Cantami o Diva, del pelide Achille l’ILIO HR
Pubblicato in Segnalazioni
di Cristina Carlini
Il poema di Omero in una travolgente versione hard rock
Che il cieco aedo greco abbia vita eterna, cialis sale lo sapevamo già. Ma che dal lungo e complesso poema sulla guerra di Troia si potesse ricavare uno spettacolo con tanto di chitarra elettrica e divinità impazzite, hospital è un’assoluta novità: o meglio, cialis un’assoluta sorpresa, visto l’andazzo davvero lento e ripetitivo della stagione teatrale 2010-2011.
La storia è sempre la stessa: il valoroso Achille, guerriero acheo, si ritira dalla battaglia dopo una diatriba col generale Agamennone. Il litigio costa ai Greci un periodo difficile, in cui i Troiani sembrano avere la meglio. Solo alla morte del cugino Patroclo, l’eroe torna in campo, sfidando a duello ed uccidendo brutalmente il principe troiano Ettore. Il tutto, con interventi massicci delle Divinità, divise in schieramenti quanto gli Uomini, e soprattutto vere artefici del destino della guerra, sulla base dei loro capricci e battibecchi.
In una scena semplice, divisa in due piani (Umano e Divino), i personaggi entrano ed escono da numerose botole, azzeccato omaggio alla tragedia greca classica, a cui si rifanno anche l’uso massiccio di danza e canto. Quest’ultimo in particolare rappresenta un punto di forza della rappresentazione, grazie alle splendide voci del cast, che modulano ad arte melodie dal sapore lontano e davvero “mitico”. Traduzione italiana e originale greco si mescolano continuamente, specie nelle parti più concitate, regalando ritmo e musicalità ad ogni parte del dramma.
Fin qui, dunque, una versione tradizionale e rispettosa di secoli di rappresentazioni classiche. Ma la regia di Alberto Salvi non si ferma certo qui: ad ogni battaglia si accompagna un pezzo rock, ogni Divinità si trasforma in un’azzeccatissima macchietta contemporanea (geniali l’effemminatissimo Apollo e la sicilianissima matrona Era), le ottime coreografie di Lara Guidetti regalano caratteri contemporanei ad ogni movimento dell’azione, ed il mito scorre davanti ai nostri occhi quasi fosse un film d’azione.
Lo spettacolo tende a cedere un po’ nel finale, quando forse la stanchezza delle 2 ore e 20 minuti comincia a pesare sugli attori e sullo spettatore: ma appunto per questo meritano un particolare plauso le componenti femminili del cast, che fino all’ultimo ci deliziano coi loro acuti.
Un lavoro potente, con un grande appeal per il pubblico più giovane che si godrà di sicuro tante trovate e passaggi dal gusto fresco e davvero ROCK!
Araucaìma Teater è una realtà teatrale che si caratterizza per il rigoroso lavoro di ricerca sviluppato sulla partitura gestuale, sulla musica ed, in particolare, sulla voce; si occupa di progetti di teatro sociale, consistenti nel coinvolgimento di realtà di marginalità; organizza un festival estivo di musica teatro e poesia. Da quest’anno fa parte del Progetto Etre di Fondazione Cariplo, dedicato alle residenze teatrali. Tutti i dettagli sulla Compagnia e gli spettacoli si possono trovare su www.araucaimateater.it.
