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Un bocconiano a Rabat

24 febbraio 2008
Pubblicato in Attualità
di Riccardo Marvaldi

Intervista a Riccardo Marvaldi sulla sua esperienza di vita e lavoro a Rabat

Perché hai scelto di effettuare un tirocinio presso l’UNIDO di Rabat?
Il fascino esotico della destinazione e l’opportunità di lavoro con le Nazioni Unite sono state i fattori decisivi nella scelta del tirocinio. L’UNIDO, nurse l’agenzia dell’ONU specializzata nella promozione dello sviluppo industriale, illness era quello che cercavo: un’opportunità per mettermi alla prova, viagra per lavorare a qualcosa di davvero utile, per rendermi conto di realtà e problemi che fino a quel momento avevo visto soltanto tra le righe di un libro.

Rabat

Come hai ottenuto il tirocinio?
Tramite la mia vecchia università, la Bocconi. Ho fatto richiesta all’Ufficio Stage Internazionali, che mi ha messo in contatto con gli uffici UNIDO a Rabat ed a Tunisi. Dopo qualche settimana ho ricevuto le conferme della disponibilità e ho deciso, ben consigliato, di partire per la capitale marocchina.

Cosa ti aspettavi da questo tirocinio?
Innanzitutto un’esperienza nuova. In primis a livello personale, per capire se la vita all’estero facesse davvero per me, se fossi davvero in grado di sostenere quotidianamente una diversa realtà. Inoltre sentivo il bisogno di completare e finalizzare la mia preparazione universitaria, provando a lavorare ad un progetto concreto.

Le tue aspettative sono si sono verificate?
Sì, sotto ogni punto di vista. Non dimenticherò mai le coloratissime città medievali dell’Atlante, la rossa Marrakech e gli odori e sapori dei Souk nella Medina. Ma è soprattutto dal punto di vista professionale che l’esperienza è stata di gran lunga superiore alle mie attese. Infatti, sono riuscito ad acquisire un’indipendenza quasi totale ed un buon grado di responsabilità, tanto da potermi spacciare per funzionario ONU a tutti gli effetti… Una bella sensazione, certo, ma anche un senso di frustrazione, specie quando i funzionari del governo marocchino mi chiedevano di fare qualcosa in più per aiutare, fiduciosi che io potessi davvero fare qualcosa. E mi sarebbe piaciuto davvero.

Quali sono i ricordi migliori di questa esperienza marocchina?
È stata un’esperienza davvero unica, sotto tutti i punti di vista. Innanzitutto la città, piccola ed accogliente, così marocchina nella contrapposizione tra la parte antica (la Medina e la bellissima Kasba) e quella occidentale, più funzionale e moderna. Poi i Marocchini, popolo singolarmente ospitale e complesso, schiacciato da stereotipi e problemi, ma proiettato verso la modernità. Infine, ma non meno importante, lo splendido ambiente nella mia unità: il rapporto con i miei colleghi era magnifico anche al di fuori dell’orario d’ufficio. Tra feste, piccoli viaggi ed attenzioni si sono adoperati tutti quanti per accogliermi al meglio, ed integrarmi il più possibile nella realtà “rabatienne”.

Quali invece i ricordi peggiori?
Unica pecca il rapporto con la burocrazia marocchina: per allungare il mio visto di 10 giorni ho dovuto firmare una serie infinita di documenti, trattare (o meglio mercanteggiare) con ottusi funzionari di polizia, rappresentanti di un’oppressiva e clientelare amministrazione della giustizia, piccoli burocrati e signorotti del timbro. Risultato: arrestato all’aeroporto di Marrakech per violazione sulle regole dell’immigrazione, con i miei genitori allibiti e già pronti a salire sull’aereo pronto a rimpatriarci. Evidentemente erano terrorizzati dall’eventualità che io potessi essere un immigrato clandestino…

Ti piacerebbe lavorare in questa organizzazione?
Assolutamente sì, sarebbe un lavoro interessantissimo, in un’agenzia dinamica, con un raggio d’azione globale, tra sedi africane, europee, asiatiche ed americane. Probabilmente, se avessi davvero la possibilità di lavorare per l’UNIDO, farei domanda per un ufficio diverso, magari proprio in Asia o Sudamerica, ma solo per vedere un’altra piccola fetta di mondo…

Consiglieresti ai tuoi coetanei di effettuare questo tirocinio?

Sicuramente. Partite, scoprite un Paese magico, così vicino e distante allo stesso tempo, abitato da gente meravigliosa. E non vi preoccupate, troverete una comunità internazionale accogliente, molto giovane e disponibile. E se pensate che anche l’ambiente in ufficio e splendido, conviene davvero abbandonare i rigori dell’inverno italico per i più miti lidi africani!



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