Forse il problema non sono i partiti

Di Rocco Polin • 2 giu 2009 • Categoria:I valori dei partiti • 2 Commenti

supermercatoMilano. Via Ripamonti (dove una volta era tutta campagna) Interno supermercato. Sezione frutta e verdura.
Una signora sulla cinquantina pesa quattro pesche. 5 euro. Si gira verso un’altra signora, pressapoco della sua età in cerca di solidarietà.
La signora le fa un sorriso rassegnato:
“Cosa vuole, signora mia, da quando c’è l’euro costa tutto di più. Hanno fatto il cambio un euro mille lire. E come al solito a rimetterci è la povera gente”
“Ah, certo. L’euro di Prodi. Ci ha portato in Europa. Sì, ma con le pezze al culo, mi perdoni l’espressione”
“Adesso vediamo il Berlusconi. Ha fatto così bene alle sue imprese, vedi mai che sia in grado di fare qualcosa anche per noi. Se solo i giudici lo lasciassero lavorare”
“Mah guardi, secondo me la verità è che sono tutti uguali. Destra e sinistra. Una volta eletti fanno solo i loro interessi. A me poi il Berlusconi proprio non mi va giù. Sa, sono interista… Ho votato Di Pietro che mi sembrava uno del popolo, poi i Pensionati. Alle ultime la Lega che di questi clandestini proprio non ne posso più”
“Non me ne parli. E badi che io non sono razzista. Ci ho una cameriera filippina bravissima e anche al mio nipotino che in classe ha fatto amicizia con un negretto non gli dico mica niente. Il problema non è il colore della pelle, è che questi non ci hanno voglia di lavorare”
“Sa cos’è? è che vedono in TV la ruota della fortuna e pensano che da noi sia il paese della cuccagna, poi arrivano qui e scoprono che è tutto diverso. E allora cominciano a rubare. Ce ne sono anche di bravi, non dico mica di no. I neri per esempio sono più simpatci, mica come questi albanesi o marocchini”
“Che poi guardi che è solo in Italia che succede così. Negli altri paesi li fanno rigare diritti. Mica come qui”
“La verità e che si stava meglio quando si stava peggio. La mia povera mamma me lo diceva sempre, quando c’era Lui si dormiva con la porta aperta”
“E i treni arrivavano in orario. Mica come oggi. Ma cosa ci vuol fare? I giovani non hanno più rispetto, si rimbecilliscono davanti ai viedogiochi e pensano che tutto gli sia dovuto”
“Parole sante, signora mia, parole sante. Oggi giorno non c’è più rispetto nemmeno per la Chiesa. Questi gay ad esempio… ma insomma se proprio devono fare, facciano a casa loro. Che bisogno c’è di scendere in piazza?”
“Ci manca solo che adesso gli facciano adottare i bambini così ci diventano tutti omosessuali. Ma insomma, il matrimonio è fatto tra un uomo e una donna. È naturale non le pare?”
“Certamente. Il problema è che gli italiani non fanno più figli. Se va avanti così diventeremo un paese islamico”
“Guardi.. sta cominciando a nevicare…”
“ah la neve, starei a guardarla per ore, mi da un tale senso di pace… certo però che ogni anno arriva più presto, come si dice non ci sono più le mezze stagioni, che sembrerà una banalità eppure è vero”
“sempre così, le cose più banali sono poi le piu vere. Lei a proposito cosa fa questo Natale? va in montagna?”
“A dire il vero il Natale lo passo con i miei, poi per capodanno porto la famiglia a Venezia. Sa dobbiamo godercela prima che scompaia”
“Fa proprio bene. Che ormai andiamo tutti all’estero e non apprezziamo il nostro bel paese. C’è gente che è stata tre volte a Londra e magari non ha mai visto Firenze. Che poi vai all’estero ed è sempre pieno di italiani. Ci facciamo sempre riconoscere. Io queste vacanze andro al mare, trovo che d’inverno abbia un fascino particolare”
“Infatti. Io devo dirle che avrei preferito andare sul Mar Rosso come l’hanno scorso. Però sa la crisi…. Venezia l’ho sempre trovata un po triste. Come dire.. è bella ma non so se ci vivrei”
“Quanto ha ragione. E poi Venezia è calda d’estate e fredda d’inverno”
“Il problema non è tanto il caldo. È l’umido”
……
“Allora queste pesche? che fa le prende?”
“ma no guardi le lascio, costano un’occhio della testa e poi vedrà che non sanno di niente. La frutta al supermercato non la si può più comprare”
“Lo diceva giusto ieri Emilio Fede, la colpa è degli euroburocrati che ci obbligano a importare la frutta congelata dall’estero, cosi poi dobbiamo far marcire la roba delle nostre campagne”
“quest’anno però la TV dice che il raccolto sarà scarso a causa dell’ondata di caldo eccezionale e poi insomma, con questa febbre suina, vatti a fidare. Io compro del pesce. Ma lo sa che a Milano abbiamo il pesce più fresco d’Italia?”
“Si, si, più fresco che a Genova. Ne parlo sempre con il cassiere della mia banca che è ligure”
“Ah, le banche, buone quelle. Sono degli strozzini legalizzati. Io ormai i soldi li tengo sotto il materasso”
“Fa proprio bene. Mio martio dice sempre che bisogna investire sul mattone, è l’unico investimento sicuro”
“a proposito, ha visto la Fiat? pare che compriamo le aziende americane”
“sì, sì. Anche se devo dirle che io mi fido solo delle macchine tedesche. I tedeschi sono gente precisa”
“Sì ma deve ammettere che anche quando dicono grazie sembra che ti stiano dando un’ordine. E poi la Fiat quando si rompe te la ripara anche l’elettricista”
“Io lo dico sempre a mio nipote che dovrebbe fare il meccanico. Quelli sono i lavori con cui si guadagna. Come l’idraulico. Che quando ne hai bisogno è sempre impegnato e quando finalmente arriva si fa pagare un patrimonio per un lavoro di dieci minuti con la scusa dei pezzi di ricambio”
“La penso anche io come lei. Cosa servirà poi studiare il latino che non lo parla piu nessuno?”
“Be senta adesso devo andare. Vedrà quanto tempo ci si mettera per tornare a casa. Bastano due fiocchi di neve per mandare in tilt la citta. E già trovare parcheggio è impossibile in condizioni normali”
“La verità è che bisognerebbe non usare la macchina. Ma come si fa? con questi trasporti pubblici… Io la mattina prendo il 54 per andare a trovare i miei nipoti. Non arriva mai”
“E poi quando arriva ce ne sono tre in fila..”
“Esatto”
“Be signora, la saluto”
“Arrivederci”
“Tante care cose”

Si ringraziano tra gli altri T. Canetta, F. Soldani e G. Flaubert

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Rocco Polin

Rocco Polin “Rocco Polin is probably the most influential commentator of international affairs of our time”, Foreign Affairs. “Brilliant, thought provoking, a true talent”, Newsweek. “Mr Polin is the leading expert in Italian politics of his generation. His analysis are not only accurate and original but also incredibly enjoyable”, the Economist. “Now we know why everybody is going crazy about him”, The New Yorker. “Irresistibly sexy”, Angelina Jolie.
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Commenti: 2 »

  1. Le mie amiche sono proprio delle pazze

  2. Stucchevole ritratto di un pressappochismo che spero non sparirà mai.

    Spezzo una lancia in favore delle pere, che neanche quelle sono più quelle di una volta, e ti ricordo che ai nostri tempi ci si divertiva di più con meno: due legnetti ed eravamo felici!

Cosa ne pensi?