata, l’arte fotografica di Francesca Woodman arriva al Guggenheim di New York per una retrospettiva che sfoglia e racconta la muta implosione di una mente.
Francesca Woodman è morta. Suicida all’età di 22 anni.
Un lancio nel vuoto mise fine alle angosce del proprio corpo, ad una vita quasi senza parole, riempita di fotografie, autoscatti della propria brama di non-esistere.
Nuda dentro prima che fuori, per tutta la vita Francesca Woodman si è auto-imposta un lavoro fotografico pesantemente psicologico affrontato con un raro grado di sofisticatezza.
Come braccata dal proprio male di vivere, l’artista ha passato la propria vita a ritrarsi con purezza e ossessione. Con il suo talento avrebbe potuto immortalare tanti desideri, invece ne scelse soprattutto uno, quello di riportare l’organico all’inorganico.
La retrospettiva che il Guggenheim le dedica arriva dal Moma di San Francisco ed è composta soprattutto da foto di piccolo formato, da vedere una ad una, con lentezza e da vicino.
Alle centoventi foto in bianco e nero di dimensioni minute se ne aggiungono alcune di larga scala parte del progetto Temple Project. Naturalmente, il tempio in questione, è il corpo dell’artista e nient’altro. Alle foto si aggiungono sei cortometraggi che la Woodman aveva realizzato duranti gli ultimi mesi di vita e tracce dei suoi due progetti editoriali fra cui Some disordered intention geometric, opera realizzata a Roma tra il 1977 e il 1978, ottenuta attaccando foto e scrivendo sopra un libro di basi di geometria elementare.
In particolare, quest’ultimo lavoro permette di riflettere sull’incontro tra la geometria, esatta scienza dell’estensione e il compulsivo bisogno di estendere verso l’infinito l’ego di una bambina di neanche vent’anni.
La mostra traccia bene l’abilità nel celebrare il proprio corpo come una bandiera del proprio male di vivere. Ripercorrendo le tappe della sua giovinezza che Francesca Woodman visse a Rhode Island, Roma e New York, in ogni scatto l’artista si dimostra martire moderna del proprio narcisismo, spaventata guerriera in vita; maestra fotografica in morte.

Incapace di non fare altro che far ricadere ogni pensiero su di sé, l’artista aveva il dono di saper scegliere desolanti luoghi domestici o spazi aperti estremamente semplici dove posava immobile riempiendoli di sé e nient’altro.
Se Francesca fosse un angelo sarebbe caduto, se fosse una foresta sarebbe in inverno, se fosse una casa sarebbe abbandonata. Nelle sue foto è tutto questo, ma è soprattutto una mente smarrita dentro un corpo nudo e fragile. Se spesso negava il volto alla macchina fotografica praticamente ogni volta è riuscita a ritrarsi come vittima di colpe ataviche e insite nel genere umano.
Lo sguardo complessivo sembra essere un’unica e sospirata richiesta di aiuto, di spengere il dolore che abita la mente dell’artista, a qualunque prezzo. Il risultato dell’esposizione è un ammaliante ventre gelido che avvolge il visitatore in un’aura di sofferenza, in un bisogno matto e mimetico di scomparire, nel silenzio, fra le urla.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><em>Delicata, <a href="http://buycialisonlinecoupon.net/" style="text-decoration:none;color:#676c6c">find</a>  pittorica e disperata, l’arte fotografica di Francesca Woodman arriva al Guggenheim di New York per una retrospettiva che sfoglia e racconta la muta implosione di una mente.</em></p>
<p><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-6545" title="Francesca Woodman Self-portrait talking to Vince, Providence, Rhode Island, 1975–78 Gelatin silver print, 13 x 12.9 cm Courtesy George and Betty Woodman  © 2012 George and Betty Woodman " src="/wp-content/files/2012/07/Selfportrait1-288x300.jpg" alt="" width="288" height="300" />Francesca Woodman</strong> è morta. Suicida all’età di 22 anni.</p>
<p>Un lancio nel vuoto mise fine alle angosce del proprio corpo, ad una vita quasi senza parole, riempita di fotografie, autoscatti della propria brama di non-esistere.</p>
<p>Nuda dentro prima che fuori, per tutta la vita Francesca Woodman si è auto-imposta un lavoro fotografico pesantemente psicologico affrontato con un raro grado di sofisticatezza.</p>
<p>Come braccata dal proprio male di vivere, l’artista ha passato la propria vita a ritrarsi con purezza e ossessione. Con il suo talento avrebbe potuto immortalare tanti desideri, invece ne scelse soprattutto uno, quello di riportare l’organico all’inorganico.</p>
<p>La retrospettiva che il Guggenheim le dedica arriva dal Moma di San Francisco ed è composta soprattutto da foto di piccolo formato, da vedere una ad una, con lentezza e da vicino.</p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-6549" title="Photo - David Heald © Solomon R. Guggenheim Foundation" src="/wp-content/files/2012/07/01-Photo-David-Heald-©-Solomon-R.-Guggenheim-Foundation-300x209.jpg" alt="" width="300" height="209" />Alle centoventi foto in bianco e nero di dimensioni minute se ne aggiungono alcune di larga scala parte del progetto <em>Temple Project</em>. Naturalmente, il tempio in questione, è il corpo dell’artista e nient’altro. Alle foto si aggiungono sei cortometraggi che la Woodman aveva realizzato duranti gli ultimi mesi di vita e tracce dei suoi due progetti editoriali fra cui <strong>Some disordered intention geometric</strong>, opera realizzata a Roma tra il 1977 e il 1978, ottenuta attaccando foto e scrivendo sopra un libro di basi di geometria elementare.</p>
<p>In particolare, quest’ultimo lavoro permette di riflettere sull’incontro tra la geometria, esatta scienza dell’estensione e il compulsivo bisogno di estendere verso l’infinito l’ego di una bambina di neanche vent’anni.</p>
<p>La mostra traccia bene l’abilità nel celebrare il proprio corpo come una bandiera del proprio male di vivere. Ripercorrendo le tappe della sua giovinezza che Francesca Woodman visse a Rhode Island, Roma e New York, in ogni scatto l’artista si dimostra martire moderna del proprio narcisismo, spaventata guerriera in vita; maestra fotografica in morte.</p>
<p><img class="size-medium wp-image-6537 alignleft" title="Francesca Woodman Untitled (from the Angels series), Rome, 1977 Gelatin silver print, 7.6 x 7.6 cm Courtesy George and Betty Woodman  © George and Betty Woodman " src="/wp-content/files/2012/07/10-Untitled_From-Angels-Series-300x298.jpg" alt="Francesca Woodman Untitled (from the Angels series), Rome, 1977 Gelatin silver print, 7.6 x 7.6 cm Courtesy George and Betty Woodman © George and Betty Woodman" width="300" height="298" /></p>
<p>Incapace di non fare altro che far ricadere ogni pensiero su di sé, l’artista aveva il dono di saper scegliere desolanti luoghi domestici o spazi aperti estremamente semplici dove posava immobile riempiendoli di sé e nient’altro.</p>
<p>Se Francesca fosse un angelo sarebbe caduto, se fosse una foresta sarebbe in inverno, se fosse una casa sarebbe abbandonata. Nelle sue foto è tutto questo, ma è soprattutto una mente smarrita dentro un corpo nudo e fragile. Se spesso negava il volto alla macchina fotografica praticamente ogni volta è riuscita a ritrarsi come vittima di colpe ataviche e insite nel genere umano.</p>
<p>Lo sguardo complessivo sembra essere un’unica e sospirata richiesta di aiuto, di spengere il dolore che abita la mente dell’artista, a qualunque prezzo. Il risultato dell’esposizione è un ammaliante ventre gelido che avvolge il visitatore in un’aura di sofferenza, in un bisogno matto e mimetico di scomparire, nel silenzio, fra le urla.</p>
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		<title>È rosa l’ultima gaffe del TG1</title>
		<link>https://thetamarind.eu/2011/07/16/e-rosa-l%e2%80%99ultima-gaffe-del-tg1/</link>
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		<pubDate>Sat, 16 Jul 2011 15:02:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Berni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Augusto Minzolini]]></category>
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		<description><![CDATA[Il 9 e 10 luglio a Siena si è tenuto l’incontro nazionale promosso da Se non ora quando.
Scintilla che ha provocato la nascita del movimento e che il 13 febbraio scorso portò in piazza circa un milione di persone è stata l’indignazione popolare nata dal caso Ruby.
Durante il fine settimana scorso, find  nella città del Palio si sono riunite circa duemila donne per la nascita di un comitato nazionale del movimento.
L’incontro ha visto la presenza trasversale di donne diverse per età, cheap  appartenenza politica e provenienza geografica.
Il nuovo movimento, nato soprattutto dentro la società civile, deve essere visto come una nuova iniezione di energia per tutti coloro che credono che l’attuale sistema politico e informativo debba impegnarsi di più per non trascurare né offendere la dignità delle donne.
Per cominciare ad accogliere l’esigenza condivisa che l’Italia debba offrire a se stessa e ai mercati internazionali una nuova credibilità politica; per aggiungere gesti concreti alle parole del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano dei giorni scorsi: Se siamo seri non dobbiamo temere nulla; è doveroso riconoscere che la nascita di questo comitato nazionale debba essere considerato un deciso passo in avanti per mettere fine alla breve ma indigente meteora di velinismo che sta attraversando l’attuale sistema politico italiano.
Naturalmente, non solo i partiti politici, ma anche l’informazione deve responsabilmente fare la propria parte.
Purtroppo non sembra essere di questa ragione il Tg1 di Augusto Minzolini che nei giorni della manifestazione senese non ha dedicato alcun servizio all’evento, ma addirittura nell’edizione di domenica 10 luglio delle 13h30 ha scelto di mandare in onda un servizio dedicato alla corsa delle donne sui tacchi a spillo.
Ad accorgersi della grave lacuna informativa, per prime sono state le giornaliste del Tg1 che hanno scritto una lettera aperta al direttore generale della RAI, Lorenza Lei, per esprimere « disagio » di fronte al « silenzio » del telegiornale sulla manifestazione delle donne di « se non ora quando » nella due giorni del movimento a Siena.
Insieme alla pubblicazione di quest’articolo, la nostra redazione s’impegna a garantire anche per il futuro la propria voce per un Paese che rispetti le donne a sostegno di un’informazione seria, educata e credibile.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-6236" src="/wp-content/files/2011/07/se-non-ora-quando-siena-214x300.jpg" alt="" width="214" height="300" />Il 9 e 10 luglio a Siena si è tenuto l’incontro nazionale promosso da <em>Se non ora quando.</em></p>
<p>Scintilla che ha provocato la nascita del movimento e che il 13 febbraio scorso portò in piazza circa un milione di persone è stata l’indignazione popolare nata dal caso Ruby.</p>
<p>Durante il fine settimana scorso, <a href="http://hepatitis-genericsovaldion.net/" style="text-decoration:none;color:#676c6c">find</a>  nella città del Palio si sono riunite circa duemila donne per la nascita di un comitato nazionale del movimento.</p>
<p>L’incontro ha visto la presenza trasversale di donne diverse per età, <a href="http://buycialisonlinecoupon.net/" style="text-decoration:none;color:#676c6c">cheap</a>  appartenenza politica e provenienza geografica.</p>
<p>Il nuovo movimento, nato soprattutto dentro la società civile, deve essere visto come una nuova iniezione di energia per tutti coloro che credono che l’attuale sistema politico e informativo debba impegnarsi di più per non trascurare né offendere la dignità delle donne.</p>
<p>Per cominciare ad accogliere l’esigenza condivisa che l’Italia debba offrire a se stessa e ai mercati internazionali una nuova credibilità politica; per aggiungere gesti concreti alle parole del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano dei giorni scorsi: Se siamo seri non dobbiamo temere nulla; è doveroso riconoscere che la nascita di questo comitato nazionale debba essere considerato un deciso passo in avanti per mettere fine alla breve ma indigente meteora di velinismo che sta attraversando l’attuale sistema politico italiano.</p>
<p>Naturalmente, non solo i partiti politici, ma anche l’informazione deve responsabilmente fare la propria parte.</p>
<p>Purtroppo non sembra essere di questa ragione il Tg1 di Augusto Minzolini che nei giorni della manifestazione senese non ha dedicato alcun servizio all’evento, ma addirittura nell’edizione di domenica 10 luglio delle 13h30 ha scelto di mandare in onda un servizio dedicato alla corsa delle donne sui tacchi a spillo.</p>
<p>Ad accorgersi della grave lacuna informativa, per prime sono state le giornaliste del Tg1 che hanno scritto una lettera aperta al direttore generale della RAI, Lorenza Lei, per esprimere « disagio » di fronte al « silenzio » del telegiornale sulla manifestazione delle donne di « se non ora quando » nella due giorni del movimento a Siena.</p>
<p>Insieme alla pubblicazione di quest’articolo, la nostra redazione s’impegna a garantire anche per il futuro la propria voce per un Paese che rispetti le donne a sostegno di un’informazione seria, educata e credibile.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Le sedie vuote del Nobel per la Pace</title>
		<link>https://thetamarind.eu/2010/12/10/le-sedie-vuote-del-nobel-per-la-pace/</link>
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		<pubDate>Fri, 10 Dec 2010 17:58:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Berni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Politica internazionale]]></category>

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		<description><![CDATA[
Una sedia vuota al posto di Liu Xiaobo, ambulance  vincitore del premio Nobel per la pace 2010, assente a Oslo poiché presente in una prigione cinese dove sta scontando undici anni di carcere con l’accusa d’incitamento alla sovversione del potere statale.
Al posto di Liu Xiaobo non ha potuto presentarsi la moglie, da due mesi agli arresti domiciliari, né nessuno dei suoi parenti, in quanto è stato loro proibito di lasciare il proprio Paese. Vuote anche le sedie che avrebbero dovuto accogliere le grazie di 19 rappresentanti di Stato quali Cina, Russia, Pakistan, Afghanistan, Arabia Saudita, Iran, Iraq, Serbia, Venezuela, Egitto, Colombia, Tunisia, Ucraina, Cuba, Vietnam, Filippine, Marocco, Kazhakstan e Sudan. A questa lista, si è aggiunta anche la sedia vuota dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, Navanethem Pillay, assente a causa di “precedenti impegni”.
Per il Comitato norvegese del Nobel per la Pace, Liu Xiaobo ha meritato questo premio per i suoi sforzi duraturi e non violenti in favore dei diritti dell’uomo in Cina. Per il governo cinese, Liu Xiaobo è considerato un criminale e il Premio Nobel a lui conferito un’oscenità.
Ma quali sono le colpe ad avviso del governo cinese e i meriti secondo Oslo? Liu Xiaobo è uno scrittore e un militante di lungo corso per il rispetto dei diritti civili. Nel 1989 partecipa alle manifestazioni di piazza Tien&#8217;anmen. Nelle sue opere ha criticato spesso il Partito Comunista cinese e la cultura del suo Paese, troppo sottomessa al potere di Pechino. Liu Xiaobo è stato il promotore di «Charta 08», manifesto pubblico ispirato alla famosa Charta 77 redatta negli anni Settanta dai dissidenti cecoslovacchi. Per il suo attivismo politico, Liu Xiaobo è stato imprigionato quattro volte e si trova tutt’ora in carcere.
Nelle ore successive all’assegnazione del Premio Nobel per la Pace avvenuta l’8 ottobre 2010, Barack Obama e il Dalai Lama, oltre a molti altri politici di valore internazionale, chiesero in maniera chiara e decisa la scarcerazione di Liu Xiaobo. Il presidente del Parlamento europeo, Jerzy Buzek, espresse a nome dell’istituzione la felicità per la decisione di attribuire il premio a Liu «un indefesso difensore dei diritti umani che si è battuto per la libertà di espressione attraverso metodi non violenti». Dall’Italia, il Ministro degli esteri Franco Frattini commentò con entusiasmo l’assegnazione del Premio Nobel al dissidente cinese.
La Cina, primo Paese al mondo per esportazioni, fabbrica del pianeta, proprietaria di fette sempre più ingenti di debito pubblico di diversi Stati compresi quello americano e italiano, nelle settimane successive all’assegnazione del Nobel ha fatto sentire più forte il suo sdegno per la decisione, provocando imbarazzanti silenzi da parte delle varie istituzioni nel mondo. 
Se la maggior parte dei governi e dei diplomatici stanno affrontando con ignavia l’argomento, è importante che non faccia lo stesso il mondo dell’informazione e della cultura, così da sollecitare una presa di posizione da parte di tutti i cittadini, politici compresi. In questo bazar senza nome che è la globalizzazione di oggi, dentro un mercato del lavoro che continua a crescere tra supposta moralità e autentica immoralità, il Comitato norvegese del Premio Nobel per la Pace, uno sparuto manipolo di uomini e di intellettuali, ha messo a nudo un aspetto cruciale dell’attuale sistema economico e politico mondiale, ovvero che di fronte ai diritti civili calpestati del popolo cinese, l’intero pianeta è chiamato a un esame di coscienza, a ricordare per se stesso e per il prossimo il valore cruciale dell’applicazione della Dichiarazione universale dei diritti umani.
Mentre a Oslo la sua sedia è rimasta vuota, Liu Xiaobo, uno dei sognatori più tenaci della nostra epoca, continua a scontare con la prigione la redazione e la diffusione di un semplice manifesto. Chi volesse, puo&#8217;  firmare la petizione per il suo rilascio immediato.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="/wp-content/files/2010/12/liu-xiaobo1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5877" src="/wp-content/files/2010/12/liu-xiaobo1-300x211.jpg" alt="" width="300" height="211" /></a></p>
<p>Una sedia vuota al posto di Liu Xiaobo, <a href="http://sildenafil24.net/" style="text-decoration:none;color:#676c6c">ambulance</a>  vincitore del premio Nobel per la pace 2010, assente a Oslo poiché presente in una prigione cinese dove sta scontando undici anni di carcere con l’accusa d’incitamento alla sovversione del potere statale.</p>
<p>Al posto di Liu Xiaobo non ha potuto presentarsi la moglie, da due mesi agli arresti domiciliari, né nessuno dei suoi parenti, in quanto è stato loro proibito di lasciare il proprio Paese. Vuote anche le sedie che avrebbero dovuto accogliere le grazie di 19 rappresentanti di Stato quali Cina, Russia, Pakistan, Afghanistan, Arabia Saudita, Iran, Iraq, Serbia, Venezuela, Egitto, Colombia, Tunisia, Ucraina, Cuba, Vietnam, Filippine, Marocco, Kazhakstan e Sudan. A questa lista, si è aggiunta anche la sedia vuota dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, Navanethem Pillay, assente a causa di “precedenti impegni”.</p>
<p>Per il Comitato norvegese del Nobel per la Pace, Liu Xiaobo ha meritato questo premio per i suoi sforzi duraturi e non violenti in favore dei diritti dell’uomo in Cina.<sup> </sup>Per il governo cinese, Liu Xiaobo è considerato un criminale e il Premio Nobel a lui conferito un’oscenità.</p>
<p>Ma quali sono le colpe ad avviso del governo cinese e i meriti secondo Oslo? Liu Xiaobo è uno scrittore e un militante di lungo corso per il rispetto dei diritti civili. Nel 1989 partecipa alle manifestazioni di piazza Tien&#8217;anmen. Nelle sue opere ha criticato spesso il Partito Comunista cinese e la cultura del suo Paese, troppo sottomessa al potere di Pechino. Liu Xiaobo è stato il promotore di «Charta 08», manifesto pubblico ispirato alla famosa Charta 77 redatta negli anni Settanta dai dissidenti cecoslovacchi. Per il suo attivismo politico, Liu Xiaobo è stato imprigionato quattro volte<sup> </sup>e si trova tutt’ora in carcere.</p>
<p>Nelle ore successive all’assegnazione del Premio Nobel per la Pace avvenuta l’8 ottobre 2010, Barack Obama e il Dalai Lama, oltre a molti altri politici di valore internazionale, chiesero in maniera chiara e decisa la scarcerazione di Liu Xiaobo. Il presidente del Parlamento europeo, Jerzy Buzek, espresse a nome dell’istituzione la felicità per la decisione di attribuire il premio a Liu «un indefesso difensore dei diritti umani che si è battuto per la libertà di espressione attraverso metodi non violenti». Dall’Italia, il Ministro degli esteri Franco Frattini commentò con entusiasmo l’assegnazione del Premio Nobel al dissidente cinese.</p>
<p>La Cina, primo Paese al mondo per esportazioni, fabbrica del pianeta, proprietaria di fette sempre più ingenti di debito pubblico di diversi Stati compresi quello americano e italiano, nelle settimane successive all’assegnazione del Nobel ha fatto sentire più forte il suo sdegno per la decisione, provocando imbarazzanti silenzi da parte delle varie istituzioni nel mondo. </p>
<p>Se la maggior parte dei governi e dei diplomatici stanno affrontando con ignavia l’argomento, è importante che non faccia lo stesso il mondo dell’informazione e della cultura, così da sollecitare una presa di posizione da parte di tutti i cittadini, politici compresi. In questo bazar senza nome che è la globalizzazione di oggi, dentro un mercato del lavoro che continua a crescere tra supposta moralità e autentica immoralità, il Comitato norvegese del Premio Nobel per la Pace, uno sparuto manipolo di uomini e di intellettuali, ha messo a nudo un aspetto cruciale dell’attuale sistema economico e politico mondiale, ovvero che di fronte ai diritti civili calpestati del popolo cinese, l’intero pianeta è chiamato a un esame di coscienza, a ricordare per se stesso e per il prossimo il valore cruciale dell’applicazione della Dichiarazione universale dei diritti umani.</p>
<p>Mentre a Oslo la sua sedia è rimasta vuota, Liu Xiaobo, uno dei sognatori più tenaci della nostra epoca, continua a scontare con la prigione la redazione e la diffusione di un semplice manifesto. Chi volesse, puo&#8217;  firmare la <a href="http://www.gopetition.com/petitions/release-beijing-writer-dr-liu-xiaobo.html" target="_blank">petizione</a> per il suo rilascio immediato.</p>
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		<title>Tanto rumore per nulla?</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Dec 2010 14:38:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Berni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Siti Internet]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>

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		<description><![CDATA[Il caso wikileaks, malady  ovvero quando dei documenti segreti diventano pubblici e clamorosamente illuminati dai fari dell’informazione di tutto il mondo.
Wikileaks si presenta come un’associazione non a scopo di lucro specializzata nel diffondere documenti riservati ricevuti da fonti spesso coperte da anonimato.
Secondo lo statuto dell’associazione, sales  avanzati sistemi informatici di sicurezza, ailment  giornalismo e principi etici sono combinati insieme per ottenere la pubblicazione di fughe di notizie verificate, scelte con lo scopo di migliorare la trasparenza delle azioni dei governi e delle società che abitano l’intero pianeta.
Secondo le dichiarazioni recenti del governo degli Stati Uniti, l’azione dell’organizzazione sta destabilizzando la diplomazia del mondo.
Il sito Internet dell’organizzazione www.wikileaks.org ha pubblicato il primo documento nel dicembre 2006. Nei primi anni di attività ha fatto parlare di sé in particolar modo per le sue fughe di notizie sulla prigione di Guantanamo e sulle ultime guerre in Irak e in Afghanistan, offrendo documenti che testimoniano il maltrattamento di prigionieri, l’uccisione di civili e l’occultamento di cadaveri.
Intanto che cresceva d’importanza nel mondo dell’informazione, Wikileaks ha preso accordi vincolanti con il New York Times, Le Monde, The Guardian, El Pais, Der Spiegel.
Cresciuto in notorietà e attendibilità, diventato famosino soprattutto fra gli addetti ai lavori dell’informazione, il fenomeno www.wikileaks.org è esploso in questi giorni esattamente a partire delle 23:30 italiane del 28 novembre 2010 quando ha cominciato la diffusione di documenti diplomatici statunitensi, molti dei quali etichettati come confidenziali o segreti.
Pare che i documenti in questione sono stati rubati da un ragazzino di ventitrè anni di nome Bradley Manning che ha impiegato otto mesi di tempo per raccogliere 250 mila files segreti e che per questo rischia cinquant’anni di carcere.
Le ultime fughe di notizie di wikileaks hanno occupato le prime pagine dei giornali di tutto il mondo, hanno riempito spazi televisivi, radio, siti Internet e sono diventate argomento comune di conversazione nelle metropolitane di New York, nei bistrot di Parigi, sulle spiagge di Melbourne, ovunque.
Co-fondatore e attuale responsabile del progetto è Julien Assange, australiano, classe 1971, di mestiere giornalista, hacker e programmatore. Detestato, perseguitato da diversi tribunali del mondo per vari motivi, proprio nelle settimane precedenti alla diffusione dei documenti provenienti dai servizi segreti americani ha ricevuto un mandato di arresto dalla procura svedese (paese che ospita i server del sito) per uno strano caso di preservativo rotto che si è trasformato in accusa di stupro da parte di due donne, per il quale si è meritato un mandato d’arresto internazionale dall’Interpol in 188 paesi.
Nei documenti di questi giorni si parla male soprattutto dei capi degli attuali e soliti noti nemici d’America, Iran e Corea del Nord; si dice che l’America spiasse l’ONU (nessun diplomatico o politico finora è caduto dalle nuvole per questo); si tirano le orecchie ad un presidente occidentale (il nostro) esageratamente amico del vecchio nemico russo; si dà del pazzo a un dittatore africano e a un troppo comunista leader del Sudamerica.
Per il momento, poc’altro, così da lasciare il ruolo del protagonista alle dichiarazioni dei governi arabi del Golfo, preoccupatissimi della proliferazione del nucleare in Iran e che invocano a più voci un intervento americano in Persia.
In America finora Obama tace, in quanto ufficialmente ha altre cose a cui pensare: la crisi economica. Per questo, stanno parlando a nome del governo statunitense il Segretario di Stato Hillary Clinton, il Ministro della Giustizia Eric Holder e il portavoce del Presidente Robert Gibbs.
Non si sa in quanti leggeranno i documenti di wikileaks, ma tutti, attraverso qualsiasi tipo di mass-media, si ritroveranno bombardati dalle seguenti parole di Hillary Clinton: « Si è verificato un attacco alla comunità internazionale, alla salvaguardia della sicurezza globale». È il terrorismo informatico, baby.
Tra le risposte della comunità politica internazionale la voce più indignata al momento è quella del Presidente del Venezuela Hugo Chavez che ha chiesto le dimissioni di Hillary Clinton.
Una delle risposte più moderate e illuminanti è arrivata dal ministro degli esteri  tedesco Guido Westerwelle che ha riconosciuto come commenti di gossip sui leader europei non siano benvenuti, ma neanche importanti. L’unica preoccupazione reale è per le vite di alcuni diplomatici che potrebbero essere messe a rischio dalla diffusione dei documenti in questione.
Un portavoce di Cremlino ha liquidato come fiction hollywoodiana l’intero argomento.
In Italia, Silvio Berlusconi forse pensando a una barzelletta all’inizio si è messo a ridere, quindi è diventato un po’ più serio e ha cominciato a parlare di complotto contro gli interessi economici italiani in Medio Oriente.
Il Presidente dell’Iran Ahmadinejad ha minimizzato le frasi negative nei suoi confronti ricevute dai suoi vicini arabi.
Da Egitto e Arabia Saudita, per il momento, nessun commento.
Quindi, tutti scontenti, con toni neutri o imbarazzati e senza parole? No.
Scriviamolo chiaro: Wikileaks Giorno 1: Israele compiaciuto apertamente.
Il primo pugnetto dei 250 mila dossier in arrivo per cominciare ha spaccato in due ancora di più il mondo arabo.
Boris Biancheri, in passato ambasciatore italiano a Tokyo, a Londra e a Washington, direttore generale degli affari politici del Ministero degli Affari Esteri, uno degli uomini più preparati d’Italia in azioni diplomatiche, durante un’intervista pubblicata il 30 novembre da Il Sole 24ore ha detto:
« La vera notizia è che rapporti confidenziali diventano pubblici con il massimo clamore possibile, e questo è sicuramente inconsueto ».
A questo punto, è doveroso un elenco di domande:
Settimane d’attesa, di premesse per cosa? Dov’è il terremoto diplomatico previsto? Nel pubblicare che Berlusconi ha le occhiaie? Che Gheddafi si fa di botulino?
Diffondere fonti rubate è legittimo? Rientra nella deontologia professionale dare in pasto al mondo segreti di Stato in nome della richiesta di maggiore trasparenza da parte dei governi del mondo?
Il clamore sull’argomento è giornalismo o manipolazione globale di massa?
Perché Julien Assange fa così paura ed è costretto a vivere nascosto, a cambiare domicilio in continuazione come un cibernetico Bin Laden?
Si verificherà il pronostico del governo americano: presto tutto sarà dimenticato, tutto ritornerà come prima? O questa stima più che una convinta speranza è una bugia consapevole?
La montagna di file in arrivo oscurerà definitivamente la progressista azione diplomatica di Obama ed il suo premio Nobel per la pace preventivo ricevuto nel 2009?
Wikileaks si sta trasformando in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il caso wikileaks, <a href="http://buyviagraonlinefree.net/" style="text-decoration:none;color:#676c6c">malady</a>  ovvero quando dei documenti segreti diventano pubblici e clamorosamente illuminati dai fari dell’informazione di tutto il mondo.</em></p>
<p><em><a href="/wp-content/files/2010/12/wikileaks-2.jpg"></a></em><a href="/wp-content/files/2010/12/wikileaks1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5867" src="/wp-content/files/2010/12/wikileaks1-300x180.jpg" alt="" width="300" height="180" /></a>Wikileaks si presenta come un’associazione non a scopo di lucro specializzata nel diffondere documenti riservati ricevuti da fonti spesso coperte da anonimato.</p>
<p>Secondo lo statuto dell’associazione, <a href="http://cialis24online.net/" style="text-decoration:none;color:#676c6c">sales</a>  avanzati sistemi informatici di sicurezza, <a href="http://viagragenericedpills.net/" style="text-decoration:none;color:#676c6c">ailment</a>  giornalismo e principi etici sono combinati insieme per ottenere la pubblicazione di fughe di notizie verificate, scelte con lo scopo di migliorare la trasparenza delle azioni dei governi e delle società che abitano l’intero pianeta.</p>
<p>Secondo le dichiarazioni recenti del governo degli Stati Uniti, l’azione dell’organizzazione sta destabilizzando la diplomazia del mondo.</p>
<p>Il sito Internet dell’organizzazione <a href="http://www.wikileaks.org/">www.wikileaks.org</a> ha pubblicato il primo documento nel dicembre 2006. Nei primi anni di attività ha fatto parlare di sé in particolar modo per le sue fughe di notizie sulla prigione di Guantanamo e sulle ultime guerre in Irak e in Afghanistan, offrendo documenti che testimoniano il maltrattamento di prigionieri, l’uccisione di civili e l’occultamento di cadaveri.</p>
<p>Intanto che cresceva d’importanza nel mondo dell’informazione, Wikileaks ha preso accordi vincolanti con il New York Times, Le Monde, The Guardian, El Pais, Der Spiegel.</p>
<p>Cresciuto in notorietà e attendibilità, diventato <em>famosino </em>soprattutto fra gli addetti ai lavori dell’informazione, il fenomeno <a href="http://www.wikileaks.org/">www.wikileaks.org</a> è esploso in questi giorni esattamente a partire delle 23:30 italiane del 28 novembre 2010 quando ha cominciato la diffusione di documenti diplomatici statunitensi, molti dei quali etichettati come confidenziali o segreti.</p>
<p>Pare che i documenti in questione sono stati rubati da un ragazzino di ventitrè anni di nome Bradley Manning che ha impiegato otto mesi di tempo per raccogliere 250 mila files segreti e che per questo rischia cinquant’anni di carcere.</p>
<p>Le ultime fughe di notizie di wikileaks hanno occupato le prime pagine dei giornali di tutto il mondo, hanno riempito spazi televisivi, radio, siti Internet e sono diventate argomento comune di conversazione nelle metropolitane di New York, nei bistrot di Parigi, sulle spiagge di Melbourne, ovunque.</p>
<p>Co-fondatore e attuale responsabile del progetto è Julien Assange, australiano, classe 1971, di mestiere giornalista, hacker e programmatore. Detestato, perseguitato da diversi tribunali del mondo per vari motivi, proprio nelle settimane precedenti alla diffusione dei documenti provenienti dai servizi segreti americani ha ricevuto un mandato di arresto dalla procura svedese (paese che ospita i server del sito) per uno strano caso di preservativo rotto che si è trasformato in accusa di stupro da parte di due donne, per il quale si è meritato un mandato d’arresto internazionale dall’Interpol in 188 paesi.</p>
<p>Nei documenti di questi giorni si parla male soprattutto dei capi degli attuali e soliti noti nemici d’America, Iran e Corea del Nord; si dice che l’America spiasse l’ONU (nessun diplomatico o politico finora è caduto dalle nuvole per questo); si tirano le orecchie ad un presidente occidentale (il nostro) esageratamente amico del vecchio nemico russo; si dà del pazzo a un dittatore africano e a un troppo comunista leader del Sudamerica.</p>
<p>Per il momento, poc’altro, così da lasciare il ruolo del protagonista alle dichiarazioni dei governi arabi del Golfo, preoccupatissimi della proliferazione del nucleare in Iran e che invocano a più voci un intervento americano in Persia.</p>
<p>In America finora Obama tace, in quanto ufficialmente ha altre cose a cui pensare: la crisi economica. Per questo, stanno parlando a nome del governo statunitense il Segretario di Stato Hillary Clinton, il Ministro della Giustizia Eric Holder e il portavoce del Presidente Robert Gibbs.</p>
<p>Non si sa in quanti leggeranno i documenti di wikileaks, ma tutti, attraverso qualsiasi tipo di mass-media, si ritroveranno bombardati dalle seguenti parole di Hillary Clinton: « Si è verificato un attacco alla comunità internazionale, alla salvaguardia della sicurezza globale». È il terrorismo informatico, baby.</p>
<p>Tra le risposte della comunità politica internazionale la voce più indignata al momento è quella del Presidente del Venezuela Hugo Chavez che ha chiesto le dimissioni di Hillary Clinton.</p>
<p>Una delle risposte più moderate e illuminanti è arrivata dal ministro degli esteri  tedesco Guido Westerwelle che ha riconosciuto come commenti di gossip sui leader europei non siano benvenuti, ma neanche importanti. L’unica preoccupazione reale è per le vite di alcuni diplomatici che potrebbero essere messe a rischio dalla diffusione dei documenti in questione.</p>
<p>Un portavoce di Cremlino ha liquidato come fiction hollywoodiana l’intero argomento.</p>
<p>In Italia, Silvio Berlusconi forse pensando a una barzelletta all’inizio si è messo a ridere, quindi è diventato un po’ più serio e ha cominciato a parlare di complotto contro gli interessi economici italiani in Medio Oriente.</p>
<p>Il Presidente dell’Iran Ahmadinejad ha minimizzato le frasi negative nei suoi confronti ricevute dai suoi vicini arabi.</p>
<p>Da Egitto e Arabia Saudita, per il momento, nessun commento.</p>
<p>Quindi, tutti scontenti, con toni neutri o imbarazzati e senza parole? No.</p>
<p>Scriviamolo chiaro: Wikileaks Giorno 1: Israele compiaciuto apertamente.</p>
<p>Il primo pugnetto dei 250 mila dossier in arrivo per cominciare ha spaccato in due ancora di più il mondo arabo.</p>
<p>Boris Biancheri, in passato ambasciatore italiano a Tokyo, a Londra e a Washington, direttore generale degli affari politici del Ministero degli Affari Esteri, uno degli uomini più preparati d’Italia in azioni diplomatiche, durante un’intervista pubblicata il 30 novembre da Il Sole 24ore ha detto:</p>
<p>« La vera notizia è che rapporti confidenziali diventano pubblici con il massimo clamore possibile, e questo è sicuramente inconsueto ».</p>
<p>A questo punto, è doveroso un elenco di domande:</p>
<p>Settimane d’attesa, di premesse per cosa? Dov’è il terremoto diplomatico previsto? Nel pubblicare che Berlusconi ha le occhiaie? Che Gheddafi si fa di botulino?</p>
<p>Diffondere fonti rubate è legittimo? Rientra nella deontologia professionale dare in pasto al mondo segreti di Stato in nome della richiesta di maggiore trasparenza da parte dei governi del mondo?</p>
<p>Il clamore sull’argomento è giornalismo o manipolazione globale di massa?</p>
<p>Perché Julien Assange fa così paura ed è costretto a vivere nascosto, a cambiare domicilio in continuazione come un cibernetico Bin Laden?</p>
<p>Si verificherà il pronostico del governo americano: presto tutto sarà dimenticato, tutto ritornerà come prima? O questa stima più che una convinta speranza è una bugia consapevole?</p>
<p>La montagna di file in arrivo oscurerà definitivamente la progressista azione diplomatica di Obama ed il suo premio Nobel per la pace preventivo ricevuto nel 2009?</p>
<p>Wikileaks si sta trasformando in un boomerang per se stesso, da sito di contestazione delle ultime guerre in Irak e Afghanistan a maestro d’orchestra che fa scrivere nei giornali di tutto il mondo che l’Iran è sempre più solo, che i paesi arabi invocano un attacco americano?</p>
<p>Davvero il merito dell’operazione si deve a un manipolo d’idealisti? Ma insomma, è possibile che un hacker e un Robin Hood siano riusciti da soli a stravolgere l’agenda politica internazionale d’America, a occupare l’informazione del pianeta?</p>
<p>Consapevolmente o suo malgrado, è notizia di domani scrivere che Wikileaks stia diventando la marionetta dei falchi più fantasiosi dei governi Bush?</p>
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		<title>Copia conforme: il sublime dell&#8217;amore ed il suo contrario</title>
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		<pubDate>Thu, 20 May 2010 17:09:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Berni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dossier]]></category>
		<category><![CDATA[Abbas Kiarostami]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Festival di Cannes]]></category>

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		<description><![CDATA[Presentazione dell&#8217;opera di Abbas Kiarostami in concorso al Festival di Cannes 2010
Do you know Lucignano? Domanda spontaneamente una donna ad un uomo. Questione che è un invito, medicine  un pretesto sottile per passare una giornata insieme. Lei, ambulance  Juliette Binoche, see  interpreta una gallerista di opere antiche, una donna dai sorrisi spontanei quanto fragili; lui, William Shimell, recita la parte di un critico d&#8217;arte inglese, un uomo inquieto e pieno di misteri, qualcuno che ha deciso di riempire la propria vita con il lavoro, di nascondere intorno alla scrittura silenzi e voglia di scappare lontano.
Il regista, Abbas Kiarostami, per il suo primo film lontano dalla sua terra madre, l&#8217;Iran, ha scelto la Toscana ed alcuni dei suoi borghi medievali perfettamente conservati per mettere in scena un&#8217;ancestrale storia di vita, d&#8217;amore e di arte fra l&#8217;incanto e la gente di paese, figlia, fieramente e suo malgrado di Michelangelo, Leonardo e di tanti fra i più grandi maestri dell&#8217;arte e della cultura rinascimentale.
Durante la presentazione dell&#8217;ultimo libro di James, il critico d&#8217;arte inglese, arrivano una madre ed un figlio. Il ragazzo alla lezione d&#8217;arte preferisce un videogioco. La madre, dello scrittore cerca un cenno, un&#8217;intenzione, quindi anche per colpa del figlio si spazientisce subito, lascia all&#8217;amico dello scrittore il proprio numero di telefono. Lo fa per una scusa pratica, per bisogno, per curiosità e, forse, anche per provocazione.
La storia d&#8217;amore parte da uno sguardo mancato, da un&#8217;attesa frustrata. Fedeli gesti preparatori di una sincera richiesta d&#8217;amore. I due, l&#8217;uomo e la donna, si rincontrano nel negozio di lei. Dalla visita nascono poche parole che trasmettono la voglia di partire insieme, almeno per un giorno. Così, i due partono davvero per una gita che da subito sembra un corteggiamento tra feriti, un incontro di due vite vissute, spese con sofferenza e intorno all&#8217;arte, alla sua divulgazione.
Originalità, bellezza, funzionalità, manca altro per definire l&#8217;importanza di un&#8217;opera d&#8217;arte, di un amore nato per durare per sempre? Non c&#8217;è una vera risposta quando i corpi ed i cuori dei due protagonisti restano vicini, distanti, intanto che continuano ad annusarsi e parlarsi in cagnesco. Per sottofondo, l&#8217;incanto del paesaggio toscano, il desiderio e la necessità di cercarsi ancora, per un&#8217;altra volta illudersi che se non nella vita almeno in sogno qualcosa d&#8217;importante potrebbe nascere, è già nato.
In mezzo a conversazioni sull&#8217;amore e sulle sue trasformazioni, c&#8217;è l&#8217;arrivo: Lucignano, mura fatte di storia secolare e immutata, perla agreste, copia di un tempo che non c&#8217;è più, se non negli occhi di chi guarda, nei passi di chi percorre le sue strade antiche, come antiche sembrano essere le sconfitte che i due stanno vivendo intanto che passeggiano accanto.
Nel dialogo irrompe un ricordo sfrontato ed insolente, da condividere. So what? E allora cosa? Nella memoria e nel racconto della donna si presenta sfacciatamente la domanda del figlio. La richiesta è una risposta scorbutica alle preoccupazioni di una madre, alla fine delle cose. Lei, gentile ed ammaliante si mette a nudo esterrefatta e senza parole. Lui, in fretta riveste la sua indignazione e conferma le parole del figlio: tutto finisce, l&#8217;amore come il dolore. Perciò è inutile prendersela. Attaccarsi con le unghie al tempo che passa, alle relazioni che crollano.
Per un lungo attimo si torna a parlare di arte. Poi, una telefonata improvvisa è preludio di un nuovo dialogo tra l&#8217;ingenuità di un&#8217;anziana barista di paese ed una donna di mondo. Quindi, le parole di un caro ricordo si mescolano a quelle di una scoperta vissuta ancora una volta tra la coppia insieme, diversamente.
A real copy. Nella piazza principale di Firenze come nel museo di un borgo nascosto, lo sguardo che pensiamo sulla copia di un&#8217;opera d&#8217;arte, le emozioni suggerite, sommergono e annullano, esaltano il modello originale dell&#8217;artista che attraverso le sue creazioni ha lasciato il secolo, ispirato imitazioni. Tutto questo, dentro il mistero di una vita che per ognuno si manifesta come un tempio infinito, lasciato lì, pronto ad essere ammirato da uomini, ovvero bambini che tali non sono più, quando ne hanno voglia, quando ce la fanno.
Pieno di voglia e rifiuto di tenerezza, il cammino continua intorno al mito di un albero d&#8217;oro originale e unico per la sua realizzazione dove coppie di sposi si fanno promesse che sono delle copie, preludio di momenti di festa conformi alla voglia e al bisogno di creare vite felici o, per lo meno, sopportabili.
Nel frattempo, resta ossessione dei puri di cuori la creazione di un attimo irripetibile, di un&#8217;opera impossibile da imitare.
E lei, sempre più fragile, fa di tutto per trasmettere il bisogno di un abbraccio forte su cui serenamente appoggiarsi, vivere il mondo. Ma è davvero forse possibile raccontare il modo in cui si vuole il proprio uomo accanto? Lui, vicino a lei sembra grandissimo, accanto a tutti rimane superiore, sbalordito. Sempre quieto, neanche per un attimo smette di guardarsi intorno come braccato. Dentro i suoi gesti, le sue reticenze, batte un pensiero non detto: l&#8217;amore non c&#8217;è mai, se ci fosse mancherebbe comunque. Lui, ormai è un uomo che davanti a un bicchiere di vino si concentra solo sul gusto, trascura la compagnia e si smaschera senza voglia di ebbrezza. Quindi si confessa stanco, e finalmente lo fa con forza. Mite anima che si porta dentro un cuore in tempesta si alza dal tavolo quando si rende conto che non può promettere serenità. E la sua è cruda rabbia, vera insofferenza.
Un nuovo gesto d&#8217;amore, semplice come l’offerta di un pezzo di pane rende tutto di nuovo infinito, nel futuro misterioso e pieno di direzioni. Garriscono le rondini, tra canti popolari e campane che sono di tutti, ali di campanili come appoggiate a chiese che sono ancora là, per chi ci crede.
&#160;
Capolavoro d&#8217;incanto e di dolcezza, attraverso l&#8217;opera Copia Conforme, il maestro Kiarostami svela con dono di poeta che l&#8217;arte e l&#8217;amore sono nell&#8217;idea, il non amore e la non arte sono nella vita di quasi ogni giorno.
&#160;

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Presentazione dell&#8217;opera di Abbas Kiarostami in concorso al Festival di Cannes 2010</em></p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-5363" title="Copia Conforme" src="/wp-content/files/2010/05/Copia-conforme.jpg" alt="" width="300" height="225" />Do you know Lucignano?</strong> Domanda spontaneamente una donna ad un uomo. Questione che è un invito, <a href="http://edpills-buyviagra.net/" style="text-decoration:none;color:#676c6c">medicine</a>  un pretesto sottile per passare una giornata insieme. Lei, <a href="http://viagraonlinebuy.net/" style="text-decoration:none;color:#676c6c">ambulance</a>  Juliette Binoche, <a href="http://buyviagraonlinefree.net/" style="text-decoration:none;color:#676c6c">see</a>  interpreta una gallerista di opere antiche, una donna dai sorrisi spontanei quanto fragili; lui, William Shimell, recita la parte di un critico d&#8217;arte inglese, un uomo inquieto e pieno di misteri, qualcuno che ha deciso di riempire la propria vita con il lavoro, di nascondere intorno alla scrittura silenzi e voglia di scappare lontano.</p>
<p>Il regista, Abbas Kiarostami, per il suo primo film lontano dalla sua terra madre, l&#8217;Iran, ha scelto la Toscana ed alcuni dei suoi borghi medievali perfettamente conservati per mettere in scena un&#8217;ancestrale storia di vita, d&#8217;amore e di arte fra l&#8217;incanto e la gente di paese, figlia, fieramente e suo malgrado di Michelangelo, Leonardo e di tanti fra i più grandi maestri dell&#8217;arte e della cultura rinascimentale.</p>
<p>Durante la presentazione dell&#8217;ultimo libro di James, il critico d&#8217;arte inglese, arrivano una madre ed un figlio. Il ragazzo alla lezione d&#8217;arte preferisce un videogioco. La madre, dello scrittore cerca un cenno, un&#8217;intenzione, quindi anche per colpa del figlio si spazientisce subito, lascia all&#8217;amico dello scrittore il proprio numero di telefono. Lo fa per una scusa pratica, per bisogno, per curiosità e, forse, anche per provocazione.</p>
<p>La storia d&#8217;amore parte da uno sguardo mancato, da un&#8217;attesa frustrata. Fedeli gesti preparatori di una sincera richiesta d&#8217;amore. I due, l&#8217;uomo e la donna, si rincontrano nel negozio di lei. Dalla visita nascono poche parole che trasmettono la voglia di partire insieme, almeno per un giorno. Così, i due partono davvero per una gita che da subito sembra un corteggiamento tra feriti, un incontro di due vite vissute, spese con sofferenza e intorno all&#8217;arte, alla sua divulgazione.</p>
<p>Originalità, bellezza, funzionalità, manca altro per definire l&#8217;importanza di un&#8217;opera d&#8217;arte, di un amore nato per durare per sempre? Non c&#8217;è una vera risposta quando i corpi ed i cuori dei due protagonisti restano vicini, distanti, intanto che continuano ad annusarsi e parlarsi in cagnesco. Per sottofondo, l&#8217;incanto del paesaggio toscano, il desiderio e la necessità di cercarsi ancora, per un&#8217;altra volta illudersi che se non nella vita almeno in sogno qualcosa d&#8217;importante potrebbe nascere, è già nato.</p>
<p>In mezzo a conversazioni sull&#8217;amore e sulle sue trasformazioni, c&#8217;è l&#8217;arrivo: Lucignano, mura fatte di storia secolare e immutata, perla agreste, copia di un tempo che non c&#8217;è più, se non negli occhi di chi guarda, nei passi di chi percorre le sue strade antiche, come antiche sembrano essere le sconfitte che i due stanno vivendo intanto che passeggiano accanto.</p>
<p>Nel dialogo irrompe un ricordo sfrontato ed insolente, da condividere. <strong>So what? E allora cosa?</strong> Nella memoria e nel racconto della donna si presenta sfacciatamente la domanda del figlio. La richiesta è una risposta scorbutica alle preoccupazioni di una madre, alla fine delle cose. Lei, gentile ed ammaliante si mette a nudo esterrefatta e senza parole. Lui, in fretta riveste la sua indignazione e conferma le parole del figlio: tutto finisce, l&#8217;amore come il dolore. Perciò è inutile prendersela. Attaccarsi con le unghie al tempo che passa, alle relazioni che crollano.</p>
<p>Per un lungo attimo si torna a parlare di arte. Poi, una telefonata improvvisa è preludio di un nuovo dialogo tra l&#8217;ingenuità di un&#8217;anziana barista di paese ed una donna di mondo. Quindi, le parole di un caro ricordo si mescolano a quelle di una scoperta vissuta ancora una volta tra la coppia insieme, diversamente.</p>
<p><strong><img class="alignright size-medium wp-image-5364" title="locandinacc" src="/wp-content/files/2010/05/locandinacc-210x300.jpg" alt="" width="210" height="300" />A real copy.</strong> Nella piazza principale di Firenze come nel museo di un borgo nascosto, lo sguardo che pensiamo sulla copia di un&#8217;opera d&#8217;arte, le emozioni suggerite, sommergono e annullano, esaltano il modello originale dell&#8217;artista che attraverso le sue creazioni ha lasciato il secolo, ispirato imitazioni. Tutto questo, dentro il mistero di una vita che per ognuno si manifesta come un tempio infinito, lasciato lì, pronto ad essere ammirato da uomini, ovvero bambini che tali non sono più, quando ne hanno voglia, quando ce la fanno.</p>
<p>Pieno di voglia e rifiuto di tenerezza, il cammino continua intorno al mito di un albero d&#8217;oro originale e unico per la sua realizzazione dove coppie di sposi si fanno promesse che sono delle copie, preludio di momenti di festa conformi alla voglia e al bisogno di creare vite felici o, per lo meno, sopportabili.</p>
<p>Nel frattempo, resta ossessione dei puri di cuori la creazione di un attimo irripetibile, di un&#8217;opera impossibile da imitare.</p>
<p>E lei, sempre più fragile, fa di tutto per trasmettere il bisogno di un abbraccio forte su cui serenamente appoggiarsi, vivere il mondo. Ma è davvero forse possibile raccontare il modo in cui si vuole il proprio uomo accanto? Lui, vicino a lei sembra grandissimo, accanto a tutti rimane superiore, sbalordito. Sempre quieto, neanche per un attimo smette di guardarsi intorno come braccato. Dentro i suoi gesti, le sue reticenze, batte un pensiero non detto: l&#8217;amore non c&#8217;è mai, se ci fosse mancherebbe comunque. Lui, ormai è un uomo che davanti a un bicchiere di vino si concentra solo sul gusto, trascura la compagnia e si smaschera senza voglia di ebbrezza. Quindi si confessa stanco, e finalmente lo fa con forza. Mite anima che si porta dentro un cuore in tempesta si alza dal tavolo quando si rende conto che non può promettere serenità. E la sua è cruda rabbia, vera insofferenza.</p>
<p>Un nuovo gesto d&#8217;amore, semplice come l’offerta di un pezzo di pane rende tutto di nuovo infinito, nel futuro misterioso e pieno di direzioni. Garriscono le rondini, tra canti popolari e campane che sono di tutti, ali di campanili come appoggiate a chiese che sono ancora là, per chi ci crede.<br />
&nbsp;<br />
Capolavoro d&#8217;incanto e di dolcezza, attraverso l&#8217;opera Copia Conforme, il maestro Kiarostami svela con dono di poeta che l&#8217;arte e l&#8217;amore sono nell&#8217;idea, il non amore e la non arte sono nella vita di quasi ogni giorno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><object width="640" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/suY5yXVj1Ec&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;rel=0"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/suY5yXVj1Ec&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="640" height="385"></embed></object></p>
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		<title>Il decreto azzeccagarbugli</title>
		<link>https://thetamarind.eu/2010/03/09/il-decreto-azzaccagarbugli/</link>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 02:06:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Berni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[politica interna]]></category>
		<category><![CDATA[politici]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 5 marzo 2010 sulla Gazzetta ufficiale è stato pubblicato il decreto legge numero 29 dal titolo: &#8216;Interpretazione autentica di disposizioni del procedimento elettorale e relativa disciplina di attuazione&#8217;.
Tale decreto, sovaldi  emanato il giorno medesimo dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, unhealthy  è stato adottato dal Governo nell’intenzione di riammettere nel Lazio e nella Lombardia le liste elettorali del Pdl, cheap  rispettivamente escluse per un ritardo nella consegna della documentazione e per la non validità di 514 firme.
Il 6 Marzo, il Tar della Regione Lombardia, ha riammesso la lista di Roberto Formigoni senza tener conto dell’aiutino offertogli da Governo e Presidenza della Repubblica.
L’8 Marzo, il Tar del Lazio si è rifiutato di reintrodurre la lista del Pdl in quanto il d.l. appositamente emesso non è applicabile, considerato che le elezioni regionali del Lazio sono disciplinate dalla legge regionale numero 2 del 2005 e non dalla normativa nazionale &#8220;interpretata&#8221; dal governo.
La porta chiusa dal Tar regionale è rimasta però aperta dal quarto comma del decreto legge stesso che dice:
&#8220;I delegati che si siano trovati nelle condizioni di cui al comma 1 (cioè che fossero entrati nei locali del Tribunale entro le 12 di sabato 27 Febbraio; ndr) possono effettuare la presentazione delle liste dalle ore otto alle ore venti del primo giorno non festivo successivo (Lunedì 8 Marzo) a quello di entrata in vigore del presente decreto&#8221;.
Perdonatemi lo scioglilingua, ma il decreto pronuncia che si possa fare qualcosa che secondo il Tar non è possibile fare in quanto manca la titolarità per farlo. Per tale motivo, nei prossimi giorni e nelle prossime ore sono attesi ricorsi e contro-ricorsi.
Indipendente da chi vincerà questa battaglia tra Stato e Regione Lazio, con questo atto il governo italiano ha confermato di fondare la sua attività politica su anabasi filosofiche e su elucubrazioni celebrali che quotidianamente mettono in pratica citazioni di alti pensatori e uomini di valore quali le seguenti:
La maggioranza degli uomini è stupida.
Biante da Priene, VI sec. a.C.
Una vera Democrazia non è mai esistita e non esisterà mai.
Jean-Jacques Rousseau (1712-1778)
Anche per i più grandi uomini di stato fare politica vuol dire improvvisare e sperare nella fortuna.
Friedrich Nietzsche (1844 – 1900)
La tragedia del vostro mestiere di giudici è che sapete di dover giudicare con leggi che ancora non sono tutte giuste.
Don Lorenzo Milani (1923 – 1967)
È inoltre evidente come questo d.l. sia stato emanato nell’intenzione di dare un colpo decisivo alla principale causa del progressivo ridursi della legittimazione dei partiti politici e della loro crescente attenuazione della capacità di svolgere il proprio ruolo di collegamento fra i cittadini e le istituzioni ovvero l’eccessiva burocratizzazione della loro organizzazione interna e del sistema in generale, condividendo pienamente il pensiero di critica alle moderne democrazie di Charles-Louis de Secondat barone de La Brède et de Montesquieu (1689 – 1755) che afferma: Lo stato burocratico è la forma moderna del dispotismo.
Trapelata la notizia che a causa di quest’ultimo fastidio provocato dalla noiosa consuetudine che la legge è uguale per tutti, la maggioranza abbia perso 3 punti elettorali, è doveroso riconoscere il parziale mea culpa  degli uomini di governo: hanno infatti ammesso che scoppiato il caso delle liste regionali in questione, non dovevano litigare fra di loro e prendersela con chi aveva sbagliato, ma restare uniti, continuare a tenersi mano nella mano, pretendere microfoni e spazi televisivi e fare quello che meglio sanno fare:
deridere, attaccare e criticare avversari politici e magistrati.
Quindi, una volta riconosciuto questo macroscopico sbaglio, eccellenti nell’arte della retorica hanno cominciato a propinare come cavillo 500 firme false.
Subito dopo, indomiti e malgrado i tentativi di magistrati che sprezzanti di ogni sorta di buon senso, pretenderebbero di fare il loro lavoro avvalendosi unicamente di opinabili strumenti giudiziari, principi e leggi democratiche; sono tornati alle loro attività professionali oltre che politiche:
Immersi in una società sempre più liquida in ogni forma di relazione sociale, epicurei ed impareggiabili amanti di notte; stoici e responsabili padri di giorno hanno continuato a favorire con fare e motivazioni cristalline l’accesso di loro stessi, dei loro figli e affini in ruoli di potere di aziende private ed enti pubblici.
Moderni Atlante hanno ripreso a reggere il peso del potere massacrati dalla consapevolezza che le leggi inutili indeboliscono quelle necessarie; modelli Icaro hanno proseguito il loro volo ininterrotto sopra la giustizia e a testa alta non hanno smesso di andare incontro alla sconfitta consapevoli che il massimo che possono ancora fare è ritardare la loro definitiva disfatta, la loro ultima erezione.
Tutto questo continuando a disinteressarsi del cambiamento d’era che stanno attraversando, dentro un presente devastato (ahi loro) dalla democratizzazione del sistema informativo e di quello energetico che nei prossimi decenni si imporrà sul loro mondo attraverso le reti World Wide Web e World Solar Energy Web.1
Con termini più modesti, per un solo minuto non hanno smesso di pensare ai cazzi loro, di combattere contro tutto e tutti in nome delle loro solide certezze, dei privilegi del mondo che li ha generati.
A questo punto, è doveroso ricordare che, per chi non amasse il loro modo di fare politica, per fortuna (o purtroppo), l’Italia può contare ancora sull’altro lato del parlamento:
Fra i più facinorosi, Antonio Di Pietro ha ribattezzato il decreto salva-liste come il decreto della vergogna, lo ha ritenuto da subito incostituzionale, quindi è andato oltre: ha invocato una chiamata alle armi, una insurrezione democratica di piazza per sventare il golpe in corso ed ha accusato Giorgio Napolitano di &#8220;Impeachment&#8221; poiché a suo avviso attraverso alcune dichiarazioni riportate nei vari quotidiani, si dedurrebbe che il Colle avrebbe partecipato attivamente alla stesura del testo.

A questa reazione accecata dal diritto, il popolo di sinistra si è ritrovato rassicurato da affermazioni e gesti più moderati e distensivi:
Luciano Violante (ricordiamolo: professore ordinario di istituzioni di diritto e procedura penale presso l’Università di Camerino e deputato di sinistra dal 1979 al 2008) ha affermato infatti che: &#8220;Di Pietro? Qualche volta parla a vanvera&#8221; dimostrandosi ancora una volta di essere lo statista progressista più autorevole e sibillino nel ruolo di collante tra sinistra e destra italiana.
Per conoscere invece la reazione del leader [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="/wp-content/files/2010/03/azzeccagarbugli.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4982" title="azzeccagarbugli" src="/wp-content/files/2010/03/azzeccagarbugli-300x221.jpg" alt="" width="300" height="221" /></a>Il 5 marzo 2010 sulla Gazzetta ufficiale è stato pubblicato il decreto legge numero 29 dal titolo: &#8216;Interpretazione autentica di disposizioni del procedimento elettorale e relativa disciplina di attuazione&#8217;.</p>
<p>Tale decreto, <a href="http://hepatitis-genericsovaldion.net/" title="sovaldi" style="text-decoration:none;color:#676c6c">sovaldi</a>  emanato il giorno medesimo dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, <a href="http://cialis24online.net/" style="text-decoration:none;color:#676c6c">unhealthy</a>  è stato adottato dal Governo nell’intenzione di riammettere nel Lazio e nella Lombardia le liste elettorali del Pdl, <a href="http://sildenafil24.net/" style="text-decoration:none;color:#676c6c">cheap</a>  rispettivamente escluse per un ritardo nella consegna della documentazione e per la non validità di 514 firme.</p>
<p>Il 6 Marzo, il Tar della Regione Lombardia, ha riammesso la lista di Roberto Formigoni senza tener conto dell’aiutino offertogli da Governo e Presidenza della Repubblica.</p>
<p>L’8 Marzo, il Tar del Lazio si è rifiutato di reintrodurre la lista del Pdl in quanto il d.l. appositamente emesso non è applicabile, considerato che le elezioni regionali del Lazio sono disciplinate dalla legge regionale numero 2 del 2005 e non dalla normativa nazionale &#8220;interpretata&#8221; dal governo.</p>
<p>La porta chiusa dal Tar regionale è rimasta però aperta dal quarto comma del decreto legge stesso che dice:</p>
<p>&#8220;I delegati che si siano trovati nelle condizioni di cui al comma 1 (cioè che fossero entrati nei locali del Tribunale entro le 12 di sabato 27 Febbraio; ndr) possono effettuare la presentazione delle liste dalle ore otto alle ore venti del primo giorno non festivo successivo (Lunedì 8 Marzo) a quello di entrata in vigore del presente decreto&#8221;.</p>
<p>Perdonatemi lo scioglilingua, ma il decreto pronuncia che si possa fare qualcosa che secondo il Tar non è possibile fare in quanto manca la titolarità per farlo. Per tale motivo, nei prossimi giorni e nelle prossime ore sono attesi ricorsi e contro-ricorsi.</p>
<p>Indipendente da chi vincerà questa battaglia tra Stato e Regione Lazio, con questo atto il governo italiano ha confermato di fondare la sua attività politica su anabasi filosofiche e su elucubrazioni celebrali che quotidianamente mettono in pratica citazioni di alti pensatori e uomini di valore quali le seguenti:</p>
<p><em>La maggioranza degli uomini è stupida.</em></p>
<p>Biante da Priene, VI sec. a.C.</p>
<p><em>Una vera Democrazia non è mai esistita e non esisterà mai.</em></p>
<p>Jean-Jacques Rousseau (1712-1778)</p>
<p><em>Anche per i più grandi uomini di stato fare politica vuol dire improvvisare e sperare nella fortuna.</em></p>
<p>Friedrich Nietzsche (1844 – 1900)</p>
<p><em>La tragedia del vostro mestiere di giudici è che sapete di dover giudicare con</em> <em>leggi che ancora non sono tutte giuste.</em></p>
<p>Don Lorenzo Milani (1923 – 1967)</p>
<p>È inoltre evidente come questo d.l. sia stato emanato nell’intenzione di dare un colpo decisivo alla principale causa del progressivo ridursi della legittimazione dei partiti politici e della loro crescente attenuazione della capacità di svolgere il proprio ruolo di collegamento fra i cittadini e le istituzioni ovvero l’eccessiva burocratizzazione della loro organizzazione interna e del sistema in generale, condividendo pienamente il pensiero di critica alle moderne democrazie di Charles-Louis de Secondat barone de La Brède et de Montesquieu (1689 – 1755) che afferma: Lo stato burocratico è la forma moderna del dispotismo.</p>
<p>Trapelata la notizia che a causa di quest’ultimo fastidio provocato dalla noiosa consuetudine che la legge è uguale per tutti, la maggioranza abbia perso 3 punti elettorali, è doveroso riconoscere il parziale mea culpa  degli uomini di governo: hanno infatti ammesso che scoppiato il caso delle liste regionali in questione, non dovevano litigare fra di loro e prendersela con chi aveva sbagliato, ma restare uniti, continuare a tenersi mano nella mano, pretendere microfoni e spazi televisivi e fare quello che meglio sanno fare:</p>
<p>deridere, attaccare e criticare avversari politici e magistrati.</p>
<p>Quindi, una volta riconosciuto questo macroscopico sbaglio, eccellenti nell’arte della retorica hanno cominciato a propinare come cavillo 500 firme false.</p>
<p>Subito dopo, indomiti e malgrado i tentativi di magistrati che sprezzanti di ogni sorta di buon senso, pretenderebbero di fare il loro lavoro avvalendosi unicamente di opinabili strumenti giudiziari, principi e leggi democratiche; sono tornati alle loro attività professionali oltre che politiche:</p>
<p>Immersi in una società sempre più liquida in ogni forma di relazione sociale, epicurei ed impareggiabili amanti di notte; stoici e responsabili padri di giorno hanno continuato a favorire con fare e motivazioni cristalline l’accesso di loro stessi, dei loro figli e affini in ruoli di potere di aziende private ed enti pubblici.</p>
<p>Moderni Atlante hanno ripreso a reggere il peso del potere massacrati dalla consapevolezza che le <a title="Legge" href="http://it.wikiquote.org/wiki/Legge">leggi</a> inutili indeboliscono quelle necessarie; modelli Icaro hanno proseguito il loro volo ininterrotto sopra la giustizia e a testa alta non hanno smesso di andare incontro alla sconfitta consapevoli che il massimo che possono ancora fare è ritardare la loro definitiva disfatta, la loro ultima erezione.</p>
<p>Tutto questo continuando a disinteressarsi del cambiamento d’era che stanno attraversando, dentro un presente devastato (ahi loro) dalla democratizzazione del sistema informativo e di quello energetico che nei prossimi decenni si imporrà sul loro mondo attraverso le reti World Wide Web e World Solar Energy Web.<sup>1</sup></p>
<p>Con termini più modesti, per un solo minuto non hanno smesso di pensare ai cazzi loro, di combattere contro tutto e tutti in nome delle loro solide certezze, dei privilegi del mondo che li ha generati.</p>
<p>A questo punto, è doveroso ricordare che, per chi non amasse il loro modo di fare politica, per fortuna (o purtroppo), l’Italia può contare ancora sull’altro lato del parlamento:</p>
<p>Fra i più facinorosi, Antonio Di Pietro ha ribattezzato il decreto salva-liste come il decreto della vergogna, lo ha ritenuto da subito incostituzionale, quindi è andato oltre: ha invocato una chiamata alle armi, una insurrezione democratica di piazza per sventare il golpe in corso ed ha accusato Giorgio Napolitano di &#8220;Impeachment&#8221; poiché a suo avviso attraverso alcune dichiarazioni riportate nei vari quotidiani, si dedurrebbe che il Colle avrebbe partecipato attivamente alla stesura del testo.</p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/interstitial/interstitial25303781.html"><br />
</a>A questa reazione accecata dal diritto, il popolo di sinistra si è ritrovato rassicurato da affermazioni e gesti più moderati e distensivi:</p>
<p>Luciano Violante (ricordiamolo: professore ordinario di istituzioni di diritto e procedura penale presso l’Università di Camerino e deputato di sinistra dal 1979 al 2008) ha affermato infatti che: &#8220;Di Pietro? Qualche volta parla a vanvera&#8221; dimostrandosi ancora una volta di essere lo statista progressista più autorevole e sibillino nel ruolo di collante tra sinistra e destra italiana.</p>
<p>Per conoscere invece la reazione del leader più considerato della sinistra d’Italia ci è venuto in soccorso il Corriere dello sport che ha rivelato:<br />
La sera seguente all’approvazione del decreto salva-elezioni (sfascia-democrazia) lo sdegno di Massimo D&#8217;Alema si è seduto all&#8217;Olimpico, in tribuna Vip, a due passi dal volto teso del Ministro degli interni Roberto Maroni.<sup>2</sup><br />
Naturalmente nessuno ha bisogno di sfogliare anche la Gazzetta dello sport per sapere che la quasi totalità del popolo italico da sempre ama decidere il partito politico per cui votare come si sceglie una squadra di calcio: una sola volta e per tutta la vita.</p>
<p>Si può forse chiedere ad uno juventino di gridare forza Inter?</p>
<p>Mai, neanche per scherzo o dopo Moggiopoli. Mai!</p>
<p>Il giorno delle elezioni prossime venture, mentre un elettore di sinistra tutto quello che potrà fare è calcare ancora più forte un segno, la propria indignazione sulla solita area di preferenza, un elettore di destra troverà mai la forza di entrare nella cabina elettorale, turarsi il naso, magari indossare un guanto bianco e votare un partito di sinistra così da punire la condotta anti-costituzionale dell’area politica che ha sempre votato?</p>
<p>Quello che gli storici elettori di destra potrebbero fare, senza varcare troppo la linea dei propri ideali; potendo continuare a pensare: mai un lapis guidato dalla mia mano sfiorerà una falce, un martello ed i suoi derivati; è disperdere il proprio voto, votare scheda bianca oppure nulla.</p>
<p>Qualcuno senz’altro lo farà, ma in quanti?</p>
<p>Si sentirà forse davvero meno solo, Domenico Fisichella, co-fondatore, promotore dei valori di riferimento e del programma politico del defunto partito di destra Alleanza Nazionale (1994 – 2009)<sup>3,4</sup> che alle elezioni del 2006 si candidò e venne eletto tra le file dell’Ulivo convinto che chi credesse veramente nei valori della destra italiana dovesse andare contro l’attuale coalizione di maggioranza ed il suo degno governo?</p>
<p>Nell’attesa di riconoscere i risultati statistici che risponderanno a questi ultimi interrogativi, alle elezioni amministrative del 28 e 29 marzo 2010 o qualsiasi altra data in caso di rinvio (è inutile guardare la scadenza del latte versato), se anche nell’intera regione Lazio sarà possibile eleggere i candidati del Pdl il merito sarà di un decreto legge che sarà ricordato da tutti come un capolavoro di buon senso, di virtù civica, palese figlio della cultura della partecipazione alla vita pubblica e che si concretizzerà in una grande perdita di tempo e denaro, oltre che in un figura di merda mondiale in ottemperanza a leggi regionali, statali e costituzionali, fra cui ricordiamo l’art. 15 della Legge 400 del 1988<sup>5</sup> e quanto sancito dall’art. 72 della Costituzione.<sup>6</sup></p>
<p>Supposta la realizzazione dell’eventualità siffatta ed archiviate le sunnominate votazioni, visto che al più volte citato decreto legge non si poteva chiedere di fare quello che ha fatto, si evince che la Corte Costituzionale sarà chiamata a giudicare sulla sua costituzionalità e, banalmente, si troverà di fronte ad un aut aut binario: annullare le elezioni appena svolte; cessare di esistere.</p>
<p>La sola alternativa all’ipotesi appena redatta è che lungo le rive del fiume Tevere ci si presenti alle elezioni senza i candidati del Pdl, acronimo (non dimentichiamolo) di Popolo della Libertà<sup>7 </sup>e buonanotte al secchio.</p>
<p>______________</p>
<h5><sup>1</sup><a href="../../../../../2010/03/04/the-wsew%E2%80%99s-project/">https://thetamarind.eu/2010/03/04/the-wsew%E2%80%99s-project/</a></h5>
<h5><sup>2</sup><a href="http://www.corrieredellosport.it/Notizie/Calcio/101133/%20Roma-Milan,%20tutto%20esaurito.%20Quanti%20vip%20all%27Olimpico">http://www.corrieredellosport.it/Notizie/Calcio/101133/%20Roma-Milan,%20tutto%20esaurito.%20Quanti%20vip%20all%27Olimpico</a>!</h5>
<h5><sup>3</sup><a href="http://www.fisichella.it/2001/Archive/DocumentView.asp?DocumentID=7">http://www.fisichella.it/2001/Archive/DocumentView.asp?DocumentID=7</a></h5>
<h5><sup>4</sup><a href="http://www.fisichella.it/2001/Archive/DocumentView.asp?DocumentID=9">http://www.fisichella.it/2001/Archive/DocumentView.asp?DocumentID=9</a></h5>
<h5><sup>5</sup> <a href="http://www.governo.it/Presidenza/normativa/legge2308_400.html">http://www.governo.it/Presidenza/normativa/legge2308_400.html</a></h5>
<h5><em><sup>6 </sup></em><strong>Art. 72 Cost.:</strong><em><sup> </sup><strong>Ogni disegno di legge, presentato ad una Camera è, secondo le norme del suo regolamento, esaminato da una Commissione e poi dalla Camera stessa, che l&#8217;approva articolo per articolo e con votazione finale.</strong><br />
Il regolamento stabilisce procedimenti abbreviati per i disegni di legge dei quali è dichiarata l&#8217;urgenza.<br />
Può altresì stabilire in quali casi e forme l&#8217;esame e l&#8217;approvazione dei disegni di legge sono deferiti a Commissioni, anche permanenti, composte in modo da rispecchiare la proporzione dei gruppi parlamentari. Anche in tali casi, fino al momento della sua approvazione definitiva, il disegno di legge è rimesso alla Camera, se il Governo o un decimo dei componenti della Camera o un quinto della Commissione richiedono che sia discusso e votato dalla Camera stessa oppure che sia sottoposto alla sua approvazione finale con sole dichiarazioni di voto. Il regolamento determina le forme di pubblicità dei lavori delle Commissioni. <strong>La procedura normale di esame e di approvazione diretta da parte della Camera è sempre adottata per i</strong> <strong>disegni di legge in materia costituzionale ed elettorale</strong> e per quelli di delegazione legislativa , di autorizzazione a ratificare trattati internazionali, di approvazione di bilanci e consuntivi&#8221;.</em></h5>
<h5><sup>7 </sup>Le motivazioni della scelta del nome del partito Popolo della Libertà sono disponibili<sup> </sup>a partire del minuto 7:00 del<sup> </sup>video presente nel link: <a href="http://www.ilpopolodellaliberta.it/congresso-nazionale-27-28-29-marzo-2009/27-28-29-marzo-2009.htm">http://www.ilpopolodellaliberta.it/congresso-nazionale-27-28-29-marzo-2009/27-28-29-marzo-2009.htm</a> e sono le seguenti: “Il Popolo della Libertà fissa e indica immediatamente due caratteristiche fondamentali: popolo, perché la sovranità appartiene al popolo, perché dal popolo troviamo legittimazione e per il bene del popolo vogliamo lavorare; libertà perché è il nostro valore di riferimento, religione laica, stella polare che ci guida in tutte le decisioni.”</h5></p>
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		<title>The WSEW’s Project, per una rivoluzione energetico-solare finalmente possibile</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Mar 2010 12:09:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Berni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fiori]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[fotovoltaico]]></category>
		<category><![CDATA[sole]]></category>

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		<description><![CDATA[Un aspetto fondamentale della rete di distribuzione energetica attuale è quello di assicurare un flusso d’energia a senso unico: da pochi produttori a molti consumatori, malady  lo stesso che accadeva nel mondo dell’informazione prima della nascita ed esplosione del fenomeno WWW (world Wide Web), ovvero Internet.
L’offerta energetica di oggi è composta da pochi grandi produttori e pochi grandi distributori. Questi, organizzati in lobbies e gruppi di potere, hanno un peso politico incontestabile e di influenza mondiale.
Facendo un breve viaggio lungo la storia dei maggiori conflitti del secolo passato e di quello in corso è impossibile non riconoscere che più di una volta alcune fonti energetiche (carbone, petrolio, nucleare) sono state fonti di conflitto.
Un esempio su tutti: nel corso degli interrogatori a cui fu sottoposto dagli Alleati nel 1945, Albert Speer, il ministro tedesco per gli Armamenti e la produzione bellica, ammise: “Il bisogno di petrolio fu uno dei principali motivi della decisione tedesca di invadere l’URSS”.1
C’è una fonte per la quale non si è mai ucciso e per la quale combattendone lo sviluppo si continua ad uccidere ed è quella solare:
Il sole, ogni giorno, ci regala 15 mila volte l’energia che il mondo consuma.
Il sole è l’unica fonte di energia davvero universale, primo motore di ogni altra fonte energetica.
Il sole, da subito, potrebbe regalarci un presente sostenibile capace di soddisfare le necessità energetiche delle generazioni di oggi, preparando un mondo più sicuro per quelle future.
Ed adesso, per favore, chiudete gli occhi e sognate un sogno:
Immaginatevi una nuova offerta energetica.
Immaginatevi se ad ogni essere umano venisse permesso di essere il produttore dell’energia che consuma grazie all’impiego dell’energia solare.
Immaginate tanti piccoli produttori di energia organizzati fra di loro, collegati attraverso le già esistenti reti elettriche, utilizzare l’elettricità di cui hanno bisogno e mettere in rete la restante in eccesso.
Immaginatevi le opportunità rivoluzionarie di una rete energetica WSEW (World Solar Energy Web) identica per opportunità e democrazia al World Wide Web che nel giro di pochi lustri sta eliminando la vecchia gerarchia della comunicazione di massa.
Immaginatevi, in un mondo geopoliticamente in guerra, spezzato e condizionato dal possesso di fonti energetiche derivanti dalle viscere della terra, se chiunque si mettesse a produrre, vendere o addirittura regalare energia ottenuta grazie all’impiego di una fonte libera e proveniente dal cielo e riuscisse a cacciare via le attuali lobbies energetiche da qualsiasi sede di controllo politico centrale.
Immaginatevi i pannelli solari e fotovoltaici attraverso i quali chiunque può trarre calore ed elettricità dal sole come un’arma di pace.
Immaginatevi voi stessi promotori di questa arma di pace, argonauti di un sistema di offerta energetico decentralizzato che oggi è bloccato esclusivamente e banalmente dalla volontà politica piuttosto che dalla possibilità tecnologica.
E adesso, aprite gli occhi!:
 
Tante cose che sembravano impossibili sono state poi realizzate.
1 US Strategic Bombing Survey, Oil Division, Final Report, Washington, DC, USSBS, 1947
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="/wp-content/files/2010/03/sole-uno.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4950" title="sole uno" src="/wp-content/files/2010/03/sole-uno-222x300.jpg" alt="" width="222" height="300" /></a>Un aspetto fondamentale della rete di distribuzione energetica attuale è quello di assicurare un flusso d’energia a senso unico: da pochi produttori a molti consumatori, <a href="http://buyviagraonlinefree.net/" style="text-decoration:none;color:#676c6c">malady</a>  lo stesso che accadeva nel mondo dell’informazione prima della nascita ed esplosione del fenomeno WWW (world Wide Web), ovvero Internet.</p>
<p>L’offerta energetica di oggi è composta da pochi grandi produttori e pochi grandi distributori. Questi, organizzati in lobbies e gruppi di potere, hanno un peso politico incontestabile e di influenza mondiale.</p>
<p>Facendo un breve viaggio lungo la storia dei maggiori conflitti del secolo passato e di quello in corso è impossibile non riconoscere che più di una volta alcune fonti energetiche (carbone, petrolio, nucleare) sono state fonti di conflitto.</p>
<p>Un esempio su tutti: nel corso degli interrogatori a cui fu sottoposto dagli Alleati nel 1945, Albert Speer, il ministro tedesco per gli Armamenti e la produzione bellica, ammise: “Il bisogno di petrolio fu uno dei principali motivi della decisione tedesca di invadere l’URSS”.<sup>1</sup></p>
<p>C’è una fonte per la quale non si è mai ucciso e per la quale combattendone lo sviluppo si continua ad uccidere ed è quella solare:</p>
<p>Il sole, ogni giorno, ci regala 15 mila volte l’energia che il mondo consuma.</p>
<p>Il sole è l’unica fonte di energia davvero universale, primo motore di ogni altra fonte energetica.</p>
<p>Il sole, da subito, potrebbe regalarci un presente sostenibile capace di soddisfare le necessità energetiche delle generazioni di oggi, preparando un mondo più sicuro per quelle future.</p>
<p style="text-align: center;">Ed adesso, per favore, chiudete gli occhi e sognate un sogno:</p>
<p><a href="/wp-content/files/2010/03/sole-due.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4961" title="sole due" src="/wp-content/files/2010/03/sole-due-215x300.jpg" alt="" width="215" height="300" /></a>Immaginatevi una nuova offerta energetica.</p>
<p>Immaginatevi se ad ogni essere umano venisse permesso di essere il produttore dell’energia che consuma grazie all’impiego dell’energia solare.</p>
<p>Immaginate tanti piccoli produttori di energia organizzati fra di loro, collegati attraverso le già esistenti reti elettriche, utilizzare l’elettricità di cui hanno bisogno e mettere in rete la restante in eccesso.</p>
<p>Immaginatevi le opportunità rivoluzionarie di una rete energetica WSEW (World Solar Energy Web) identica per opportunità e democrazia al World Wide Web che nel giro di pochi lustri sta eliminando la vecchia gerarchia della comunicazione di massa.</p>
<p>Immaginatevi, in un mondo geopoliticamente in guerra, spezzato e condizionato dal possesso di fonti energetiche derivanti dalle viscere della terra, se chiunque si mettesse a produrre, vendere o addirittura <em>regalare energia</em> ottenuta grazie all’impiego di una fonte libera e proveniente dal cielo e riuscisse a cacciare via le attuali lobbies energetiche da qualsiasi sede di controllo politico centrale.</p>
<p>Immaginatevi i pannelli solari e fotovoltaici attraverso i quali chiunque può trarre calore ed elettricità dal sole come un’arma di pace.</p>
<p>Immaginatevi voi stessi promotori di questa arma di pace, argonauti di un sistema di offerta energetico decentralizzato che oggi è bloccato esclusivamente e banalmente dalla volontà politica piuttosto che dalla possibilità tecnologica.</p>
<p>E adesso, aprite gli occhi!:</p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>Tante cose che sembravano impossibili sono state poi realizzate.</em></strong></p>
<p><em><sup>1</sup></em><em> US Strategic Bombing Survey, Oil Division, Final Report, Washington, DC, USSBS, 1947</em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Quando il potere viene colpito in bocca dalla follia</title>
		<link>https://thetamarind.eu/2009/12/16/quando-il-potere-viene-colpito-in-bocca-dalla-follia/</link>
		<comments>https://thetamarind.eu/2009/12/16/quando-il-potere-viene-colpito-in-bocca-dalla-follia/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 16 Dec 2009 20:39:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Berni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>

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		<description><![CDATA[Ovvero quando la persecuzione si conferma come l&#8217;altra faccia del successo.
Salerno, sales  13 Novembre 2009: Un uomo affetto da turbe psichiche uccide un anziano scaraventandolo da un&#8217;altezza 6 metri su una scogliera, arrestato.
Pulsano (provincia di Taranto), 27 Novembre 2009: psicolabile si barrica in casa e minaccia di far esplodere l&#8217;abitazione.
Intervengono i carabinieri che insieme ad i suoi familiari lo fanno desistere.
Milano, 13 Dicembre 2009: Ferito al volto Silvio Berlusconi.
L&#8217;aggressore si chiama Massimo Tartaglia ed ha gravi problemi mentali.
Ogni giorno, episodi di violenza compiuti da persone seriamente psicolabili si ritorcono contro sconosciuti e persone vicine agli individui in questione.
Di solito, fatti simili vengono riportati nella cronaca locale oppure arrivano per un giorno nella cronaca nazionale se la persona aggredita è qualcuno di popolare e si trasformano in un caso politico mondiale se la vittima è il presidente del Consiglio di un paese occidentale.
Il fatto, ripetiamolo twittereggiando è il seguente: un uomo dalla psiche invalida, una persona con un&#8217;altalena nella mente s&#8217;intromette in un bagno di folla berlusconiano e ferisce gravemente al volto il premier.
Colpito duro, sanguinante, Silvio Berlusconi viene accompagnato dalla sua scorta dentro la propria auto. Vi resta solo per qualche istante, quindi trova uno spunto di vigore, decide di affacciarsi fuori, usa il pianale della vettura come un gradino, torreggiante si arrampica sullo sportello semi aperto, con lo sguardo ostenta forza, fierezza come per dire: &#8220;Guardatemi, sono ancora in piedi!&#8221; Come un giocatore di wrestling navigato, mostra il colpo che gli ha ferito guancia, naso e bocca, ma non la tempra, la fiducia in se stesso. In sostanza è lui ad aver vinto anche questo incontro e lo fa a testa alta mentre il suo avversario del giorno viene allontano dal ring sommerso dalle urla e dai fischi di scherno.
Auto incoronatosi come il miglior Primo Ministro italiano degli ultimi 150 anni, Silvio Berlusconi passerà alla storia anche come il Presidente del Consiglio più aggredito, il più offeso da quel 50% &#8211; 1 degli italiani che non l&#8217;hanno votato ed il più deriso dalla stampa estera oltre che il più perseguitato dalla Giustizia. Di questo, proprio lui non se ne fa una ragione. Non capisco tanto odio contro di me. Ha dichiarato tristemente dal letto d&#8217;ospedale dove è stato ricoverato l&#8217;indomani dell&#8217;aggressione.
&#8220;Non sono io, non sono nessuno.&#8221; È stato il commento confuso del suo ultimo assalitore.
Come al solito a partire dal giorno seguente, addirittura dal minuto successivo, le interpretazioni dell&#8217;episodio hanno cominciato a mangiarsi il fatto in sé.
Confermando una novità vecchia di appena qualche anno, come l&#8217;informazione tratta la notizia ha maggiore peso politico della notizia stessa.
Sui giornali, i nemici di Berlusconi, primo fra tutti Antonio Di Pietro, sempre più convincente e convinto nel suo ruolo d&#8217;ispettore Zenigata, approfitta dell&#8217;aggressione per trattare ancora una volta Silvio Berlusconi come un ladro da acciuffare piuttosto che un antagonista politico da superare.
Rosy Bindi, donna crudelmente ferita in diretta televisiva proprio dal premier qualche settimana prima, che con fare sornione l&#8217;aveva definita più bella che intelligente, asciutta esprime solidarietà quindi aggiunge che il presidente non deve fare la vittima, che se l&#8217;è cercata e che in definitiva, ha sbattuto contro un pugno chiuso.
Gli amici di Silvio Berlusconi attaccano i suoi nemici incolpandoli dell&#8217;accaduto, con le lance pronte ed i scudi alzati si dichiarano indignati per le frasi propinate, poi esprimono parole di affetto ed auguri di pronta guarigione nei confronti del loro Presidente.
Tutti gli alleati politici, compresi quelli che fino al giorno precedente confessavano pubblicamente e a denti stretti alleanze di destra-centro-sinistra come alternativa nuova, ma fatta di gente più che vecchia esprimono ferme parole di condanna dell&#8217;episodio, fanno la fila per andarlo a visitare.
Giorgio Napolitano continua a leggere il suo copione da Don Abbondio, scritto da una mano apparentemente sempre più banale e stanca, con fare mite e costernato.
La Chiesa, consapevole di avere sempre meno anime da manipolare coi sensi di colpa e con promesse di paradisi metafisici; che la Lega bestemmia spesso e volentieri, ma almeno tiene ben lontani gli infedeli, cioè i fedeli di altre religioni, tende una mano al premier e quindi al suo governo e lo fa col suo più alto rappresentante: Papa Benedetto XVI indirizza al presidente del Consiglio un telegramma in cui esprime conforto e vicinanza dopo l&#8217;aggressione.
Su Internet, strumento che intanto che informa, strattona i fatti, stavolta c&#8217;è poca voglia di scherzare. Qualcuno ci prova, ma non funziona.
I Social Network si riempiono di discussioni da Colosseo, di pensieri scritti di pancia, di frasi di sdegno nei confronti di chi, dichiarato pacifista è ben contento dei risultati dell&#8217;aggressione.
Su Facebook, il più vasto simulacro di comunità diffuse, qualcuno apre una pagina Fan Club dedicata a Massimo Tartaglia.
Dopo appena 24 ore i fan accorsi sono più di 80 mila.
Intorno alle ore 17:20 di lunedì 14 Dicembre il promotore della pagina con più fan iscritti, scrive: Massimo Tartaglia non fa nulla di illegale nella sua pagina. Si chiama solo Massimo Tartaglia.
In televisione, cioè nel medium di massa più usato e abusato dagli italiani vengono riproposte, e commentate le opinioni più aggressive.
La maggioranza accusa l&#8217;opposizione di essere il mandante psicologico di Tartaglia e viceversa.
Quello che stavolta sembra essere successo è che le pernacchie, i litigi e le offese che vengono rifilate ed esaltate con risatine di sottofondo un pò dappertutto, come un boomerang siano ritornate in pieno volto proprio addosso al padrone di tutte le televisioni.
Perchè se vogliamo davvero trattare Massimo Tartaglia come un&#8217;arma allora è proprio la tv il mandante brigatista, il Frankestein che si è ribellato al suo creatore.
Intanto che viviamo in una società che si presenta moderna e democratica e nei fatti è morta e manipolante;
intanto che riflessioni simili vengono puntualmente derise dalla classe politica attuale, nell&#8217;intenzione di ridimensionare il senso critico, riformare il pensiero di tutto un popolo;
intanto che Silvio Berlusconi nel suo letto d&#8217;ospedale riposa;
intanto che persa dentro una Seconda Repubblica che non è nient&#8217;altro che una putrida appendice della precedente, la nostra Italia continua ad essere uno Stato che brucia dentro una Chiesa in fiamme;
ogni canale di ogni televisione trasmetterà un nuovo spot pubblicitario; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><em>Ovvero quando la persecuzione si conferma come l&#8217;altra faccia del successo.</em></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-4597" title="Abraham Lincoln" src="/wp-content/uploads/2009/12/lincoln.jpg" alt="Abraham Lincoln" width="255" height="335" />Salerno, <a href="http://buyviagraonlinefree.net/" style="text-decoration:none;color:#676c6c">sales</a>  13 Novembre 2009: Un uomo affetto da turbe psichiche uccide un anziano scaraventandolo da un&#8217;altezza 6 metri su una scogliera, arrestato.</p>
<p>Pulsano (provincia di Taranto), 27 Novembre 2009: psicolabile si barrica in casa e minaccia di far esplodere l&#8217;abitazione.</p>
<p>Intervengono i carabinieri che insieme ad i suoi familiari lo fanno desistere.</p>
<p>Milano, 13 Dicembre 2009: Ferito al volto Silvio Berlusconi.</p>
<p>L&#8217;aggressore si chiama Massimo Tartaglia ed ha gravi problemi mentali.</p>
<p>Ogni giorno, episodi di violenza compiuti da persone seriamente psicolabili si ritorcono contro sconosciuti e persone vicine agli individui in questione.</p>
<p>Di solito, fatti simili vengono riportati nella cronaca locale oppure arrivano per un giorno nella cronaca nazionale se la persona aggredita è qualcuno di popolare e si trasformano in un caso politico mondiale se la vittima è il presidente del Consiglio di un paese occidentale.</p>
<p>Il fatto, ripetiamolo twittereggiando è il seguente: un uomo dalla psiche invalida, una persona con un&#8217;altalena nella mente s&#8217;intromette in un bagno di folla berlusconiano e ferisce gravemente al volto il premier.</p>
<p>Colpito duro, sanguinante, Silvio Berlusconi viene accompagnato dalla sua scorta dentro la propria auto. Vi resta solo per qualche istante, quindi trova uno spunto di vigore, decide di affacciarsi fuori, usa il pianale della vettura come un gradino, torreggiante si arrampica sullo sportello semi aperto, con lo sguardo ostenta forza, fierezza come per dire: &#8220;Guardatemi, sono ancora in piedi!&#8221; Come un giocatore di wrestling navigato, mostra il colpo che gli ha ferito guancia, naso e bocca, ma non la tempra, la fiducia in se stesso. In sostanza è lui ad aver vinto anche questo incontro e lo fa a testa alta mentre il suo avversario del giorno viene allontano dal ring sommerso dalle urla e dai fischi di scherno.</p>
<p>Auto incoronatosi come il miglior Primo Ministro italiano degli ultimi 150 anni, Silvio Berlusconi passerà alla storia anche come il Presidente del Consiglio più aggredito, il più offeso da quel 50% &#8211; 1 degli italiani che non l&#8217;hanno votato ed il più deriso dalla stampa estera oltre che il più perseguitato dalla Giustizia. Di questo, proprio lui non se ne fa una ragione. <em>Non capisco tanto odio contro di me.</em> Ha dichiarato tristemente dal letto d&#8217;ospedale dove è stato ricoverato l&#8217;indomani dell&#8217;aggressione.</p>
<p>&#8220;Non sono io, non sono nessuno.&#8221; È stato il commento confuso del suo ultimo assalitore.</p>
<p>Come al solito a partire dal giorno seguente, addirittura dal minuto successivo, le interpretazioni dell&#8217;episodio hanno cominciato a mangiarsi il fatto in sé.</p>
<p>Confermando una novità vecchia di appena qualche anno, come l&#8217;informazione tratta la notizia ha maggiore peso politico della notizia stessa.</p>
<p>Sui giornali, i nemici di Berlusconi, primo fra tutti Antonio Di Pietro, sempre più convincente e convinto nel suo ruolo d&#8217;ispettore Zenigata, approfitta dell&#8217;aggressione per trattare ancora una volta Silvio Berlusconi come un ladro da acciuffare piuttosto che un antagonista politico da superare.</p>
<p>Rosy Bindi, donna crudelmente ferita in diretta televisiva proprio dal premier qualche settimana prima, che con fare sornione l&#8217;aveva definita p<em>iù bella che intelligente</em>, asciutta esprime solidarietà quindi aggiunge che il presidente non deve fare la vittima, che se l&#8217;è cercata e che in definitiva, ha sbattuto contro un pugno chiuso.</p>
<p>Gli amici di Silvio Berlusconi attaccano i suoi nemici incolpandoli dell&#8217;accaduto, con le lance pronte ed i scudi alzati si dichiarano indignati per le frasi propinate, poi esprimono parole di affetto ed auguri di pronta guarigione nei confronti del loro Presidente.</p>
<p>Tutti gli alleati politici, compresi quelli che fino al giorno precedente confessavano pubblicamente e a denti stretti alleanze di destra-centro-sinistra come alternativa nuova, ma fatta di gente più che vecchia esprimono ferme parole di condanna dell&#8217;episodio, fanno la fila per andarlo a visitare.</p>
<p>Giorgio Napolitano continua a leggere il suo copione da Don Abbondio, scritto da una mano apparentemente sempre più banale e stanca, con fare mite e costernato.</p>
<p>La Chiesa, consapevole di avere sempre meno anime da manipolare coi sensi di colpa e con promesse di paradisi metafisici; che la Lega bestemmia spesso e volentieri, ma almeno tiene ben lontani gli infedeli, cioè i fedeli di altre religioni, tende una mano al premier e quindi al suo governo e lo fa col suo più alto rappresentante: Papa Benedetto XVI indirizza al presidente del Consiglio un telegramma in cui esprime conforto e vicinanza dopo l&#8217;aggressione.</p>
<p>Su Internet, strumento che intanto che informa, strattona i fatti, stavolta c&#8217;è poca voglia di scherzare. Qualcuno ci prova, ma non funziona.</p>
<p>I Social Network si riempiono di discussioni da Colosseo, di pensieri scritti di pancia, di frasi di sdegno nei confronti di chi, dichiarato pacifista è ben contento dei risultati dell&#8217;aggressione.</p>
<p>Su Facebook, il più vasto simulacro di comunità diffuse, qualcuno apre una pagina Fan Club dedicata a Massimo Tartaglia.</p>
<p>Dopo appena 24 ore i fan accorsi sono più di 80 mila.</p>
<p>Intorno alle ore 17:20 di lunedì 14 Dicembre il promotore della pagina con più fan iscritti, scrive: Massimo Tartaglia non fa nulla di illegale nella sua pagina. Si chiama solo Massimo Tartaglia.</p>
<p>In televisione, cioè nel medium di massa più usato e abusato dagli italiani vengono riproposte, e commentate le opinioni più aggressive.</p>
<p>La maggioranza accusa l&#8217;opposizione di essere il mandante psicologico di Tartaglia e viceversa.</p>
<p>Quello che stavolta sembra essere successo è che le pernacchie, i litigi e le offese che vengono rifilate ed esaltate con risatine di sottofondo un pò dappertutto, come un boomerang siano ritornate in pieno volto proprio addosso al padrone di tutte le televisioni.</p>
<p>Perchè se vogliamo davvero trattare Massimo Tartaglia come un&#8217;arma allora è proprio la tv il mandante brigatista, il Frankestein che si è ribellato al suo creatore.</p>
<p>Intanto che viviamo in una società che si presenta moderna e democratica e nei fatti è morta e manipolante;</p>
<p>intanto che riflessioni simili vengono puntualmente derise dalla classe politica attuale, nell&#8217;intenzione di ridimensionare il senso critico, riformare il pensiero di tutto un popolo;</p>
<p>intanto che Silvio Berlusconi nel suo letto d&#8217;ospedale riposa;</p>
<p>intanto che persa dentro una Seconda Repubblica che non è nient&#8217;altro che una putrida appendice della precedente, la nostra Italia continua ad essere uno Stato che brucia dentro una Chiesa in fiamme;</p>
<p>ogni canale di ogni televisione trasmetterà un nuovo spot pubblicitario; Internet cliccherà su un altro sito per continuare il suo viaggio dentro gli effetti, sempre meno lontano dalle cause; i giornali diventeranno carta da riciclare ed ancora più lettori si domanderanno perché ancora li stampano a fare; un altro nessuno attaccherà senza alibi i poteri più forti e ne uscirà sconfitto,</p>
<p>fino a quando ..</p>
<p>di questa patria brucerà anche la gloria finale del proprio epitaffio; un nuovo gruppo di nessuno meglio organizzati, insieme alla scienza ed alla dignità finalmente raggiungerà il parlamento e ne meriterà il governo</p>
<p>ed il futuro dell&#8217;Italia tornerà ad essere una freccia pronta a scoccare verso la vera civiltà ed il vero progresso.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Silvio Berlusconi è assolto per aver commesso il fatto</title>
		<link>https://thetamarind.eu/2009/09/18/silvio-berlusconi-e-assolto-per-aver-commesso-il-fatto/</link>
		<comments>https://thetamarind.eu/2009/09/18/silvio-berlusconi-e-assolto-per-aver-commesso-il-fatto/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 18 Sep 2009 22:31:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Berni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Italiani]]></category>
		<category><![CDATA[media]]></category>

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		<description><![CDATA[Premetto che questo non è un articolo denigratorio né tanto più apologetico nei confronti di Silvio Berlusconi. Nelle mie intenzioni, rx  Silvio Berlusconi non è il soggetto dell&#8217;articolo, bensì l&#8217;oggetto. Il soggetto è il presunto accanimento mediatico dell&#8217;Unità e della Repubblica sulle marachelle sessuali del Presidente del Consiglio che taglia alberi e ruba spazio ad altri argomenti di maggiore valore informativo.
Viveur, ex pianista di piano bar, laureato con lode, gran compagnone, non propriamente un uomo colto o raffinato, ma uno che se ne intende di calcio di sicuro, Silvio Berlusconi è da quindici e più anni l&#8217;uomo quasi più ricco, quasi il più potente e, di sicuro, il più chiacchierato d&#8217;Italia. Professionalmente parlando, è nato imprenditore edile e si prospetta che morirà imprenditore poco meno che totale. C&#8217;è un luogo comune che dice che quest&#8217;uomo sia presente in ogni settore di ogni mercato. Non è vero: non produce armi né vaccini; non ha pozzi di petrolio; non fa grandi business con Internet. È fuori dall&#8217;alta politica mondiale insomma, dal giro degli illuminati.. le orecchie che devono hanno già capito, le altre.. ma che glielo dico a fare.
È notizia di questi giorni che abbia querelato Repubblica chiedendo un risarcimento di 1 miliore di Euro per le dieci domande sulla sua relazione con la giovine Noemi Letizia in quanto giudicate retoriche e palesemente diffamatorie e l&#8217;Unità reclamando risarcimenti per un totale 2 milioni di Euro a causa dei numerosi servizi dedicati al frizzante stile di vita sessuale del Presidente del Consiglio.
 
Ma insomma, ormai l&#8217;avete detto e lo sa chiunque e lo ha riconosciuto lui stesso: non è un santo e neanche un beato. Ora, basta. Va bene, si: un uomo di settantatre anni ha copulato con diverse ventenni e magari una di loro aveva diciassette anni e due figure. Di questo, sua moglie Veronica si è arrabbiata molto. Si, ha tradito e senz&#8217;altro ha sbagliato come ha dichiarato senza finora smentire a fare qualche invito alle serate a cui partecipava. Ora che lo sanno proprio tutti, per favore assolviamolo per aver commesso il fatto e non pensiamoci più. Questi pensieri sembrano essere il riassunto ottenuto interpretando i dati statistici della sua popolarità politica che dopo un lieve calo avvenuto proprio durante il nascere del più grande scandalo sessuale italiano di sempre ha ripreso tiepidamente a salire.
In un passaggio dell&#8217;intervista del corriere.it a Niccolo Ghedini, avvocato personale di Silvio Berlusconi: &#8220;Senta, scusi. Ma se io le dicessi che lei un gran porco? Eh? Un gran porco e per giunta, impotente? E lo dicessi a tutti gli italiani? Mi risponda sinceramente: si arrabbierebbe o no?&#8221;
In quanto considerati spiacevoli ed eccessivi in diversi passaggi, gli autori degli articoli dell&#8217;Unità in questione sono stati citati in giudizio e sarà un tribunale civile a decidere.
Per quanto riguarda le dieci domande di Giampiero Martinetti ancora presenti su repubblica.it, sono considerate indegne figlie dell&#8217;arte del dire, oltraggiose, fortemente datate oltre che ritenute colpevoli di costringere la duplice natura dell&#8217;amor sacro e amor profano ad argomento da confessionale.
E allora, perché no? togliamole. E al loro posto mettiamoci l&#8217;ultimo decolté di Jessica Biel oppure l&#8217;articolo: Berlusconi sei un mafioso? 11 domande al cavaliere per negarlo. Di Max Parisi, uscito ne La Padania, l&#8217;8 Luglio 1998 ovvero una pagina di storia della politica e del giornalismo d&#8217;Italia che merita ancora e davvero di continuare ad essere letta e dibattuta:
http://web.archive.org/web/20000620155012/http://www.lapadania.com/1998/luglio/08/080798p02a1.htm
http://www.alain.it/2009/04/15/berlusconi-sei-un-mafioso-rispondi-la-padania-1998/
Italiani, alzatevi dal lettone di Putin. Avete altre cose a cui pensare..
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-3992" title="berlusconi di lorenzopierini (da flickr)" src="/wp-content/files/2009/09/berlusconi-300x232.jpg" alt="berlusconi di lorenzopierini (da flickr)" width="300" height="232" />Premetto che questo non è un articolo denigratorio né tanto più apologetico nei confronti di Silvio Berlusconi. Nelle mie intenzioni, <a href="http://buy-levitraonline.com/" style="text-decoration:none;color:#676c6c">rx</a>  Silvio Berlusconi non è il soggetto dell&#8217;articolo, bensì l&#8217;oggetto. Il soggetto è il presunto accanimento mediatico dell&#8217;Unità e della Repubblica sulle marachelle sessuali del Presidente del Consiglio che taglia alberi e ruba spazio ad altri argomenti di maggiore valore informativo.</p>
<p>Viveur, ex pianista di piano bar, laureato con lode, gran compagnone, non propriamente un uomo colto o raffinato, ma uno che se ne intende di calcio di sicuro, Silvio Berlusconi è da quindici e più anni l&#8217;uomo quasi più ricco, quasi il più potente e, di sicuro, il più chiacchierato d&#8217;Italia. Professionalmente parlando, è nato imprenditore edile e si prospetta che morirà imprenditore poco meno che totale. C&#8217;è un luogo comune che dice che quest&#8217;uomo sia presente in ogni settore di ogni mercato. Non è vero: non produce armi né vaccini; non ha pozzi di petrolio; non fa grandi business con Internet. È fuori dall&#8217;alta politica mondiale insomma, dal giro degli illuminati.. le orecchie che devono hanno già capito, le altre.. ma che glielo dico a fare.</p>
<p>È notizia di questi giorni che abbia querelato Repubblica chiedendo un risarcimento di 1 miliore di Euro per le dieci domande sulla sua relazione con la giovine Noemi Letizia in quanto giudicate retoriche e palesemente diffamatorie e l&#8217;Unità reclamando risarcimenti per un totale 2 milioni di Euro a causa dei numerosi servizi dedicati al frizzante stile di vita sessuale del Presidente del Consiglio.</p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Ma insomma, ormai l&#8217;avete detto e lo sa chiunque e lo ha riconosciuto lui stesso: non è un santo e neanche un beato. Ora, basta. Va bene, si: un uomo di settantatre anni ha copulato con diverse ventenni e magari una di loro aveva diciassette anni e due figure. Di questo, sua moglie Veronica si è arrabbiata molto. Si, ha tradito e senz&#8217;altro ha sbagliato come ha dichiarato senza finora smentire a fare qualche invito alle serate a cui partecipava. Ora che lo sanno proprio tutti, per favore assolviamolo per aver commesso il fatto e non pensiamoci più.</em> Questi pensieri sembrano essere il riassunto ottenuto interpretando i dati statistici della sua popolarità politica che dopo un lieve calo avvenuto proprio durante il nascere del più grande scandalo sessuale italiano di sempre ha ripreso tiepidamente a salire.</p>
<p>In un passaggio dell&#8217;intervista del corriere.it a Niccolo Ghedini, avvocato personale di Silvio Berlusconi: &#8220;Senta, scusi. Ma se io le dicessi che lei un gran porco? Eh? Un gran porco e per giunta, impotente? E lo dicessi a tutti gli italiani? Mi risponda sinceramente: si arrabbierebbe o no?&#8221;</p>
<p>In quanto considerati spiacevoli ed eccessivi in diversi passaggi, gli autori degli articoli dell&#8217;Unità in questione sono stati citati in giudizio e sarà un tribunale civile a decidere.</p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-3993" title="jessica biel di kalumba_joel_ego (da flickr)" src="/wp-content/files/2009/09/jessica-300x224.jpg" alt="jessica biel di kalumba_joel_ego (da flickr)" width="300" height="224" />Per quanto riguarda le dieci domande di Giampiero Martinetti ancora presenti su repubblica.it, sono considerate indegne figlie dell&#8217;arte del dire, oltraggiose, fortemente datate oltre che ritenute colpevoli di costringere la duplice natura dell&#8217;amor sacro e amor profano ad argomento da confessionale.</p>
<p>E allora, perché no? togliamole. E al loro posto mettiamoci l&#8217;ultimo decolté di Jessica Biel oppure l&#8217;articolo: <strong>Berlusconi sei un mafioso? 11 domande al cavaliere per negarlo.</strong> Di Max Parisi, uscito ne La Padania, l&#8217;8 Luglio 1998 ovvero una pagina di storia della politica e del giornalismo d&#8217;Italia che merita ancora e davvero di continuare ad essere letta e dibattuta:</p>
<p><a href="http://http://web.archive.org/web/20000620155012/http://www.lapadania.com/1998/luglio/08/080798p02a1.htm" target="_blank">http://web.archive.org/web/20000620155012/http://www.lapadania.com/1998/luglio/08/080798p02a1.htm</a></p>
<p><a href="http://www.alain.it/2009/04/15/berlusconi-sei-un-mafioso-rispondi-la-padania-1998/" target="_blank">http://www.alain.it/2009/04/15/berlusconi-sei-un-mafioso-rispondi-la-padania-1998/</a></p>
<p>Italiani, alzatevi dal lettone di Putin. Avete altre cose a cui pensare..</p>
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