AttualitàOpinioniSegnalazioniDossierNausicaa LabAssociazione CulturaleEventi

Il fascino dell’Argentina

11 luglio 2009
Pubblicato in Attualità
di Francesco Belcastro

bandera_argentinaPremessa ai lettori: questo non è un articolo di viaggio, viagra bensì una lettera d’amore. Come tutte le lettere d’amore che si rispettino è una incoerente collezione di pensieri e sentimenti.

E’ difficile spiegare perché alcuni posti riescano a colpire la nostra immaginazione, ad entrarci prepotentemente popolando le nostra fantasie di viaggiatori . La mia infatuazione per l’Argentina è forse nata quando, da bambino, seguivo le gesta dei suoi grandi calciatori, da Caniggia a Batistuta fino ovviamente al grandissimo Diego Armando. E’ poi cresciuta con le magiche storie che sentivo raccontare o leggevo, storie di caudilli e di gauchi, di anarchici e ballerine di tango.  Un paese da cui ero incredibilmente attratto, che sentivo di dover conoscere.
“E tu che sai, di Buenos Aires?”. Quando Manuel Vazquez Montalban decise di spedire Pepe Carvalho nella capitale argentina, gli diede come compagna di viaggio questa domanda. Ripetutagli da amici ed estranei, suscitava sempre la stessa risposta:”Tango,Desaparecidos e Maradona”.   Sul volo per Buenos Aires mi accorsi che anche io, come il celebre ispettore catalano, conoscevo dell’Argentina e della sua capitale solo gli stereotipi che le erano stati cuciti addosso. Con gli anni l’Argentina era diventata per me  un “luogo immaginario” che forse niente aveva a che vedere con la vera Argentina. Le mie aspettative erano così alte che il mese seguente rischiava di trasformarsi in una grossa delusione, ed invece questo grande paese riuscì a sorprendermi e farmi innamorare.

Un mese non è certo abbastanza per visitare un paese così vasto, ma è certamente sufficiente per conoscere almeno  un pò una città, una nazione, la sua gente. Se è vero che l’Argentina è un paese di contrasti, potrò forse spiegare il mio amore per questo paese raccontando due Argentine tra le tante che esistono, forse due tra le più distanti tra loro: la capitale ed il Nord-Est Andino.

Buenos Aires è per me una città incredibile. Bella, malinconica, maestosa e al tempo stesso intima.  Certo, e’ la città del tango, del Boca e del River, la citta delle madri di Plaza de Mayo.  Ma Buenos Aires è molto di più. Buenos Aires è una città europea, o forse una città italiana. Buenos Aires è una città sudamericana.  Buenos Aires è una citta moderna. Buenos Aires è una città affascinantemente attempata.  Buenos Aires è una città mitica, dove è meraviglioso passare giornate intere sulle tracce di storie vere o nate dalla penna dei grandi scrittori che la hanno narrata. Ma Buenos Aires è anche realtà, sostanza dietro la sua letteraria irrealtà. Buenos Aires è la sua gente, i suoi profumi, i suoi colori, i suoi quartieri uno così diverso dall’altro. La capitale argentina è una città che merita di essere visitata senza fretta, a passo lento. Passeggiare per San Telmo, attraversare le sue stradine fino a giungere a Plaza Dorrego, centro della vita di questa parte di città. O visitare il cimitero monumentale nel quartiere di Recoleta, vero museo di storia argentina dove riposano tutti i grandi protagonisti della storia di questo paese, per poi spostarsi nella trendy e modaiola Palermo Vejo. E poi ancora il Microcentro, cuore pulsante della metropoli, la pittoresca Boca dove sorge la Bombonera, leggendario stadio del Boca Juniors, uno dei club calcistici più  titolati al mondo (fondato ad inizio ‘900 da un gruppo di immigrati genovesi). Buenos Aires è una città dove perdersi, dove fermarsi a curiosare, parlare, scoprire.

L’Argentina è però molto di più. Buenos Aires ne è si il centro politico e culturale, ma è al tempo stesso un concetto distante e sfumato nelle regioni più remote del paese . E niente è più remoto – culturalmente se non geograficamente – del Nord-est del paese, la regione al confine con la Bolivia. Una regione finita in Argentina forse per caso, così spiccatemente andina e così poco corrispondente alla definizione di Argentina come paese più Europeo del Sudamerica. Salta “la linda” (la bella) è la città più importante di questa regione e merita pienamente il titolo che le è stato attribuito, coi palazzi in stile coloniale e le belle chiese. Salta ha la vivacità tipica dei crocevia, dei luoghi di scambio. Da qui partono gli autobus che portano i visitatori a Nord, vicino al confine con la Bolivia. Terra di Indios con la tipica foglia di coca in bocca, gente semplice e sorridente, ospitale e calorosa. Terra di una natura dura ma bellissima, polvere e cactus e paesini. Il monoteismo ed il paganesimo si incontrano nelle meravigliose bianche chiesette situate al centro di ogni villaggio, templi di un cattolicesimo diverso – tutto andino. Luoghi dove la eco della tumultuosa storia di questo paese si avverte appena, lontana ed estranea alla vita tranquilla dei paesini e dei loro abitanti.  Luoghi dove è pero vivo e presente il retaggio culturale del Sud America pre-colonizzazione, dove l’influenza europea ha affiancato (e non spazzato via) ciò che vi era prima.

Queste due Argentine così diverse, il centro e la periferia, la capitale e la provincia, convivono con altre mille Argentine diverse tra loro. L’incessante propaganda nazionalista non ha certo cancellato la varietà culturale di un paese che storia e geografia hanno voluto ricco e diverso. L’Argentina non delude certo chi cerca in lei “Tango, Maradona  e Desaparecidos”, ma sa stupire chi ha voglia e tempo di esplorarla con i suoi mille volti.



One Response to “Il fascino dell’Argentina”

  1. Antea scrive:

    Si parla poco del ‘mal d\’america latina’. Per quelli come noi affetti non v\’è rimedio alcuno, solo il continuo desiderio di una partenza.
    Quando ci trasferiamo?