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Alla Ricerca delle Anime Politiche Perdute

2 giugno 2009
Pubblicato in Dossier
di Marco dall'Olio

domandaSempre più spesso si sente dire quanto la divisione tra destra e sinistra sia sorpassata, una reliquia storica, una coppia di antiche ed inutili etichette. Dopo la caduta del comunismo, a livello economico le differenze sono divenute marginali, fatte di tecnicismi incomprensibili al grande pubblico. A livello di valori invece… I politici hanno forse dei valori?
L’offuscarsi della distinzione, assieme al proverbiale crollo delle capacità d’attenzione dei nostri coetanei, contribuisce a rendere la vita dura a questa disinteressata generazione, quando si tratta di darsi un etichetta politica, ed ancora peggio quando si tratta di mettere una croce su un pezzo di carta. Inoltre, dividere lo spettro politico in due è riduttivo. Riassumere la nuvola di idee ed opinioni che abita tra le nostre orecchie con una di due etichette è quantomeno semplicistico. Si può essere, e spesso si è, allo stesso tempo per la regolametazione delle imprese e contro l’aborto, o per la riduzione delle tasse ed a favore dei pacs.
Considerato tutto, verrebbe voglia di gettare destra e sinistra dalla finestra con l’acqua sporca, e pensare a nuove e più efficaci etichette per portare avanti il discorso politico. Ma buttare il bimbo con l’acqua sporca non è mai una decisione saggia, e cercandoli, due significati profondi, due “anime” dietro alle etichette si possono trovare.

Ovviamente, se si volesse restringere il discorso al nostro paese, si dovrebbe prendere esclusivamente in analisi l’evoluzione storica della nostra politica, nella decennale danza surreale di partiti e correnti. Ma se vogliamo andare alla ricerca di qualcosa di più profondo, di più vicino alle metaforiche “anime” della destra e della sinistra, è necessario uscire dal giardinetto nazionale. Fortunatamente per noi, c’è chi lo ha già fatto, per lo meno per quanta riguarda il vecchio continente. Infaticabili ricercatori di Scienze Politiche hanno prodotto, fresco fresco per le prossime elezioni, l’EU Profiler, una mappatura completa delle posizioni, economiche, sociali e culturali di tutti i partiti politici europei. Lo strumento garantisce una mezz’ora di intrattenimento politico allo stato puro. Dopo una batteria di 60 domande, potete scoprire quale partito nel continente rispecchia meglio la vostra anima politica, e comparare i vari partiti (Il partito ideale di chi vi scrive risulta essere il Stranka mladih Slovenije, il Partito della Gioventù Sloveno. Viva la marginalità). Una volta quantificate le posizioni, le anime della destra e sinistra europea sono facilmente derivabili, basta fare la media.
Ma questo freddo tecnicismo ci aiuta poco nel processo di autodefinizione politica. Noi siamo individui, con una personalità, dei sentimenti e dei valori morali, non delle medie matematiche. Per trovare una dimensione più “umana” nelle posizioni politiche, bisogna spostarsi dalle Scienze Politiche alla Psicologia.

Un manipolo di ricercatori, tra l’Università della Virginia e della California, qualche anno fa ha lanciato un questionario online per individuare correlazioni tra tratti della personalità, orientamento morale e posizioni politiche. Piú di ventimila persone da tutto il mondo hanno preso parte allo studio, ed i risultati mostrano un profondo gap morale tra chi si definisce di sinistra e di destra. I primi mostrano una forte sensibilità per problemi morali che riguardano questioni di equità e reciprocità, ed una maggiore tendenza all’empatia, mentre i secondi danno piú importanza alla lealtà, al rispetto dell’autorità ed alla “purezza” morale, alla rettitudine di comportamento rispetto alle norme e consetudini del proprio gruppo sociale.

red_vs_blueAutorità contro empatia, questa sembra essere la distinzione morale fondamentale tra destra e sinistra. Distinzione che emerge anche dalle teorie di George Lakoff, autore dell’acclamato libro “Don’t Think of an Elephant”. Ovviamente questi risultati mostrano solo correlazioni, e come si dice qui “correlation doesn’t imply causation”. E la storia ce lo ha mostrato chiaramente, se pensiamo al profondo autoritarismo dei movimenti comunisti in giro per il mondo. E sono sicurissimo che tra le fila della nostra sinistra si nascondano centinaia di “autoritari”, come del resto sono sicuro si possano trovare “empatici” nella destra. Ma se vogliamo trovare un nocciolo morale dietro alla distinzione tra destra e sinistra, dobbiamo accontentarci della vaghezza intrinseca in questo tipo di correlazioni.

Ma la variazione morale non è l’unica distinzione psicologica tra destra e sinistra. Ne esiste un’altra, ben più divertente. Se aveste una sola domanda a disposizione per indovinare la posizione politica di uno sconosciuto, cosa chiedereste? (ovviamente la domanda “cosa voti?” in questo gioco è vietata). Stando alle statistiche, la vostra scelta migliore sarebbe “quanto sopporti la vista del sangue?”, oppure “mangeresti questa fetta di torta se la toccassi con un dito?” o “cammineresti a piedi scalzi per strada?”. A quanto pare, il correlato più robusto tra tratti psicologici e posizioni politiche è il disgusto. Più facili siete al disgusto, piú probabilità ci sono che siate di destra. Se avete stomaco invece, è più probabile che siate di sinistra. Sembra assurdo, ma forse la vera anima della sinistra è nello stomaco.



2 Responses to “Alla Ricerca delle Anime Politiche Perdute”

  1. Rocco scrive:

    l’articolo e’ bello ma il giochino dell’EU profiler e’ uno sballo assoluto. Io risulto molto affine alle posizioni del Evropská demokratická strana. Posizioni del resto portate avanti con coraggio e determinazione dal nostro illuminato leader Jana Hybášková.

  2. Andrea scrive:

    Devo trasferirmi in Belgio secondo l’EU profiler. Fantastico questo ‘gioco’! Anzi, dannazione: mi sta facendo cambiare idea su quale partito dovrei votare qui in svezia. Ora che avevo deciso… a quanto pare devo rimettermi a ’studiare’ quale sia per me il miglior candidato…
    Per quanto riguarda l’unica domanda per capire se qualcuno é di sinistra o destra, forse chiederei “se fossi all’estero, berresti del caffé che non sia espresso?” :)

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