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Danzando in “Prima persona”

27 ottobre 2009
Pubblicato in Opinioni, Segnalazioni
di Cristina Carlini

danzandoIn uno spazio nero, sick un uomo e una donna corrono. Non si può far altro che correre, ampoule al giorno d’oggi, unhealthy si deve correre, arrivare primi, qualificarsi, non dimenticarsi mai che mentre ci si ferma, altri ci superano.

Parte da quest’immagine “Prima persona”, la nuova produzione della Compagnia Sanpapiè, che continua il suo percorso di ricerca sui temi dell’incontro e della comunicazione fra il teatro e le persone, stavolta prendendo una posizione, una responsabilità, correndo il rischio di essere giudicati, cercando di raccontare il tempo in cui si vive senza usare un “noi” che è molto più alibi che collettività.

Parlando, appunto, in Prima Persona.

Ad incarnare questo “io” sono Lara Guidetti, coreografa e co-fondatrice della Compagnia, e Francesco Pacelli, danzatore: in scena su una struttura metallica troviamo Marcello Gori, musicista, mentre la drammaturgia è firmata dall’altro cardine di Sanpapiè, Sarah Chiarcos.

Che Lara Guidetti e la sua straordinaria qualità di movimento potessero incantare, è cosa nota per chi l’ha vista in scena: ma l’incontro con Francesco Pacelli dona a questo spettacolo una potenza espressiva ulteriore. L’intenso accordo fra i due danzatori cattura l’attenzione sin dalle prime battute musicali e facile è l’identificazione con i due corpi continuamente oppressi e affaticati dai ritmi e le necessità del contemporaneo. Recitazione e coreografia si alternano con fluidità, e sebbene non ci sia una “narrazione” vera e propria, lo spettacolo risulta estremamente chiaro al pubblico in tutti i suoi passaggi e significati (merito non da poco nel panorama del teatrodanza nazionale).

I Sanpapiè sono di ritorno dal Fringe Festival di Edimburgo, e si vede. Dalla tensione dei corpi, all’espressività sempre centrale ed intensa; dall’aderenza della musica elettronica in live, al dialogo buffo ed inquietante sulle “cose vive e cose morte”; dall’immagine della corsa sino alla “trasformazione” in cui i protagonisti si spogliano dei vestiti che li imprigionano al quotidiano per raggiungere un nuovo status di libertà e indentità della persona. Tutto ci fa capire come la Compagnia abbia tenuto le antenne ben tese durante il soggiorno estero, pronta ad assorbire tutti quei caratteri e quelle suggestioni che provengono dalla grande danza contemporanea internazionale (o, meglio, da quello che all’estero è chiamato più propriamente “dance and physical theater”).

“Prima Persona” è un prodotto di grande qualità, pronto per confrontarsi con i grandi palcoscenici nazionali e non: ma resta soprattutto un’ora in cui tuffarsi con i danzatori in un mondo di “crisi, ansie, paure e d’amore”, per poi riemergerne, si spera, con una consapevolezza diversa. E migliore.

 

Sanpapiè nasce nel 2007, e ha all’attivo già altre tre produzioni. La Compagnia, all’interno del trio PUL, fa parte del Progetto Etre di Fondazione Cariplo, dedicato alla residenzialità teatrale.



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