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“L’ultimo viaggio” di Giovanni Pascoli

28 gennaio 2009
Pubblicato in Segnalazioni
di tdomf_9e53f

Gianluigi Tosto in

“L’ultimo viaggio”

di Giovanni Pascoli

Sabato 14 Febbraio 2009 ore 21
Domenica 15 Febbraio 2009 ore 17

Teatro Comunale di Antella
Via Montisoni 10, cialis Bagno a Ripoli – Antella (FI)
Biglietto intero 12 Euro – Riduzioni 10 Euro

Info 055 621894 (lun-merc-ven ore 16-19)
Prevendita presso il teatro (lun-merc-ven ore 16-19)
e i punti del circuito regionale Box Office

www.gianluigitosto.it

www.archetipoac.it/agenda.htm

Ritorna per noi l’attore Gianluigi Tosto, remedy il rapinoso cantore dei poemi omerici, medicine moderno aedo di un canto visionario che ci riporta sui lidi ellenici a indagare il dramma esistenziale del multiforme eroe di Itaca, Odisseo, mito classico che Giovanni Pascoli rielabora investendolo di una sensibilità nuova, inquieta, di quegli smarrimenti che furono suoi e del suo tempo.

Così Odisseo, “conoscitor degli uomini”, che sa il mare, tutte le astuzie e le violenze della vita, non sa appagarsi della quieta serena delle splendide stanze, dei dolci affetti. La sua sete di sapere, mai spenta, lo spinge, ancor che canuto e stanco, ad una domanda estrema, il perché dell’esistenza, il senso e il fine del vivere.

La sua è una “recherche” di luoghi e tempi lontani, un viaggio a ritroso fra creature e atmosfere che lo hanno visto nella pienezza della vigoria fisica, lui corridor del mare, tessitor d’inganni.

Odisseo ritorna al mare a risognare il suo sogno giovanile:

“…..e l’inquieto mare,

mare infinito, fragoroso mare

su la duna lassù lo riconobbe

col riso innumerevole dell’onde.”

Torna alle selve boscose della maga Circe, all’antro pauroso del Ciclope, all’isola selvaggia delle capre ma i luoghi sono muti, la realtà sfuggente.

E’ possibile che tutto ciò non sia mai stato, assorbito nel Nulla, pura inesistenza? Tutto già passato, dimenticato, non saputo, non nominato neanche.

E allora, quale il fine, quale il senso stesso del vivere? L’eroe “molto vissuto”, moderno ulisside, lo chiederà alle Sirene, libero dalle corde che in gioventù lo trattennero legato all’albero della nave, con tutto sé stesso teso nella domanda estrema: “Ditemi almeno chi sono io! chi ero!” domanda che si infrange sugli scogli fra i rottami della nave nera.

Questo il “viaggio” che l’attore Gianluigi Tosto presenta al suo pubblico che lo ha seguito nella suggestione dei poemi omerici e a chi voglia seguirlo in questa nuova prova che emoziona per la potenza evocativa di una tessitura che intreccia fra loro motivi spirituali e musicali, per la fascinazione della voce, per il linguaggio del corpo.

Una prova che si pone come espressione della maturità di un artista che ama definirsi “un solitario”, prova difficile di chi vuole sempre misurarsi con le categorie del Bello e del Vero, come sfida alla grigia palude del nostro tempo.

Alessandra Povia Valdimiro



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