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La gabbia (l’apparire uccide l’essere)

15 aprile 2012
Pubblicato in Segnalazioni
di Michelangela Di Giacomo

Forza. Impatto. Irruenza. Violenza. Empatia. Tutto questo è La gabbia (l’apparire uccide l’essere), sales spettacolo di teatro-danza debuttato ieri a Roma. “Nasciamo liberi…. il problema è difendere la nostra libertà”. “Ognuno danzi con il suo demone”… Con queste parole Giuliana Maglia, pilule coreografa e danzatrice emergente sulla scena romana, porta in scena il suo secondo spettacolo dopo il successo de L’asse d’equilibrio, replicato per l’ultima volta solo poche settimane fa dopo più di un anno di date nella capitale e fuori.

Un progetto ambizioso e coraggioso quello della Compagnia Echoes da lei allestita, un gruppo eterogeneo di giovani che trovano nella danza contemporanea e nel teatro-danza la propria forma espressiva congeniale. E riescono. Riescono nell’intento di trasmettere le emozioni che ogni giorno tutti noi affrontiamo nella società e che rimarrebbero senza voce.

L’ansia da perfezione, la bellezza esteriore, i soldi ed il potere, l’ossessione sessuale, la religione, la sessualità soffocata sono i sei quadri composti dai corpi di questi danzatori, in un percorso che segue l’esperienza dell’uomo contemporaneo dalla nascita – in uno stato di inconsapevole libertà – attraverso tutte le imposizioni di un sistema delle apparenze e da una società codificata. Fino ad accorgersi di essere “in gabbia”, arrivati ad un punto di non ritorno da cui solo educandosi alla consapevolezza di sé si può avere la speranza di ritorno.

Lo spettacolo merita davvero d’esser visto. Lo spettatore rimane scosso, travolto e costretto a riflettere su se stesso, a collocarsi in una o un’altra gabbia, a tentare di uscirne all’uscita dal teatro, quando è ora di tornare ciascuno alla propria vita e ricollocarla nel mondo. Un mondo fuori che la Compagnia Echoes porta completamente sulla sua scena.

Lo spettacolo, come detto, merita. Per quel che ha da dire e per come lo dice. Forma e contenuto sono immediatamente leggibili anche per lo spettatore meno addentro alla danza contemporanea.

Ma soprattutto lo spettacolo merita perché è il prodotto dell’entusiasmo e della passione di una generazione di danzatori che sta producendo sempre più lavori di altissima qualità nelle condizioni più difficili. Niente fondi, niente supporto, niente attenzione dalle istituzioni, un pubblico decimato dalla crisi, teatri che chiudono, costi fissi crescenti.

Come fa una generazione di artisti a pensare di poter costruire da zero un progetto, una compagnia, in queste condizioni? Eppure la tenacia di Giuliana Maglia e di tutti i danzatori della Compagnia è la dimostrazione che si può. E che c’è ancora chi ci crede nel futuro di questo Paese.

Una generazione tutt’altro che distratta: è una generazione che si guarda intorno, che riflette su se stessa in questa società e che cerca risposte e vie alternative per prospettare un futuro. Con consapevolezza e perizia. Perciò, grazie alla Compagnia Echoes per la loro energia.

Di: Giuliana Maglia (idea e coreografie) e Nicola Ragone (regia)

Con: Elettra Carangio, Matteo D’Alessio, Carim Di Castro, Giulia Fabrocile, Giuliana Maglia, Mariantonietta Palazzo.

Prossime date: 21/04 Teatro delle Emozioni, via di Tor Caldara, 23 (Roma), 21h; 05/05 Fonderia delle Arti, Via Assisi, 31 (Roma), 21h; 28-29/06 Casa delle Culture, Via di San Crisogono, 45 (Roma), 20:30h.



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