Ci aveva stupito iniziando a creare la sua squadra di governo poche ore dopo la vittoria contro John McCain: un fenomeno, una persona pronta a lavorare per il paese, pronto a formare un gruppo efficace, preparato ma soprattutto esente da ogni tipo di scandalo. Perché lui, pulito, lo è sempre stato, nonostante le varie accuse rivoltegli dal rivale repubblicano durante la feroce campagna elettorale. Ma si sa, pur di vincere si dice di tutto e di più.
Sembrava troppo bello che per il primo presidente nero eletto non ci fossero problemi.
Puntuali, però, le prime difficoltà sono arrivate e riguardano proprio il seggio al Senato occupato fino a poco tempo fa dallo stesso Obama.
Rod Blagojevich, infatti, governatore dell’Illinois, è stato arrestato il 9 dicembre con l’accusa di corruzione, per aver cercato di vendere il seggio del Senato Usa lasciato libero dal suo compagno di partito, il presidente eletto Barack Obama appunto. Questi, però, come dichiarato dai procuratori federali, ha immediatamente preso le distanze dal governatore, peraltro già indagato su altre questioni.
Questo arresto, sine quaestio, ha sicuramente creato un forte livello di imbarazzo al presidente eletto che si insedierà alla Casa Bianca tra circa un mese.
Parlando ai giornalisti dopo un incontro con l’ex vicepresidente democratico Al Gore, Barack Obama si è detto rattristato dalla vicenda di Blagojevich, aggiungendo di non aver avuto contatti “con lui né con il suo staff” e di “non essere al corrente di ciò che stava avvenendo”. Ha definito, inoltre, questo avvenimento come frazione di “un giorno triste per l’Illinois”.
Nella sua prima conferenza stampa dopo lo scoppio dello scandalo che ha travolto Rod Blagojevich, Barack Obama è apparso molto rilassato e sicuro di sé. Il presidente eletto ha risposto senza battere ciglio alle domande dei giornalisti. Si e’ detto “assolutamente certo” che né lui, né “alcun suo rappresentante” avesse mai discusso la scelta del suo successore con il governatore dell’Illinois accusato di aver cercato di vendere il seggio da lui lasciato vacante in Senato. Secondo i magistrati, però, il governatore avrebbe anche minacciato ritorsioni contro il quotidiano Chicago Tribune, in alcuni editoriali molto critico nei suoi confronti.
Blagojevich, 51 anni, e il suo capo di gabinetto, John Harris, sono stati denunciati per cospirazione per aver violato leggi federali commettendo concussione. Entrambi sono stati prelevati dalle loro abitazioni a Chicago e presi in custodia cautelare. In Illinois, la legge permette al governatore di selezionare un successore quando c’è un seggio vacante per un periodo di medio termine in Senato.
Obama aveva dato le dimissioni dal Senato poco dopo la vittoria alle elezioni presidenziali del 4
novembre. Prima grossa difficoltà da affrontare da Barack Obama che, come se non bastasse, ha un altro enorme problema da risolvere: i colossi dell’auto sono in forte difficoltà, il piano di salvataggio federale non è stato approvato..con conseguenti forti perdite di posti di lavoro.
Se in patria il presidente eletto sembra quasi aver perso l’aureola di “profeta” inizialmente attribuitagli, in Europa sembra mantenere elevato il livello dei consensi.
Il presidente della Commissione europea Jose’ Manuel Barroso ha, infatti, rivolto all’amministrazione statunitense l’esortazione“Yes you can“: Barroso ha, infatti, chiesto agli Stati Uniti di collaborare fortemente con l’Unione europea per promuovere il pacchetto clima, approvato proprio oggi al termine del consiglio europeo. Obama sarà in grado di ascoltare?
Una piccola nota di colore: il 20 gennaio prossimo, il presidente eletto presterà giuramento declinando per intero le proprie generalità, e dunque come “Barack Hussein Obama”, con l’aggiunta quindi del secondo nome impostogli dal padre, nativo del Kenya: tale nome ha causato all’afro-americano numerosi problemi nella recente campagna elettorale, ha procurato al presidente americano eletto numerosi grattacapi, sollevando da parte degli avversari repubblicani accuse di filo-islamismo e insinuazioni sulla sua reale fedeltà ai valori occidentali.
Insomma, tra inconvenienti economici, politici e pure d’identità la domanda è la seguente: Obama did it in November, but will he make it in December?
