Silvio e il lettone di Putin

Di Alexander Bell • 1 ago 2009 • Categoria:Italia, Politica, Segnalazioni • Nessun commento

letto“Io mi faccio una doccia anch’io… e poi, poi mi aspetti nel lettone se finisci prima tu?”
“Quale lettone… Quello di Putin?”
“Quello di Putin”

In barba ai bacchettoni sinistrorsi che quotidianamente invadono pagine di giornali rossi con fiumi di parole - per dirla con i coniugi Rizzi – pateticamente moralizzatrici, oggi celebreremo il nuovo feticcio del Potere Moderno: il lettone di Putin.

Lungi dal costituire mero teatro di amplessi geriatricamente virili, che pur meritano unanime ammirazione, il suddetto lettone di tende munito assurge piuttosto a vero e proprio simbolo dell’homo novus che violentemente si impone all’attenzione degli italiani in tutta la sua tracotante esuberanza sessuale. Di più: il lettone di Putin, infatti, a ben vedere ci racconta un qualcosa d’altro ancora, laddove – con mente depurata da fastidiosi pregiudizi catto-contro-riformisti – avessimo la capacità di comprendere ch’esso in realtà costituisce un ponte che l’amato Silvio ha gettato verso di noi, indegni rappresentanti del populino, per darci la prova provata che il Potere Moderno si è tolto di dosso quella fastidiosa patina di superiorità e arroganza ed è finalmente, una volta per tutte, sceso al nostro livello.

Certo, in principio fu Sircana, che come tutti i pionieri, però, invece di ricevere il giusto plauso, è stato condannato al ludibrio di un pubblico non ancora pronto a cogliere la grandezza della rivoluzione che il suo messaggio portava con sé. Col senno di poi, ci viene peraltro da pensare che come al solito noi di Sinistra scontiamo l’atavica colpa di una congenita incapacità di dare forme vincenti a messaggi geniali: foto sbiadite di macchine in seconda fila, infatti, sono mezzi di comunicazione quanto mai indegni a trasmettere urbi et orbi la forza di un gesto rivoluzionario.

Silvio, si sa, di questi problemi non ne ha mai avuti. Ed ecco allora, dapprima, irrompere sulla scena pubblica nitide immagini finto-rubate di questo giovine vegliardo che – alla stregua di un negozio del centro milanese al primo giorno di saldi – accoglieva sulle sue ginocchia un ridanciano gruppetto di floride femmine. Ma non bastava: d’altra parte si sa che il potere porta con sé la bellezza; in ciò, dunque, davvero nulla di nuovo sotto il sole. E allora venne la Letizia dell’ancor più giovane Noemi. Tra feste di compleanno e tartarughine comparve il “papi”.

Poi fu Patrizia. Poi, soprattutto, fu il lettone di Putin. E qui sta il genio, qui sta la rivoluzione: fosse stato, che ne so, il lettone di Gasparri, certo la faccenda sarebbe stata un po’ diversa, un pochetto più squallida; ma si tratta del lettone di Putin, del lettone, cioè, dell’amico russo, del potente amico russo. Si tratta, cioè, del lettone del Potere, del Potere Moderno e per di più Russo. Ecco allora che si svela chiaro il messaggio che Silvio ci sta lanciando e che tanto fatica a emergere in mezzo al trambusto del fastidioso vociare di starnazzi neo-catto-pudiconi: il Potere è come voi, io (che sono il Potere) sono come Voi, perché io proprio come Voi sono un utilizzatore finale, perché io proprio come Voi quando mi piglia la voglia non c’è Putin che tenga. Perché io, proprio come voi, alla fine cambio le lenzuola. Ecco, magari, e qui sta l’unica differenza, le faccio cambiare da qualcun altro.

Berlusconi
Alexander Bell

Alexander Bell Leguleio di professione con tendenze penalistiche e poco altro da dichiarare.
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