AttualitàOpinioniSegnalazioniDossier

Il podio della moda innovativa

9 dicembre 2008
Pubblicato in Opinioni
di Ivan Dauriz

Quando si pensa alla moda, solitamente nasce spontaneo il rimando a qualche stilista conosciuto: il preferito, quello che cosparge la città di poster pubblicitari oppure quello che ha vestito l’attrice o la principessa di turno durante la sfilata su uno dei numerosi red carpet. La fama di questi personaggi è riconosciuta universalmente ed ognuno di loro rappresenta la parte più visibile della moda, il jetset, il lusso sfrenato, e il guadagno che tale mercato genera.
Siamo davvero sicuri che il mondo della moda sia delimitato da confini così stretti? Oppure esiste un universo parallelo, più difficile da scovare?

Uno degli attori che meglio rappresentano la tradizione del settore dell’abbigliamento è il sarto, spesso chiamato anche “couturier” (niente meno che la traduzione del sostantivo italiano in francese). Questa figura professionale incarna il sapere necessario per dedicarsi al confezionamento degli abiti e alla loro possibile modifica. Per questo motivo, si può dire, in modo relativamente ufficioso, che il sarto sia l’unico nell’ambito moda a possedere la capacità di inventare: conoscendo l’intero universo della produzione degli abiti (dal riconoscimento dei tessuti alla cucitura, dall’asola alla resa di un drappeggio), gli risulterà possibile sfruttare queste conoscenze per comporre sinfonie non ancora ascoltate, rivoluzionando la storia del vestire.
Il confezionamento di un abito si accosta in tutto e per tutto ad un’opera musicale: se le misurazioni non vengono effettuate in modo accurato, il tempo della melodia risulterà scorretto; se le cuciture non vengono realizzate a regola d’arte, si potrà sentire qualche accordo stonato, e così via. Un abito, per raggiungere l’eccellenza che solo un abile sarto può garantire, deve quindi essere amato e seguito costantemente in ogni fase della sua creazione, senza distrazioni o sviste, esigendo il massimo risultato dalle risorse a disposizione.

Negli ultimi anni si è vista nascere e svilupparsi una nuova figura professionale non ancora ben conosciuta nel mondo esterno alla cerchia degli addetti al settore o dei più informati.
Si tratta della figura del designer, o per meglio dire del fashion designer, che abbina le sue conoscenze industriali al settore della moda. Lo sviluppo di un prodotto industriale qualsiasi, o di un prodotto d’arredo, presenta a grandi linee lo stesso percorso progettuale che segue il prodotto di moda.
L’approccio del designer alla progettazione è molto diverso rispetto alla fase di disegno o di reinterpretazione di uno stilista; esso si avvicina maggiormente a quello di un architetto. Un’indispensabile ed approfondita ricerca su materiali e tecnologie innovative emergenti nel mercato, sperimentazioni materiche e tecniche, nonché uno studio del processo produttivo industriale ed una grande attenzione alla comunicazione sono i pilastri del design. Questi fondamentali capitoli della progettazione segnano il percorso del designer e rendono possibile un miglioramento ed avanzamento della tecnologia.
Quando si pensa ai materiali più pregiati che un creativo di moda può utilizzare, risulta comune il rimando alla seta, all’organza, al cachemire. Un couturier di vecchio stampo probabilmente appoggerebbe questo pensiero, evidenziando le alte qualità di determinate fibre e lavorazioni dei filati. Con maggiore probabilità, non andrebbe oltre a questa spiegazione. Un sarto estraneo al mondo della ricerca tessile non rivolge, infatti, un grande interesse a questo ambito, bensì si presta maggiormente alla sperimentazione di nuovi tagli o nuove costruzioni, lasciando in secondo piano l’utilizzo di materiali d’avanguardia o ad elevate prestazioni tecnologiche.
Il mondo del tessuto è davvero poco conosciuto. Quella parte di produttori che si occupano esclusivamente della sperimentazione nell’ambito tessile risulta nascosta agli occhi della massa. Imprenditori, chimici, fisici si uniscono nella ricerca: fibre polimeriche, metalliche, ottiche possono diventare stoffe da cucire e lavare come cotone o tessuti delicati. Basti pensare al Luminex, tessuto in grado di emettere luce propria grazie all’utilizzo di fibre solitamente adoperate nelle imprese scientifiche della fisica sub-nucleare. Un esempio della ricerca italiana in ambito materico, tessile e cromatico può essere l’azienda e marchio Stone Island che, grazie alla sua continua ricerca, ha prodotto numerosi tessuti con elevato valore innovativo. Si possono facilmente ricordare i diversi capispalla prodotti con stoffe che cambiano colore in base alla temperatura, con fibre metalliche di diverse leghe, oppure quei capi nati per vivere una metamorfosi (è stata studiata una giacca che diventa una poltrona gonfiabile, un’altra che si trasforma in aquilone, ed un’altra ancora che può essere addirittura usata come pratica tenda canadese). La passione per il lavoro condotto giorno dopo giorno, appoggiata da laboratori d’avanguardia, consente a quest’importante azienda italiana di occupare una posizione di rilievo nel mondo della sperimentazione e della tecnologia rivolte al settore tessile e dell’abbigliamento.

Il mondo della moda non è quindi solo composto dagli stilisti: esistono altre due figure di professionisti, assieme ai quali essi danno vita ad un complesso ed armonico trittico. Si raggiunge così un incontro di diversità ed una mescolanza di competenze: l’attenzione all’aspetto economico-imprenditoriale da parte degli stilisti, la conoscenza della tradizione da parte dei sarti, e la spinta innovativa da parte dei designer. Un vero e proprio “podio della moda”.
Sono numerosi gli esempi che si possono citare di stilisti/designer/ricercatori che si dedicano anima e corpo a questa “rivoluzione tecnologica” della moda, facendo proprie le fondamenta gettate dai sarti e le abilità commerciali proprie degli stilisti. Uno tra tutti è Hussein Chalayan, giovane designer il cui nome raggiunge di giorno in giorno le orecchie di sempre più persone. Il suo è un animo creativo, che dà vita a tessuti o li trasforma in elementi d’arredo.
Ma forse questa è un’altra storia.



Related posts:

  1. Il massacro della flottiglia della pace
  2. Le radici secolari della sushi-mania
  3. Contemporanea Colline Festival ’09 – Le arti della scena



LASCIA UN TUO COMMENTO


Messaggio