<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>The Tamarind &#187; Giulia Mezzetti</title>
	<atom:link href="/author/mezzetti/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://thetamarind.eu</link>
	<description>Just another WordPress weblog</description>
	<lastBuildDate>Wed, 30 Jul 2014 07:59:23 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.2</generator>
	<language>it</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Il Piccolo Teatro della Gioia di Montmartre</title>
		<link>https://thetamarind.eu/2011/03/06/il-piccolo-teatro-della-gioia/</link>
		<comments>https://thetamarind.eu/2011/03/06/il-piccolo-teatro-della-gioia/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 06 Mar 2011 11:30:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia Mezzetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Segnalazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Parigi]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://thetamarind.eu/?p=6001</guid>
		<description><![CDATA[Musica, cure  pièces e performances nel più piccolo teatro di Parigi
A due passi da Place Du Tertre e dal Sacro Cuore della Butte Montmarte, hospital  dopo tre anni di chiusura, capsule  riapre le sue porte l’incantevole “Petit Théâtre du Bonheur”, letteralmente “Piccolo Teatro della Gioia”. Mai nome sembra più appropriato per descrivere questa minuscola deliziosa saletta affacciata sulle scale che si inerpicano sulla ripida collina di Montmartre, da Rue des Trois Frères a Rue Berthe.
Si entra al Teatrino già sorridenti, con negli occhi il panorama della Ville Lumière illuminata offerto dagli scorci del quartiere degli artisti,  e, una volta dentro, la gioia di potersi divertire con della vera e semplice arte e l’anima del luogo allargano questo sorriso.
Per dare un’idea delle ridottissime dimensioni della sala, basti sapere che puo’ ospitare comodamente appena una trentina di persone (ma il record è di 43 presenze !), sulle sedie o sui cuscinoni per terra , e che il palcoscenico offre spazio per non più di quattro – cinque persone insieme.
Fu senz‘altro una sfida quella di fare di questo spazio – altrimenti facilmente trasformabile in uno dei mille ristorantini turistici del quartiere – un teatro vero e proprio. Ma la sfida risulta vinta, grazie alle spiritose decorazioni delle pareti e della scena ma soprattutto grazie proprio alle piccole dimensioni, che facilitano il rapido crearsi di un’atmosfera calorosa, intima, distesa, coinvolgente.
Ed è questa intimità che consente un’immediata e spontanea interazione tra il pubblico e chi è sul palco. La prossimità degli artisti e degli spettatori è tale per cui ogni serata evolve diversamente, con il pubblico che viene direttamente coinvolto e diventa parte dello spettacolo ballando, cantando, salendo sul palco – e sfidandone la grandezza !
Il direttore artistico del teatro, Alessandro Berni, vecchia conoscenza delle pagine italiane del Tamarindo, ambisce a far emergere la vocazione più autentica del teatrino, quella della pura improvvisazione. Con degli spettacoli a metà tra il concerto e il cabaret chantant, si dà spazio ad artisti diversissimi di suonare insieme e di dare vita a delle vere jam sessions insieme col pubblico.
Diversi generi sono presenti al Piccolo Teatro della Gioia: dal jazz allo storytelling, dal flamenco al cantautorato. Sul palco si sono infatti esibiti artisti dal riconosciuto valore internazionale come il sassofonista Francesco Bearzatti (Migliore Sassofonista dell’anno per la rivista Musica Jazz nel 2003, 2009 e 2010, ha suonato al fianco di Enrico Rava e Vinicio Capossela) e talenti in fase di affermazione, provenienti da tutte le parti del mondo: l’ucraino Estas Tonne, virtuoso della chitarra, il cantastorie californiano Charlie Crockett, il cantante e polistrumentista senegalese Magou Sambe dalla voce profonda e calda come l’Africa, il tenore italo-francese Marco Avallone, il gruppo jazz partenopeo Guappeccartò, direttamente dalla “frontiera tra la Svizzera e la Tunisia”, gli altrettanto italiani Manuel Baldassare, pittore brut di giorno, cantante grunge di notte, e Elisa Massimelli con le sue percussioni e il suo favoloso mondo.
La programmazione artistica non finisce certo qui. Non ingannino infatti le piccole dimensioni del teatrino: la sala non frena l’ambizione di dedicare un omaggio ai classici della tradizione teatrale europea, come Cechov, Molière e Shakespeare. Grande teatro in miniatura, potremmo definirlo. E dopo essersi misurata con i “mostri sacri” della letteratura teatrale, la programmazione sarà volta all’esplorazione di diverse possibilità creative attraverso la messa in scena di opere inedite.
Per quanto concerne Cechov, attualmente in cartellone da lunedì a venerdì fino all’11 marzo, si tratta della rappresentazione di tre brevi farse o vaudevilles: “Una domanda di matrimonio”, “Tragico suo malgrado”e “L’orso”, per la regia dell’artefice della rinascita creativa del teatro, Alessandro Berni. Tre pièces che tratteggiano, oltre che uno squarcio sulla vita di coppia nella Russia dell’Ottocento, anche una riflessione filosofica sugli intrecci e le dinamiche della vita sentimentale rispetto alle convenzioni sociali. Attore principale delle tre opere è Misha Capnist, altra conoscenza tamarindica, impegnato nella resa dei personaggi ora comici ora tragici del grande autore russo. Accanto a lui, Élodie Derlyn, Alexandra Roth, Jacinthe Ravandison, Stanislas Pastourel, Emma Bernard, Sébastien Brulé. Con intervalli musicali per violino eseguiti da Anna Herbertson e Dimitri Artemenko. Formula perfettamente adatta al luogo, questo gustoso spettacolo di un’ora circa fa parecchio divertire il pubblico con spensieratezza. La rappresenteazione delle pièces di Cechov proseguirà per tutto il mese di marzo, con un’altra compagnia di attori, e continuerà in aprile, ma in inglese.
Di più. Con il proposito di tentare altre vie di sperimentazione e in linea con l’anima eclettica della scena del teatrino,  il palco ospita serate di proiezioni di cortometraggi in cui si raccoglie il meglio dell’attuale produzione di questo campo, e momenti di sketch di burlesque, nonchè performances artistiche in collaborazione con il collettivo di artisti del “59 Rivoli”, gruppo riunito in uno squat – o meglio, “aftersquat” – artistico in un palazzo della centralissima rue de Rivoli. Infine, tango! Il teatro si trasforma in laboratorio di tango tutti i martedí, giovedí e sabato dalle 15:00 alle 18:00.
Quella del Piccolo Teatro della Gioia non vuole essere una forma d’arte elitista, irrigidita nei consueti canoni espressivi. Nella Montmarte invasa dai turisti, dove non rimane che uno sbiadito ricordo della vivacità e del fermento di inizio Novecento, c’è ancora posto per della creatività autentica. Arte: pura, semplice, sincera, spontanea, ingenua, improvvisata, anche imperfetta, ma coinvolgente, sempre nuova e diversa. Questo è  il sogno che il Petit Théâtre du Bonheur vuole realizzare, attraverso l’incontro di arti, di anime, di sensibilità che qui può prendere vita. È una piccola comunità di persone animate dall’entusiasmo di fare e vedere dell’arte insieme, in una piccola scatola di sogni – dal motto del teatro, “The smallest dream maker in the world”.
Petit Théâtre du Bonheur
6, rue Drevet
75018 Paris
(M Abbessess)
+33 (0)6 50 70 26 26
 www.theatredubonheur.com
ptdbonheur@gmail.com  
Pagina Facebook 
 
È inoltre possibile seguire gli spettacoli in streaming. Le riprese live sono accessibili attraverso questo link, gestito dal Presidente dell’associazione Les artistes de Montmartre, Giuseppe Lupo Lupoi, responsabile legale della programmazione del teatro.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="/wp-content/files/2011/03/magou-piccola1.jpg"></a>Musica, <a href="http://genericcialiscoupon.net/" style="text-decoration:none;color:#676c6c">cure</a>  pièces e performances nel più piccolo teatro di Parigi</em></p>
<p><a href="/wp-content/files/2011/03/Petit-theatre-du-bonheur.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6002" src="/wp-content/files/2011/03/Petit-theatre-du-bonheur-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a>A due passi da Place Du Tertre e dal Sacro Cuore della Butte Montmarte, <a href="http://edpills-buyviagra.net/" style="text-decoration:none;color:#676c6c">hospital</a>  dopo tre anni di chiusura, <a href="http://cialis-for-sale-safe.com/" style="text-decoration:none;color:#676c6c">capsule</a>  riapre le sue porte l’incantevole “Petit Théâtre du Bonheur”, letteralmente “Piccolo Teatro della Gioia”. Mai nome sembra più appropriato per descrivere questa minuscola deliziosa saletta affacciata sulle scale che si inerpicano sulla ripida collina di Montmartre, da Rue des Trois Frères a Rue Berthe.</p>
<p>Si entra al Teatrino già sorridenti, con negli occhi il panorama della Ville Lumière illuminata offerto dagli scorci del quartiere degli artisti,  e, una volta dentro, la gioia di potersi divertire con della vera e semplice arte e l’anima del luogo allargano questo sorriso.</p>
<p>Per dare un’idea delle ridottissime dimensioni della sala, basti sapere che puo’ ospitare comodamente appena una trentina di persone (ma il record è di 43 presenze !), sulle sedie o sui cuscinoni per terra , e che il palcoscenico offre spazio per non più di quattro – cinque persone insieme.</p>
<p>Fu senz‘altro una sfida quella di fare di questo spazio – altrimenti facilmente trasformabile in uno dei mille ristorantini turistici del quartiere – un teatro vero e proprio. Ma la sfida risulta vinta, grazie alle spiritose decorazioni delle pareti e della scena ma soprattutto grazie proprio alle piccole dimensioni, che facilitano il rapido crearsi di un’atmosfera calorosa, intima, distesa, coinvolgente.<a href="/wp-content/files/2011/03/Au-Petit-Théâtre-du-Bonheur.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-6003" src="/wp-content/files/2011/03/Au-Petit-Théâtre-du-Bonheur-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p>Ed è questa intimità che consente un’immediata e spontanea interazione tra il pubblico e chi è sul palco. La prossimità degli artisti e degli spettatori è tale per cui ogni serata evolve diversamente, con il pubblico che viene direttamente coinvolto e diventa parte dello spettacolo ballando, cantando, salendo sul palco – e sfidandone la grandezza !</p>
<p>Il direttore artistico del teatro, <a href="/author/berni/" target="_blank"><strong>Alessandro Berni</strong></a>, vecchia conoscenza delle pagine italiane del Tamarindo, ambisce a far emergere la vocazione più autentica del teatrino, quella della pura improvvisazione. Con degli spettacoli a metà tra il concerto e il cabaret chantant, si dà spazio ad artisti diversissimi di suonare insieme e di dare vita a delle vere jam sessions insieme col pubblico.</p>
<p>Diversi generi sono presenti al Piccolo Teatro della Gioia: dal jazz allo storytelling, dal flamenco al cantautorato. Sul<a href="/wp-content/files/2011/03/magou-piccola2.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-6006" src="/wp-content/files/2011/03/magou-piccola2.jpg" alt="" width="170" height="153" /></a> palco si sono infatti esibiti artisti dal riconosciuto valore internazionale come il sassofonista <strong>Francesco Bearzatti</strong> (Migliore Sassofonista dell’anno per la rivista <em>Musica Jazz</em> nel 2003, 2009 e 2010, ha suonato al fianco di Enrico Rava e Vinicio Capossela) e talenti in fase di affermazione, provenienti da tutte le parti del mondo: l’ucraino <strong>Estas Tonne</strong>, virtuoso della chitarra, il cantastorie californiano <strong>Charlie Crockett</strong>, il cantante e polistrumentista senegalese <strong>Magou Sambe</strong> dalla voce profonda e calda come l’Africa, il tenore italo-francese <strong>Marco Avallone</strong>, il gruppo jazz partenopeo <strong>Guappeccartò</strong>, direttamente dalla “frontiera tra la Svizzera e la Tunisia”, gli altrettanto italiani <strong>Manuel Baldassare</strong>, pittore brut di giorno, cantante grunge di notte, e <strong>Elisa Massimelli</strong> con le sue percussioni e il suo favoloso mondo.<a href="/wp-content/files/2011/03/magou-piccola.jpg"></a></p>
<p>La programmazione artistica non finisce certo qui. Non ingannino infatti le piccole dimensioni del teatrino: la sala non frena l’ambizione di dedicare un omaggio ai classici della tradizione teatrale europea, come <strong>Cechov</strong>, <strong>Molière</strong> e <strong>Shakespeare</strong>. Grande teatro in miniatura, potremmo definirlo. E dopo essersi misurata con i “mostri sacri” della letteratura teatrale, la programmazione sarà volta all’esplorazione di diverse possibilità creative attraverso la messa in scena di opere inedite.</p>
<p><a href="/wp-content/files/2011/03/Misha-Capnist-joue-Anton-Tchekhov.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6007" src="/wp-content/files/2011/03/Misha-Capnist-joue-Anton-Tchekhov-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a>Per quanto concerne <strong>Cechov</strong>, attualmente in cartellone da lunedì a venerdì fino all’11 marzo, si tratta della rappresentazione di tre brevi farse o vaudevilles: “Una domanda di matrimonio”, “Tragico suo malgrado”e “L’orso”, per la regia dell’artefice della rinascita creativa del teatro, Alessandro Berni.<strong> </strong>Tre pièces che tratteggiano, oltre che uno squarcio sulla vita di coppia nella Russia dell’Ottocento, anche una riflessione filosofica sugli intrecci e le dinamiche della vita sentimentale rispetto alle convenzioni sociali. Attore principale delle tre opere è <a href="/author/capnist/" target="_blank"><strong>Misha Capnist</strong></a>, altra conoscenza tamarindica, impegnato nella resa dei personaggi ora comici ora tragici del grande autore russo. Accanto a lui, <strong>Élodie Derlyn</strong>, <strong>Alexandra Roth</strong>, <strong>Jacinthe Ravandison</strong>, <strong>Stanislas Pastourel</strong>, <strong>Emma Bernard</strong>, <strong>Sébastien Brulé</strong>. Con intervalli musicali per violino eseguiti da <strong>Anna Herbertson</strong> e <strong>Dimitri Artemenko</strong>. Formula perfettamente adatta al luogo, questo gustoso spettacolo di un’ora circa fa parecchio divertire il pubblico con spensieratezza. La rappresenteazione delle pièces di Cechov proseguirà per tutto il mese di marzo, con un’altra compagnia di attori, e continuerà in aprile, ma in inglese.</p>
<p>Di più. Con il proposito di tentare altre vie di sperimentazione e in linea con l’anima eclettica della scena del teatrino,  il palco ospita serate di proiezioni di cortometraggi in cui si raccoglie il meglio dell’attuale produzione di questo campo, e momenti di sketch di burlesque, nonchè performances artistiche in collaborazione con il collettivo di artisti del “59 Rivoli”, gruppo riunito in uno squat – o meglio, “aftersquat” – artistico in un palazzo della centralissima rue de Rivoli. Infine, tango! Il teatro si trasforma in laboratorio di tango tutti i martedí, giovedí e sabato dalle 15:00 alle 18:00.</p>
<p>Quella del Piccolo Teatro della Gioia non vuole essere una forma d’arte elitista, irrigidita nei consueti canoni espressivi. Nella Montmarte invasa dai turisti, dove non rimane che uno sbiadito ricordo della vivacità e del fermento di inizio Novecento, c’è ancora posto per della creatività autentica. Arte: pura, semplice, sincera, spontanea, ingenua, improvvisata, anche imperfetta, ma coinvolgente, sempre nuova e diversa. Questo è  il sogno che il Petit Théâtre du Bonheur vuole realizzare, attraverso l’incontro di arti, di anime, di sensibilità che qui può prendere vita. È una piccola comunità di persone animate dall’entusiasmo di fare e vedere dell’arte insieme, in una piccola scatola di sogni – dal motto del teatro, “<strong><em>The smallest dream maker in the world</em></strong>”.</p>
<p>Petit Théâtre du Bonheur</p>
<p>6, rue Drevet</p>
<p>75018 Paris</p>
<p>(M Abbessess)</p>
<p>+33 (0)6 50 70 26 26</p>
<p><a href="http:// www.theatredubonheur.com" target="_blank"> <strong>www</strong><strong>.</strong><strong>theatredubonheur</strong><strong>.</strong><strong>com</strong></a></p>
<p><strong>ptdbonheur</strong><strong>@</strong><strong>gmail</strong><strong>.</strong><strong>com</strong><strong> </strong><strong> </strong></p>
<p><a href="http://www.facebook.com/pages/Petit-Theatre-du-Bonheur/131397073571717" target="_blank"><strong>Pagina Facebook</strong></a><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>È inoltre possibile seguire gli spettacoli in streaming. Le riprese live sono accessibili attraverso questo <a href="http://www.ustream.tv/user/glupoi" target="_blank">link</a>,<a href="http://www.google.com/url?q=http%3A%2F%2Fwww.ustream.tv%2Fuser%2Fglupoi&amp;sa=D&amp;sntz=1&amp;usg=AFQjCNHDWOdKnIr2z3OsgdCuh8XQIAJ1rw"></a> gestito dal Presidente dell’associazione <em>Les artistes de Montmartre</em>, Giuseppe Lupo Lupoi, responsabile legale della programmazione del teatro.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://thetamarind.eu/2011/03/06/il-piccolo-teatro-della-gioia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La Giornata Mondiale della Filosofia</title>
		<link>https://thetamarind.eu/2010/11/09/philosophy-day/</link>
		<comments>https://thetamarind.eu/2010/11/09/philosophy-day/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 09 Nov 2010 10:14:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia Mezzetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agenda]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Segnalazioni]]></category>
		<category><![CDATA[filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[UNESCO]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://thetamarind.eu/?p=5740</guid>
		<description><![CDATA[Nel 2002 l’UNESCO ha istituito la “Giornata Mondiale della Filosofia”, cialis  da celebrarsi ogni anno il terzo giovedì di novembre. Quest’anno la Giornata verrà celebrata il 18 novembre.
Dopo il primo anno, check  in cui i festeggiamenti sono avvenuti al quartier generale a Parigi, la Giornata è  stata celebrata di volta in volta in paesi differenti.
Per il 2010 si è deciso che le celebrazioni abbiano di  nuovo luogo a Parigi, dopo che l’Iran si è visto negato il “permesso” di organizzare la Giornata. L’Iran, infatti, si era proposto quest’anno come paese ospitante dell’evento, ma la notizia ha immediatamente suscitato le proteste di intellettuali e filosofi di tutto il mondo, dissidenti iraniani compresi, sollevando di conseguenza un gran polverone diplomatico, tra l’imbarazzo generale e i tentennamenti &#8211; troppi &#8211; dell’UNESCO, che ha effettivamente impiegato molto tempo a valutare l’opportunità di accordare all’Iran l’organizzazione della Giornata.
Era ben immaginabile la strumentalizzazione a scopi propagandistici che il regime iraniano avrebbe potuto fare dell’evento, ma non era solo questo a colpire di una simile proposta. Risultava infatti semplicemente paradossale la sola idea che un paese in cui non esiste libertà di opinione, che perseguita con violenza i propri oppositori  e che vorrebbe la cancellazione dalla carta geografica di altri stati potesse ospitare una manifestazione interamente dedicata a temi come “la reciproca comprensione tra le culture”, “la pace”, “il dialogo interculturale”.
L’edizione 2010 della Giornata, infatti, si inserisce nel quadro dell’ “Anno Internazionale per il Riavvicinamento delle Culture” (2010 &#8211; “International Year for the Rapprochement of Cultures”), sempre promosso dall’UNESCO, e i vari forum, conferenze e workshop che si svolgeranno a Parigi saranno dedicati al tema del dialogo interculturale.  Ad esempio, “Questioni sull’universale e la diversità culturale”, “Ripensare gli intrecci intellettuali, culturali e politici della nozione di «civiltà»”, “L’opera del poeta e filosofo Muhammad Iqbal” sono i titoli di alcuni dei simposi che si terranno.
Degni di nota appaiono però soprattutto un dibattito sul “politicamente corretto”, cui parteciperanno filosofe donne, volto a mettere in discussione l’ipocrisia che spesso si cela dietro la stessa nozione di politically correct (in un’istituzione, l’UNESCO, che sembra essere perfino malata di political correctness), e i vari workshops e café-philo, momenti di scambio informale, in grado forse di attirare di più l’attenzione, di vivacizzare l’atmosfera e per questo di coinvolgere maggiormente il pubblico. A tal proposito, risorsa ancor più interessante potrebbe rivelarsi il forum creato su Facebook, curato da due dottorandi in filosofia, sul quale poter liberamente confrontarsi, dibattere e lanciare temi e questioni fra giovani interessati alla filosofia e al fermento culturale in genere.
Concepita come strumento per far uscire la filosofia dai muri delle università e delle accademie e per avvicinarla, magari per renderla più accessibile, al mondo degli appassionati ma anche della politica, la Giornata avrebbe l’obiettivo di promuovere una riflessione collettiva, attenta e puntuale, sulle sfide poste dal presente, attraverso l’intervento dei filosofi più rinomati così come dei protagonisti della vita politica e civile.
Ci si può chiedere tuttavia se la finalità della Giornata di “rendere più popolare” la filosofia, intento tanto nobile quanto ambizioso, non presenti allo stesso tempo il rischio di scadere nel banale, di semplificare troppo o addirittura di volgarizzare valori e contenuti. Se è vero da un lato che un dibattito tra “semplici” aficionados e intellettuali può effettivamente far aumentare la partecipazione e l’interesse per determinate questioni, dall’altro, lo strumento del social network, croce e delizia dei sociologi, potrebbe rivelare qui ancora una volta le sue potenzialità di arma a doppio taglio.
Il messaggio che ci si augura che la Giornata riesca comunque a trasmettere, al di là del buffet conclusivo e dei sorrisi compiaciuti di fine giornata e con buona pace del regime iraniano, riguarda l’importanza della promozione della filosofia come scuola di libertà, come esercizio del pensiero, come pratica di apertura mentale e di riflessione critica, lucida, vigile.
Per maggiori informazioni:
Pagina Facebook
Sito ufficiale
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-5741" src="/wp-content/files/2010/11/philosophyday2010-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" />Nel 2002 l’UNESCO ha istituito la “Giornata Mondiale della Filosofia”, <a href="http://cialis-for-sale-safe.com/" title="cialis" style="text-decoration:none;color:#676c6c">cialis</a>  da celebrarsi ogni anno il terzo giovedì di novembre. Quest’anno la Giornata verrà celebrata il 18 novembre.</p>
<p>Dopo il primo anno, <a href="http://viagragenericedpills.net/" style="text-decoration:none;color:#676c6c">check</a>  in cui i festeggiamenti sono avvenuti al quartier generale a Parigi, la Giornata è  stata celebrata di volta in volta in paesi differenti.</p>
<p>Per il 2010 si è deciso che le celebrazioni abbiano di  nuovo luogo a Parigi, dopo che l’Iran si è visto negato il “permesso” di organizzare la Giornata. L’Iran, infatti, si era proposto quest’anno come paese ospitante dell’evento, ma la notizia ha immediatamente suscitato le proteste di intellettuali e filosofi di tutto il mondo, dissidenti iraniani compresi, sollevando di conseguenza un gran polverone diplomatico, tra l’imbarazzo generale e i tentennamenti &#8211; troppi &#8211; dell’UNESCO, che ha effettivamente impiegato molto tempo a valutare l’opportunità di accordare all’Iran l’organizzazione della Giornata.</p>
<p>Era ben immaginabile la strumentalizzazione a scopi propagandistici che il regime iraniano avrebbe potuto fare dell’evento, ma non era solo questo a colpire di una simile proposta. Risultava infatti semplicemente paradossale la sola idea che un paese in cui non esiste libertà di opinione, che perseguita con violenza i propri oppositori  e che vorrebbe la cancellazione dalla carta geografica di altri stati potesse ospitare una manifestazione interamente dedicata a temi come “la reciproca comprensione tra le culture”, “la pace”, “il dialogo interculturale”.</p>
<p>L’edizione 2010 della Giornata, infatti, si inserisce nel quadro dell’ “Anno Internazionale per il Riavvicinamento delle Culture” (2010 &#8211; “International Year for the Rapprochement of Cultures”), sempre promosso dall’UNESCO, e i vari forum, conferenze e workshop che si svolgeranno a Parigi saranno dedicati al tema del dialogo interculturale.  Ad esempio, “Questioni sull’universale e la diversità culturale”, “Ripensare gli intrecci intellettuali, culturali e politici della nozione di «civiltà»”, “L’opera del poeta e filosofo Muhammad Iqbal” sono i titoli di alcuni dei simposi che si terranno.</p>
<p>Degni di nota appaiono però soprattutto un dibattito sul “politicamente corretto”, cui parteciperanno filosofe donne, volto a mettere in discussione l’ipocrisia che spesso si cela dietro la stessa nozione di <em>politically correct</em> (in un’istituzione, l’UNESCO, che sembra essere perfino malata di <em>political correctness</em>), e i vari workshops e <em>café-philo</em>, momenti di scambio informale, in grado forse di attirare di più l’attenzione, di vivacizzare l’atmosfera e per questo di coinvolgere maggiormente il pubblico. A tal proposito, risorsa ancor più interessante potrebbe rivelarsi il forum creato su Facebook, curato da due dottorandi in filosofia, sul quale poter liberamente confrontarsi, dibattere e lanciare temi e questioni fra giovani interessati alla filosofia e al fermento culturale in genere.</p>
<p>Concepita come strumento per far uscire la filosofia dai muri delle università e delle accademie e per avvicinarla, magari per renderla più accessibile, al mondo degli appassionati ma anche della politica, la Giornata avrebbe l’obiettivo di promuovere una riflessione collettiva, attenta e puntuale, sulle sfide poste dal presente, attraverso l’intervento dei filosofi più rinomati così come dei protagonisti della vita politica e civile.</p>
<p>Ci si può chiedere tuttavia se la finalità della Giornata di “rendere più popolare” la filosofia, intento tanto nobile quanto ambizioso, non presenti allo stesso tempo il rischio di scadere nel banale, di semplificare troppo o addirittura di volgarizzare valori e contenuti. Se è vero da un lato che un dibattito tra “semplici” aficionados e intellettuali può effettivamente far aumentare la partecipazione e l’interesse per determinate questioni, dall’altro, lo strumento del social network, croce e delizia dei sociologi, potrebbe rivelare qui ancora una volta le sue potenzialità di arma a doppio taglio.</p>
<p>Il messaggio che ci si augura che la Giornata riesca comunque a trasmettere, al di là del buffet conclusivo e dei sorrisi compiaciuti di fine giornata e con buona pace del regime iraniano, riguarda l’importanza della promozione della filosofia come scuola di libertà, come esercizio del pensiero, come pratica di apertura mentale e di riflessione critica, lucida, vigile.<br />
Per maggiori informazioni:</p>
<p><a href="http://www.facebook.com/home.php#!/pages/World-Philosophy-Day/165404373482151" target="_blank">Pagina Facebook</a></p>
<p><a href="http://www.unesco.org/new/en/social-and-human-sciences/themes/human-rights/philosophy/philosophy-day-at-unesco/philosophy-day-2010/" target="_blank">Sito ufficiale</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://thetamarind.eu/2010/11/09/philosophy-day/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
