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‘a munnezza e ‘a Svezia …

30 marzo 2008
Pubblicato in Attualità
di Roberto Giannella

Mi trovo a Londra per qualche giorno di vacanza. Proprio l’altra sera ho avuto il piacere di rivedere un mio ex-coinquilino – ho infatti vissuto qui in Inghilterra per un anno – in occasione del suo venticinquesimo compleanno. Alla festa c’erano tanti ragazzi e non poche ragazze, provenienti da ogni parte del mondo: Svezia, Brasile, Germania, Francia, tanto per citare solo alcuni dei principali Paesi di provenienza degli ospiti.

Non è una novità questa, per chi conosce Londra: la City infatti è sempre stata un crogiolo di genti diverse, questo è il suo tratto peculiare e uno dei motivi per cui Londra è famosa nel mondo.

Alla festa c’erano un paio di volti noti, amici di vecchia data che non hanno esitato a chiedermi come vanno le cose a Roma, ma soprattutto non hanno perso l’occasione per cercare di capire perché ultimamente si parli tanto di Napoli e dei suoi rifiuti.

camion


Facile immaginare il mio imbarazzo. Le domande dei miei interlocutori avevano un tono che non stento a definire basito. Una ragazza brasiliana di madre francese mi ha chiesto quale fosse davvero la situazione in Campania.

Pensava infatti che i media britannici avessero gonfiato il problema.

Mi è stato chiesto se dopo le dimissioni dei responsabili politici locali fosse vagamente migliorata la situazione.

Non mi voleva credere quando le ho detto che erano ancora tutti al loro posto.

Non si è dimesso proprio nessuno.

Lo sguardo di Oskar, baldo giovane svedese, ha lasciato intendere quali fossero i suoi pensieri, in particolare quando mi ha chiesto se pensassi anch’io che far partire per la Germania i treni carichi di immondizia fosse la soluzione al problema.

Ho cercato – invano, ahimè – di far capire ai miei interlocutori che il problema dei rifiuti non nasce oggi in Campania. C’è da diversi anni, ormai. Assieme alla tragedia dei rifiuti c’è la piaga della Mafia, che in Campania prende il nome di Camorra, altro fenomeno che all’estero non si riesce a comprendere.

Lo stupore dei partecipanti alla festa deriva dal fatto che l’Italia è considerata la settima potenza industriale al mondo, ma che non è in grado di debellare le associazioni malavitose, che peraltro hanno un nome peculiare in ciascuna delle principali regioni del Mezzogiorno – Mafia in Sicilia, `Ndrangheta in Calabra, Sacra Corona Unita in Puglia e Camorra in Campania. Altro fatto sconcertante questo per chi ha passaporto svedese.

Ho tentato di spiegare agli ospiti – non senza difficoltà – che non è facile sconfiggere le associazioni criminali quando in Parlamento ci sono esimi rappresentanti dei cittadini che hanno condanne per mafie – talvolta addirittura passate in giudicato.

Questo è stato il momento più imbarazzante.

Lo svedese ha sorriso sarcasticamente, informandomi del fatto che nel suo Paese, se viene anche solo adombrato il sospetto che un membro del Parlamento abbia commesso un qualsiasi illecito di rilevanza penale, è lui stesso il primo a dimettersi. Ben prima della fase istruttoria. Altro che la condanna penale arrivata al terzo grado di giudizio…

Lo sapevo già, ma ho fatto finta di niente.

L’esatto contrario di quello che succede in Italia, in altre parole.

Altra cosa che all’estero non si comprende sono gli scontri polizia – manifestanti. Tutti i presenti erano inizialmente solidali nei confronti di chi vedevano manifestare, perché pensavano che protestassero per chiedere strade pulite e discariche efficienti. Incontenibile è stato lo sdegno quando ho rivelato che in realtà si trattava di proteste collettive organizzate dalla cittadinanza al fine di non costruire o far riaprire discariche preesistenti.

Alcuni particolari ho evitato di menzionarli, per non essere deriso ulteriormente.

Avrei infatti potuto dire che le vie dove abitano gli amministratori campani sono mantenute nel più rispettabile decoro dagli operatori ecologici, mentre il resto della città è nel più completo degrado.

Ho taciuto inoltre il fatto che a Posillipo, chissà perché, del problema rifiuti non si sente nemmeno parlare.

Dopo diversi mesi il centro di Napoli singhiozza, mentre la periferia è ancora sommersa da tonnellate di munnezza. La situazione stenta a tornare alla normalità.

È indispensabile una nuova classe dirigente, di persone efficienti che abbiano senso dello Stato, in grado di assumersi la responsabilità di risolvere i problemi dei cittadini.

È necessario aprire una stagione politica nuova, non a parole, ma nei fatti.

Pena il declino della nostra Nazione.

Posso assicurare che fa male sentirsi deridere per l’incompetenza della nostra classe dirigente – specie per chi, come me, è orgoglioso e felice di essere Italiano, nonostante tutto.

I miei amici tedeschi e l’unico suddito del re di Svezia presenti alla festa sono stati unanimi nel dire che, se qualcosa di vagamente simile fosse successo nei loro Paesi, ci sarebbe stata una sollevazione popolare.

Ho risposto loro che quello che è successo a Napoli poteva accadere solo in Italia.



7 Responses to “‘a munnezza e ‘a Svezia …”

  1. Andrea scrive:

    Caro Roberto, quanto è vero e quanto è amaro il tuo articolo! Capisco perfettamente il tuo imbarazzo, io studio svedese all’università. Inutile dirti quante volte in ogni lezione salta fuori il disperato paragone che facevi tu “Italia-Svezia”, tra noi studenti disillusi e le incredule insegnanti svedesi che, pur vivendo in Italia da diversi anni, ancora non riescono a capacitarsi di come funzioni questo Paese. Abbiamo letto articoli di giornali svedesi che parlano dell’Italia, robe da rabbrividire (come qualsiasi giornale straniero…). E’ proprio una grande amarezza sapere di essere considerati a questa stregua e allo stesso tempo sentirsi inermi perché non riusciamo a reagire per cambiare la situazione. Fa riflettere il fatto che i tuoi amici abbiano detto che in una tale situazione i loro connazionali si sarebbero rivoltati. Chissà perché a noi Italiani questa cosa non riesce di farla.

  2. Anna Gilbert scrive:

    Stamattina mi chiama per caso un mio amico che da un anno vive a Londra. Senza troppi preamboli gli chiedo: “ma lassù la mangi la mozzarella di bufala?” e lui “sei matta?” e io: “eh, beh..” e lui:”con quello che costa!!!”…
    Arrivo da mia nonna per il pranzo domenicale e passa alla tv la notizia che i Cinesi si rifiutano di mangiare mozzarella di bufala, allora io sgrano gli occhi e mia zia, molto più sarcastica, afferma: “certo! se non è fritta non la mangiano!”. Poi un caciottaro campano continua: “mai esportata una sola mozzarella in Cina”.
    Chi ha ragione? Gli inglesi che si mangiano la prelibatezza campana (ingredientr segreto: diossina)? I Cinesi che friggono anche l’acqua e il cui pollo fa “miao” ma che non vogliono il fior di latte? Difficile da stabilire, intanto aspettiamo…aspettiamo…aspettiamo…come siamo soliti fare, tanto i tempi migliori verrano (forse).

  3. gQ scrive:

    nei supermercati svedesi ci sono raccoglitori di rifiuti automatici. per ogni lattina/bottiglia buttata si riceve un compenso economico.

  4. Gae scrive:

    Da campano, nonchè vecchio elettore dell’Unione, sono dell’idea,caro Robbie, che il presidente non si debba dimettere.
    Sappiamo bene che il problema del governatore della campania non è la mancanza di capacità, bensì il grado di collusione con “lo stato delle cose”.
    Lasciare, tirandosi fuori dai giochi, tentando una via di fuga, pensando che un dì potrà fare con sè quello che alla sua giunta non è riuscito con la spazzatura: reciclare!
    E’ questo il lato inquietante della vicenda: prima o poi tornerà a galleggiare! In Campania in fondo, funziona così.
    Sembra un film già visto: a metà tra il gangester movie che potremmo abbientare in irpinia (Ciriaco docet), e una commedia di “caduta e redenzione”, il cui maggiore interprete negli anni è stato sicuramente il giovane Alfonso PS da Salerno.
    Un altro “alter ego” del governatore di Afragola, che non riesca a combattere la gerontocrazia dei Cirino Pomicino, o che continui nell’arte del baratto di voti in cambio di ASL con i vassalli di Ceppaloni, oppure scenda a compromessi con i dioscuri di Acerra e Pianura, non ci serve!
    Che Bassolino si prenda lui un pò di spazzatura ora. Dimettersi sarebbe facile! Prendersi la responsabilità, fino all’ ultimo reportage, sarebbe già qualcosa. Perquè è la responsabilità la qualità a cui sfugge la nostra classe dirigente. Infondo, se la Campania felix non esite più un pò è anche colpa sua.

  5. Matteo Incisa scrive:

    forse Roberto ha ragione ad associarsi al ‘Reale Sgomento Svedese’ per le condizioni di alcune parti del nostro paese.
    in un articolo scritto più o meno un mese fa per una pubblicazione americana (assai minore!), dove mi era stato chiesto di provare a spiegare come si associano l’immensa ricchezza storico-culturale (e anche industriale) italiana e il suo perenne incasinamento, sono giunto a conclusioni non troppo diverse.
    d’altra parte, forse simili fattacci andrebbero anche inquadrati nel contesto dell’audience che ci ascolta: senza voler sminuire il tuo interlocutore, pretendere che un cittadino di un paese grande due volte il nostro – di cui metà, però, non vede il sole per sei mesi l’anno – per le cui elezioni nazionali sono chiamati a votare un numero di abitanti ineriori a quelli del comune di Roma, possa comprendere un fenomeno dannoso e problematico che ha radici storiche assai risalenti e un ventennio di gestione politica complessivamente indegna… è forse troppo.
    dal rassegnato io, in contesto simile, passo ad essere ‘esclusionista’: Napoli è il luogo che ha generato, nel mondo, tutti gli sereotipi dell’Italia e degli italiani, positivi e terribili. Al momento però quelli terribili sono tali al punto che, per avere un’immagine corretta del paese nel suo complesso, quella città, semplicemente, non deve essere considerata.
    Insomma, abbiamo un cancro ad un rene, non siamo ancora in grado di dire se riusciremo a ’stenderlo’, ma non per questo mi devo considerare già morto a paragone di – per continuare l’immagine – un pigmeo che gode di ottima salute.

  6. Nic scrive:

    Credo che chiunque abbia avuto contatti con cittadini stranieri sia incorso prima o dopo in una discussione di questo tipo.
    Non è facile spegare l’Italia, specie quando si è i primi a non capire.
    Ho la sensazione che si siano persi in questo paese i fondamenti della civiltà.
    Quando un uomo come Bassolino (che ha dimostrato palesemente la sua incapacità nel gestire questa situazione) non viene costretto a lasciare il suo incarico e anzi, migra televisivamente di programma in programma teorizzando e blaterando su come risolvere il problema, allora si è davvero arrrivati al fondo.
    “Chi sbaglia paga” è una frase che in questa Italietta tragicomica non ha nessun significato.

  7. Marco scrive:

    buon giorno a tutti,

    io penso che i paragoni andrebbero fatti con Paesi di simile numero di abitanti, infatti una cosa è gestire 4 milioni di persone un’altra 50 milioni e più, poi non và sottovalutata la storia che è passata da un Paese come l’Italia e che ha lasciato un’infinità di etnie diverse che ancora oggi mal si amalgamano.
    In Svezia tutto ciò non è accaduto, questo non per giustificare ma per spiegare da dove nasce l’essere italiani con tutti i pregi (moltissimi ed inviati da tutti, che provano quasi soddisfazione più che rammarico, quando possono criticare questo “unico” Paese).

    Morale, anche la munnezza di Napoli (leggasi Camorra, Mafia ecc.ecc)ha a che fare con la storia che noi abbiamo …. altri no!

    Marco 24 luglio 2008

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