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(Italiano) ‘a munnezza e ‘a Svezia …

30 March 2008
Published in Attualità
by Roberto Giannella

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7 Responses to “(Italiano) ‘a munnezza e ‘a Svezia …”

  1. Andrea says:

    Caro Roberto, quanto è vero e quanto è amaro il tuo articolo! Capisco perfettamente il tuo imbarazzo, io studio svedese all’università. Inutile dirti quante volte in ogni lezione salta fuori il disperato paragone che facevi tu “Italia-Svezia”, tra noi studenti disillusi e le incredule insegnanti svedesi che, pur vivendo in Italia da diversi anni, ancora non riescono a capacitarsi di come funzioni questo Paese. Abbiamo letto articoli di giornali svedesi che parlano dell’Italia, robe da rabbrividire (come qualsiasi giornale straniero…). E’ proprio una grande amarezza sapere di essere considerati a questa stregua e allo stesso tempo sentirsi inermi perché non riusciamo a reagire per cambiare la situazione. Fa riflettere il fatto che i tuoi amici abbiano detto che in una tale situazione i loro connazionali si sarebbero rivoltati. Chissà perché a noi Italiani questa cosa non riesce di farla.

  2. Anna Gilbert says:

    Stamattina mi chiama per caso un mio amico che da un anno vive a Londra. Senza troppi preamboli gli chiedo: “ma lassù la mangi la mozzarella di bufala?” e lui “sei matta?” e io: “eh, beh..” e lui:”con quello che costa!!!”…
    Arrivo da mia nonna per il pranzo domenicale e passa alla tv la notizia che i Cinesi si rifiutano di mangiare mozzarella di bufala, allora io sgrano gli occhi e mia zia, molto più sarcastica, afferma: “certo! se non è fritta non la mangiano!”. Poi un caciottaro campano continua: “mai esportata una sola mozzarella in Cina”.
    Chi ha ragione? Gli inglesi che si mangiano la prelibatezza campana (ingredientr segreto: diossina)? I Cinesi che friggono anche l’acqua e il cui pollo fa “miao” ma che non vogliono il fior di latte? Difficile da stabilire, intanto aspettiamo…aspettiamo…aspettiamo…come siamo soliti fare, tanto i tempi migliori verrano (forse).

  3. gQ says:

    nei supermercati svedesi ci sono raccoglitori di rifiuti automatici. per ogni lattina/bottiglia buttata si riceve un compenso economico.

  4. Gae says:

    Da campano, nonchè vecchio elettore dell’Unione, sono dell’idea,caro Robbie, che il presidente non si debba dimettere.
    Sappiamo bene che il problema del governatore della campania non è la mancanza di capacità, bensì il grado di collusione con “lo stato delle cose”.
    Lasciare, tirandosi fuori dai giochi, tentando una via di fuga, pensando che un dì potrà fare con sè quello che alla sua giunta non è riuscito con la spazzatura: reciclare!
    E’ questo il lato inquietante della vicenda: prima o poi tornerà a galleggiare! In Campania in fondo, funziona così.
    Sembra un film già visto: a metà tra il gangester movie che potremmo abbientare in irpinia (Ciriaco docet), e una commedia di “caduta e redenzione”, il cui maggiore interprete negli anni è stato sicuramente il giovane Alfonso PS da Salerno.
    Un altro “alter ego” del governatore di Afragola, che non riesca a combattere la gerontocrazia dei Cirino Pomicino, o che continui nell’arte del baratto di voti in cambio di ASL con i vassalli di Ceppaloni, oppure scenda a compromessi con i dioscuri di Acerra e Pianura, non ci serve!
    Che Bassolino si prenda lui un pò di spazzatura ora. Dimettersi sarebbe facile! Prendersi la responsabilità, fino all’ ultimo reportage, sarebbe già qualcosa. Perquè è la responsabilità la qualità a cui sfugge la nostra classe dirigente. Infondo, se la Campania felix non esite più un pò è anche colpa sua.

  5. Matteo Incisa says:

    forse Roberto ha ragione ad associarsi al ‘Reale Sgomento Svedese’ per le condizioni di alcune parti del nostro paese.
    in un articolo scritto più o meno un mese fa per una pubblicazione americana (assai minore!), dove mi era stato chiesto di provare a spiegare come si associano l’immensa ricchezza storico-culturale (e anche industriale) italiana e il suo perenne incasinamento, sono giunto a conclusioni non troppo diverse.
    d’altra parte, forse simili fattacci andrebbero anche inquadrati nel contesto dell’audience che ci ascolta: senza voler sminuire il tuo interlocutore, pretendere che un cittadino di un paese grande due volte il nostro – di cui metà, però, non vede il sole per sei mesi l’anno – per le cui elezioni nazionali sono chiamati a votare un numero di abitanti ineriori a quelli del comune di Roma, possa comprendere un fenomeno dannoso e problematico che ha radici storiche assai risalenti e un ventennio di gestione politica complessivamente indegna… è forse troppo.
    dal rassegnato io, in contesto simile, passo ad essere ‘esclusionista’: Napoli è il luogo che ha generato, nel mondo, tutti gli sereotipi dell’Italia e degli italiani, positivi e terribili. Al momento però quelli terribili sono tali al punto che, per avere un’immagine corretta del paese nel suo complesso, quella città, semplicemente, non deve essere considerata.
    Insomma, abbiamo un cancro ad un rene, non siamo ancora in grado di dire se riusciremo a ’stenderlo’, ma non per questo mi devo considerare già morto a paragone di – per continuare l’immagine – un pigmeo che gode di ottima salute.

  6. Nic says:

    Credo che chiunque abbia avuto contatti con cittadini stranieri sia incorso prima o dopo in una discussione di questo tipo.
    Non è facile spegare l’Italia, specie quando si è i primi a non capire.
    Ho la sensazione che si siano persi in questo paese i fondamenti della civiltà.
    Quando un uomo come Bassolino (che ha dimostrato palesemente la sua incapacità nel gestire questa situazione) non viene costretto a lasciare il suo incarico e anzi, migra televisivamente di programma in programma teorizzando e blaterando su come risolvere il problema, allora si è davvero arrrivati al fondo.
    “Chi sbaglia paga” è una frase che in questa Italietta tragicomica non ha nessun significato.

  7. Marco says:

    buon giorno a tutti,

    io penso che i paragoni andrebbero fatti con Paesi di simile numero di abitanti, infatti una cosa è gestire 4 milioni di persone un’altra 50 milioni e più, poi non và sottovalutata la storia che è passata da un Paese come l’Italia e che ha lasciato un’infinità di etnie diverse che ancora oggi mal si amalgamano.
    In Svezia tutto ciò non è accaduto, questo non per giustificare ma per spiegare da dove nasce l’essere italiani con tutti i pregi (moltissimi ed inviati da tutti, che provano quasi soddisfazione più che rammarico, quando possono criticare questo “unico” Paese).

    Morale, anche la munnezza di Napoli (leggasi Camorra, Mafia ecc.ecc)ha a che fare con la storia che noi abbiamo …. altri no!

    Marco 24 luglio 2008